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    Acquistare casa a New York: consigli per iniziare la ricerca

    Acquistare casa a New York: consigli per iniziare la ricerca

    Comprare casa a New York e’ il sogno di molti. La debolezza del dollaro degli ultimi anni e lo scoppio della bolla immobiliare negli USA hanno reso il mercato americano molto appetibile agli investitori europei. Nel 2009 piu’ di 14 mila italiani hanno comprato casa negli Stati Uniti, soprattutto a New York e Miami. E tra questi moltissimi vip: quali Fabio Volo, Walter Veltroni, Diego della Valle e altri.

    Acquistare casa a New York tuttavia può essere un iter lungo e stancante. E data la volatilità e liberalità del mercato bisogna fare estrema attenzione a non subire raggiri.

    Per chi si appresta all’acquisto noi consigliamo di iniziare la ricerca dal computer di casa, senza pressione e con estrema tranquillità. Abbiamo conoscenti che al momento dell’acquisto si sono visti alzare il prezzo dell’immobile anche del 20%, causa interesse (fittizio o reale) di altri ipotetici acquirenti e se non si conosce perfettamente il mercato e il suo andamento si puo’ pagare l’immobile eccessivamente.

    Un sito che e’ molto usato nel campo immobiliare e’ www.streeteasy.com che permette di vedere migliaia di immobili in vendita nei 5 borough di New York. Il sito non e’ altro che un enorme database che in aggiunta a foto e descrizioni offre la storia di ogni immobile in vendita, il prezzo medio pagato nella zona, nella via e nel palazzo stesso, basando i dati sulle transazioni precedentemente concluse. Uno strumento eccezionale quindi per valutare prezzi e occasioni. Inoltre permette di confrontare direttamente diversi quartieri e vie di New York. Da notare infatti che i prezzi a Manhattan possono variare considerevolmente anche in poche centinaia di metri.

    Un altro strumento molto utile e’ la sezione real estate del New York Times. La rubrica propone articoli di approfondimento su quartieri, l’andamento del mercato e di immobili in vendita. Un ottimo luogo per toccare con mano il business del mattone a New York.

    Da ricordare durante la ricerca e’ la differenza delle due classi di appartamento esistenti a New York: condo e co-op.

    I condo tendono ad essere più cari, sono solo il 20% degli immobili ma permettono la proprietà dell’appartamento con libero arbitrio su ristrutturazioni, affitto, sub-affitto e rivendita. Chi invece acquista un immobile co-op, non diventa proprietario dell’immobile ma di una frazione dello stabile. Cio’ comporta meno liberta’ in quanto si diventa soci con gli altri inquilini e si perde il diritto di decisione sull’immobile. Ristrutturazioni, acquisti e affitti devono essere quindi discussi e concordati con tutti gli altri inquilini del palazzo.

    Se preferite invece affidarvi ad un agente immobiliare non avrete che l’imbarazzo della scelta. Semplicemente digitate “real estate agents NYC” in google.com per avere un’esaustiva lista. Nel corso degli anni siamo venuti in contatto con diversi agenti, contattateci a info@inewyork.it pure se volete che ve ne consigliamo qualcuno.

    Se invece l’idea dell’acquisto di un immobile vi sembra eccessivo ma volete comunque diventare proprietari di un pezzo di Manhattan, sappiate che e’ possibile acquistare case in multiproprieta’. I siti sellmytimesharenow e myresortnetwork offrono un’ampia selezione di proposte di acquisto.

    Di nota e’ l’elegante ed esclusivo grattacielo Hilton in zona Central Park che offre mono, bilo e trilo – cali in multiproprieta’ nel lusso piu’ sfrenato e con viste mozzafiato della citta’. Una delle soluzioni piu’ economiche per sentirsi delle star di hollywood residenti a New York. Anche se solo per una settimana all’anno!

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    Affare a Brooklyn: superattico con vista Manhattan in vendita a soli $25 milioni!

    Affare a Brooklyn: superattico con vista Manhattan in vendita a soli $25 milioni!

    Una delle cose che mi piacciono di piu’ di Brooklyn e’ la vista che si ha di Manhattan. Specialmente all’imbrunire, con il sole che si nasconde dietro i grattacieli per esaltare uno degli skyline piu’ fotografati al mondo.

    In particolare, c’e’ un punto che ho sempre reputato perfetto: lo stretto lembo di terra tra il ponte di Brooklyn e quello di Manhattan. Lembo dominato da un palazzo decorato con un orologio agli ultimi piani. E ho sempre pensato con invidia ai fortunati abitanti dell’attico, magari mentre si godono una succulenta cena a lume di candela, rimirando il cielo sopra la City infuocarsi al tramonto e i grattacieli decorarsi di mille piccole lucine.

    Ora l’oggetto della mia invidia potreste diventare voi! Da circa un anno il superattico che ospita l’orologio e’ in vendita al prezzo di 25 super golosi milioni di dollari.

    Di certo non pochi, ma per diventare l’oggetto dell’invidia di 8 milioni di abitanti piu’ i circa 45 milioni di visitatori all’anno non e’ male. Quasi 50 centesimi di dollaro di investimento ad individuo.. E solo per il primo anno.. Mi sembra quasi un affare!

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    Coast to Coast: un sogno da vivere anche al computer

    Coast to Coast: un sogno da vivere anche al computer

    Il Coast to Coast degli Stati Uniti e’ uno di quei viaggi epici entrati nell’immaginario collettivo da oramai decenni. Il viaggio di circa 5000 km e’ un’epopea introspettiva attraverso spazi infiniti e citta’ sovraffolate. Dove il contrasto tra opera dell’uomo e della Natura raggiunge il suo apice, e vede i grattacieli lucenti soccombere alla forza mistica e primordiale di luoghi incantati quali Canyonland o Monument Valley. Un viaggio alla ricerca del cosi’ detto nuovo mondo che durante questa crisi sembra cosi’ vecchio e stanco. Ma anche un lungo inno d’amore al viaggio in se. Alla passione per la strada, che per due/tre settimane nella vita si prende carico non del nostro corpo ma della nostra anima. Un viaggio mitico dai mille significati che speriamo tutti voi prima o poi avranno la fortuna di effettuare.
    I video che presentiamo in questo post sono dedicati a tutti coloro che sognano, sono in partenza per o ricordano questo viaggio dal fascino intramontabile.
    Dal ponte di Brooklyn al ponte di San Francisco a piedi. Il tutto documentato da 2770 fotografie. Sapientemente amalgamate per creare un video emozionante, che rende appieno l’idea del viaggio, dei luoghi e delle sensazioni.

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    Torta di riso finita a New York!

    Torta di riso finita a New York!

    Curiosa digressione del sindaco Bloomberg durante il suo settimanale show radiofonico. Mentre parlava di tasse e della situazione economica ha lanciato un chiaro messaggio alle persone “pigre” desiderose di trasferirsi nella City: New York non e’ posto per voi. Durante i suoi frequenti viaggi, il sindaco ha constatato come i lavoratori al di fuori dei cinque boroughs lavorino molto piu’ lentamente rispetto ai lavoratori nella City. E per supportare la propria tesi ha riportato come nei ristoranti di Manhattan sia tutto veloce ed efficiente. Appena ordinato, gli addetti ai fornelli e il personale in generale si adoperano per poter servire il cliente nel modo migliore e piu’ veloce. E cio’ non e’ vero solo per i lavoratori nel campo della ristorazione, ha continuato Bloomberg, ma per tutti i newyorkesi. Sempre secondo il Sindaco questa non e’ un’offesa ma la sola e semplice realta’. New York e’ posto per chi ha voglia di lavorare e ha l’argento vivo addosso.

    Noi sinceramente non condividiamo al 100% il pensiero del nostro amato sindaco. Per esempio dopo un’anno e mezzo stiamo ancora aspettando che il responsabile del nostro palazzo sistemi il condizionatore sul piano: non proprio indice di efficienza e celerita’. E questo e’ solo un esempio di tanti. Si, a New York i ritmi sono molto veloci e non ci si ferma mai. Pero’ la citta’ e’ anche piena di procrastinatori e amanti dell’otium. Letterario o meno.

    Nonostante cio’, questo commento ci ha fatto pensare alla popolare gag sui ristoratori genovesi: “Torta di riso, finita!” Proponiamo ai comici di Colorado Cafe’ una gag di confronto tra la ristorazione a New York e a Genova!

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    Cimici da letto: coinquilini morosi in tutta New York

    Cimici da letto: coinquilini morosi in tutta New York

    Chiariamo subito una cosa: non si dice cimici da letto ma “bed bugs”, ovvero insetti del letto. L’espressione cimice da letto e’ semplicemente una delle tante traduzioni che sebbene corrette non rendono le sfumatore e i significati dovuti. Fatti i dovuti convenevoli, spieghiamo esattamente cosa sono questi insettucoli che stanno ottenendo cosi’ tanta risonanza mediatica.

    I bed bugs appartengono alla famiglia degli Emitteri Eterotteri e sono dei microscopici vampiri-insetto amanti del sangue umano. Il loro habitat preferito sono appunto i letti e altre zone dove gli umani amano dormire. Sebbene non strettamente notturni sono attivi principalmente di notte quando riescono a succhiare il sangue dalle ignare vittime indisturbati. Sono delle zanzare senza ali quindi (be’ non proprio ma abbiamo reso l’idea). Non trasmettano alcuna malattia, ma solo fastidio locale nel caso di sporadici morsi oppure sintomi sistemici come insonnia, stress e ansia nel caso di attacchi cronici. Nonostante siano visibili ad occhio nudo, sono molto elusivi e spesso solo accurate ispezioni possono identificare eventuali infestazioni. Inoltre sono difficili da eradicare.

    E soprattutto New York City ne e’ piena! E non sto parlando solo dei quartieri piu’ poveri. Sto parlando anche dell’isola di Manhattan. Molte persone vi negheranno la presenza di questi odiosi ospiti nelle case, hotel e negozi di New York – ma credeteci, sono ovunque, e sono molto democratici. Ogni casa puo’ esserne infestata. Recentemente il New York Magazine ha riportato le vicessitudini di una agiata famiglia dell’Upper East Side alle prese con una infestazioni, la chiusura di diversi negozi a SOHO e sulla Fifth Ave ha monopolizzato l’attenzione dei media per una settimana e continuiamo a leggere di articoli sul cosa fare per eliminare questi odiosi insetti da casa.

    L’intenzione di questo post non e’ assolutamente quella di spaventarvi (noi stessi, fortunatamente, non abbiamo ancora avuto incontri ravvicinati di questo tipo). Vorremmo pero’ sensibilizzare la vostra attenzione ad un problema reale che esiste a Manhattan ormai da svariati anni (e salito alla ribalta solo recentemente), e sfatare alcuni miti comuni come quello che esclude gli hotel superlusso dalla categoria colpita dai bedbugs.

    Nel caso siate in visita a New York, dunque, vi consigliamo di controllare il letto in cui dormirete, anche nel caso si trattasse di un hotel cinque stelle o di un duplex dell’Upper East Side (in fondo all’articolo potete trovare diverse foto di questi fastidiosi organismi inutili). Se risiedete in ostello controllate comunque il letto e portatevi il vostro sacco a pelo e cuscino, dato che di solito in queste strutture i controlli sono minori e le disinfestazioni meno frequenti. E fate particolare attenzione nei negozi, anche quelli dalle vetrine scintillanti su Fifth Avenue. I bed bugs non si spostano da soli, ma sfruttano gli umani per farlo. Un negozio affollato e’ per i bed bugs cio’ che per noi e’ il JFK!

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    Mappa di New York di Notte gratuita

    Mappa di New York di Notte gratuita

    A New York si paga tutto. L’altra sera in un locale alla moda a downtown ho dovuto pure pagare un inserviente che mi ha porto una salviettina dopo essermi lavato le mani al bagno.. Si lo so, faccio fatica a crederci ancora adesso. Bisogna pero’ ammettere che e’ la soluzione ideale per diminuire il consumo dell’elettricita’ visto il rischio black out e aumentare l’occupazione vista la crisi economica.. Con questi presupposti, fa sempre comunque piacere trovare qualcosa di gratuito in citta’: la Illuminating Engineering Society (IES) ha da poco iniziato a distribuire gratuitamente la mappa dello skyline di Manhattan di notte. L’identificazione di ogni singolo grattacielo e’ inoltre perfetta per un gioco di societa’ da fare con i compagni di viaggio durante il volo di ritorno in Italia. Chi non riconosce i grattacieli passa il restante tempo del volo fuori dal bagno a porgere tovagliolini rinfrescanti ai passeggeri!!

    E’ possibile ritirare la vostra copia in una di queste tre sedi:

    - The Center for Architecture
    536 LaGuardia Place

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    - GL Lites On Showroom
    511 West Canal Street

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    - Times Square Information Center
    7th Ave, between 46th/47th Street

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    Sbaglio o New York sta diventando uno zoo?!

    Sbaglio o New York sta diventando uno zoo?!

    Che New York sia una giungla urbana si sa, ma da un po’ di tempo ho come l’impressione che stia diventando una giungla vera e propria. O se non una giungla, che anche la Natura e gli animali non riescano piu’ a resistere al fascino della City facendo diventare New York uno zoo senza gabbie. Dopo coyotes, balene, orsetti lavatori, falchi, lucciole e squali ora e’ il turno di un pellicano a zonzo per il Queens. Nelle foto potete notare come il volatile passeggi tronfio con sullo sfondo la metropolitana!

    Avete visto qualche animale insolito durante la vostra visita?

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    Allarme squali per le spiagge di New York

    Allarme squali per le spiagge di New York

    L’estate e’ al massimo dello splendore qui a New York, e durante i week end molti newyorkesi e turisti si recano alle spiagge della City. Sebbene il mare non sia a livello delle Keys, e’ sempre invitante in questi caldi giorni di Luglio. E dal Lunedi’ al Venerdi’ noi siamo i primi a sognare un tuffo nelle fredde acque dell’oceano. Tuttavia la nostra voglia di mare e’ svanita completamente circa 5 minuti fa quando nello stupore piu’ plateale abbiamo letto di squali al largo delle coste di New York. Si avete capito bene, squali. E non squali sotto forma di umani e identificati con titolo di colleghi. Squali bianchi vispi e affamati. La U.S. Coast Guard ha diramato un comunicato di pericolo squali bianchi per tutta la costa est degli Stati Uniti. Specialmente al largo del Massachusetts. Tuttavia nel cercare piu’ informazioni su questi squali bianchi americani ci siamo imbattutti in diversi articoli riguardanti avvistamenti o incontri con squali bianchi al largo della City. Un pescatore settimana scorsa e’ stato morso da uno squalo durante una battuta di pesca – fortunatamente per lui la ferita non e’ risultata molto profonda. Due squali sono stati visti al largo delle coste del New Jersey e a Montauk un pescatore ha portato a riva un esemplare di squalo bianco. Insomma se in visita a New York non riuscite a resistere al richiamo dell’oceano e ad un incontro ravvicinato con il predatore piu’ antico al mondo, vi consigliamo di recarvi al MET ad osservare l’opera di Damien Hirst, “Lo Squalo” appunto. Quanto meno quello non dovrebbe mordere!

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     New York, dove gli anziani invece del sonnellino pomeridiano fanno l'happy hour!

    New York, dove gli anziani invece del sonnellino pomeridiano fanno l’happy hour!

    Era da un po’ di tempo che mi chiedevo perche’ i locali di New York avessero un’happy hour che iniziasse alle 3 di pomeriggio e finisse alle 6.

    Fosse durante il week end potrei anche capire: la gente si sveglia a mezzodi’ fa brunch verso la una e per le 3 ricomincia a bere. Pero’ in settimana la gente lavora almeno fino alle 5 – 6 e quindi, sebbene l’happy hour sia per incentivare la frequentazione dei bar, avrebbe piu’ senso farla dalle 5 alle 8 per esempio.

    Ieri finalmente ho scoperto perche’ l’happy hour inizia cosi’ presto. Essendo che una mia collega parte oggi per una vacanza di 10 giorni, ieri pomeriggio lesti lesti siamo scappati dal lab e siamo andati a “festeggiare” la partenza della fortunata (Eh si, le vacanze sono cosa cosi’ rara che si esce a festeggiare…). Ci siamo recati in un ristorante messicano alle 3.30 per usufruire dei cocktails a prezzi speciali della suddetta happy hour.

    Convinto di non trovare nessuno ad un orario cosi’ insolito, mi sono stupito nel vedere il locale pieno zeppo di attempati signori e signore dai 65 anni in su, tutti presi in discussioni e Margaritas. E con mio sempre piu’ crescente stupore ho visto anche questi composti personaggi perdere un poco il controllo dopo 3 – 4 giri di drinks. Le discussioni sono diventate sempre piu’ frivole e la pronuncia sempre piu’ biascicata fino a che verso le 5 quando siamo usciti il loro inglese era diventato quasi incomprensibile per le mie orecchie.

    Magari e’ stato solo un caso, o magari veramente l’happy hour di primo pomeriggio e’ il giovedi’ sera degli ultra sessantenni. Vi prometto che analizzero’ fino in fondo il caso, provando un bar diverso ogni pomeriggio per un paio di settimane e poi vi diro’! ;)


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    Arrivo ti rubo la macchina, la trasformo in una drag racer e te la rido'!

    Arrivo ti rubo la macchina, la trasformo in una drag racer e te la rido’!

    Si dice che l’America sia la terra delle opportunita’ e dei miracoli. Dove tutto puo’ succedere e ogni sogno si possa realizzare con un poco di sano lavoro, costanza e un pizzico di fortuna. E da oggi e’ anche la terra dove i ladri di macchine sono dei gentiluomini che rubato il veicolo si trasformano in presentatori di pimp my ride per rendere una normale autovettura un mezzo degno da dio del rap. E subito dopo vengono arrestati con tanto di confisca della nuova opera d’arte e riconsegna al vero proprietario.
    Ma andiamo per ordine. Dopo tre anni dal furto della sua Honda Accord, Amanda Pogany si era rassegnata a non vedere piu’ la sua macchina. Tuttavia recentemente i poliziotti si sono recati a casa sua con il veicolo rubato. Sorpresa delle sorprese la macchina si era trasformata da berlinetta noiosa ed economica a auto dalla mise da drag-racer, con un bel motore V-8 sotto il cofano, finestrini in tinta, pneumatici maggiorati. Inoltre l’interno era corredato da gigante bandiera Domenicana, croce in legno pendente dallo specchietto retrovisore e un nuovo cambio manuale in luogo della trasmissione automatica. La reazione della povera Amanda e’ stata a dir poco di stupore, soprattutto perche’ essendo Ebrea mai avrebbe pensato di ritrovarsi a guidare una macchina da capo gang domenicana e soprattutto con cambio manuale. Che dire, New York ci hai stupito ancora!
    In ogni caso la macchina ora fa bella mostra di se nel viale ove Amanda abita, attirando l’attenzione dei passanti e di potenziali acquirenti.

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    A New York l'aragosta si mangia nel panino

    A New York l’aragosta si mangia nel panino

    Dunque, la dinamica ancora non ci è molto chiara. I merluzzi sono i più grandi predatori di aragoste. Ora, come un merluzzo riesca a mangiare un’aragosta, proprio non ce la facciamo a immaginarcelo. Come visualizzazione, alla parola merluzzo ci vengono in mente solo i bastoncini di Capitan Findus. Forse è quello il problema: un bastoncino di Capitan Findus che mangia un’aragosta sembra, di fatto, inconcepible.

    E invece pare proprio sia così: i merluzzi sono i più grandi predatori di aragoste. Che dire: prendiamolo come un dato di fatto.

    Ora, dato per vero questo assunto, aggiungiamo un altro passaggio: di merluzzi in giro, soprattutto nel Maine, ce ne sono pochi. A quanto pare, sono stati quasi tutti ridotti a bastoncini.

    Quindi, per proprietà logica, la Costa Est degli Stati Uniti si è ritrovata negli ultimi anni con una quantità abnorme di aragoste. E secondo il detto inglese: “Se la vita ti lancia limoni, tu fai una limonata”, sopraffatti dalla quantità di aragoste che la vita gli lanciava, i newyorkesi hanno creato…i Lobster Roll.

    Dicesi Lobster Roll una prelibatezza sopraffina che include pezzetti succosi di aragosta, maionese, burro e per chi volesse qualche spezia, il tutto infilato tra due fette di pane soffice. Questo nuovo modo di approcciarsi ad un cibo che una volta solo i più ricchi e appartenenti alle classi altolocate potevano permettersi, è diventata la nuova moda culinaria della Grande Mela, che, come sempre, offre il panino di tendenza in vari formati e prezzi.

    Ve ne segnaliamo qualcuno, da non perdere assolutamente nel caso in cui siate a New York o dintorni quest’estate:

    1. Il primo Lobster Roll che vi segnaliamo non è un negozio o un ristorante, ma una pagina Facebook. Ebbene si, Ben Sargent, il dio indiscusso delle aragoste, studia il vostro profilo mentre vi aggancerete alla sua pagina Facebook, e decide se darvi il suo numero di cellulare o no. Una volta ricevuto il magico numero, potrete mandargli un SMS con il vostro ordine, che dovrete rigorosamente andare a ritirare a Brooklyn. Il vostro caro Lobster Pusher si presenterà all’angolo della strada vestito da spacciatore di droga (e un medaglione d’oro al collo rappresentante un’aragosta), per la veloce transazione. $14

    2. Luke’s Lobster dice invece di prendere le sue aragoste direttamente dal Maine e dalla ditta di suo padre. Luke dice anche di riempire al massimo i suoi roll, rendendoli così i più gustosi della City…e come dargli torto? Con un pizzico di origano, timo e sale di sedano, sono davvero deliziosi! $14

    3. Pearl Oyster Bar ugualmente dice di avere i Lobster Roll più buoni e più grandi della città. A differenza degli altri, questo panino ha molta più maionese, ed erba cipollina, che vanno a coprire il sapore di aragosta (nel caso l’aragosta non vi piaccesse, ma vogliate comunque provare l’esperienza da vero NewYorker). Sono anche i più cari: $27.

    4. Con paprika, scalogno e sedano, anche i roll di Red Hook Lobster Pound (a Brooklyn) non sono affatto male. $15

    Si tratta di una vera guerra all’ultima aragosta per i quattro principali detentori dello scettro di miglior Lobster Roll. Indipendentemente da quale sarà quello che vi piacerà di più, saranno tre i principali pensieri a ronzarvi in testa finito di mangiare il panino di massima tendenza newyorkese:

    A. Pensavo fosse più leggero. Burp.

    B. Questa cosa è buonissima, potrebbe potenzialmente diventare la mia nuova droga

    C. Ma se il Lobster Roll avesse lo stesso effetto che ha su di me su tutti coloro che lo provano, non è che forse le aragoste del Maine diventerebbero una specie in via d’estinzione nel giro di pochi mesi?

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    Parcheggiare a Manhattan: uno spasso per i passanti ma un salasso per i conducenti

    Parcheggiare a Manhattan: uno spasso per i passanti ma un salasso per i conducenti

    I newyorkesi che hanno una macchina di proprieta’ a Manhattan non sono molti, anzi sono una rarita’. Questo non e’ dovuto solo alla capillare rete di mezzi pubblici che rende l’auto superflua ma anche per i costi di gestione da capogiro della macchina. Oltre ad assicurazioni, tasse e pedaggi per entrare e uscire dall’isola, l’automobilista deve accollarsi anche il salasso del parcheggio a pagamento. Parcheggio che una recente ricerca mostra essere il piu’ caro degli interi Stati Uniti. La media mensile del prezzo per un parcheggio coperto a Midtown e’ di $538, mentre a Downtown e’ un poco piu’ basso: $528, sempre al mese. Parcheggiare giornalmente poi e’ ancora piu’ caro: media di $31 dollari per 24 ore a Manhattan.
    Beh si potrebbe parcheggiare in strada dite voi. In teoria sarebbe possibile, pero’ altamente scomodo. Le strade vengono pulite due volte a settimana causando la continua necessita’ di spostare la macchina per evitare multe salate e la rimozione del veicolo. Inoltre nonostante gli spazi molto ampi gli americano non sono proprio a loro agio nel parcheggiare. Anzi, assistere a scene comiche degne di paperissima e’ la regola con conseguenti bozzi su tutte le fiancate delle macchine.

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    Noi, un gelato biscotto e una sconosciuta su 6th Avenue, New York

    Noi, un gelato biscotto e una sconosciuta su 6th Avenue, New York

    Da quando ci siamo trasferiti a New York abbiamo detto addio alla nostra cara macchina, alla moto e alla vespa del 1982. Ora per la nostra mobilita’ urbana ci avvaliamo di una bici Mountain Bike fatta in Cina (sempre mezza rotta..) e una mitica Graziella anni ’70 di seconda mano fatta a Varese. Le biciclette sono un ottimo mezzo per spostarsi velocemente ed economicamente a New York, e un aiuto impagabile per portare a casa la spesa della settimana dai vari Wholefoods o Trader Joe’s.

    Oggi, dopo aver constatato che il frigorifero piangeva miseria, siamo scesi in giardino per prendere le biciclette per andare a fare provviste. E qui tragedia delle tragedie: la ruota posteriore della mia Mountain Bike dagli occhi a mandorla era tristemente a terra. Non potendo sistemare la gomma sul momento, abbiamo deciso di recarci al supermercato a piedi. La calura era atroce e siamo arrivati al negozio assetati e desiderosi di una bella dose di aria condizionata. Entrati al fresco, abbiamo attivato il nostro “Bradipo Mode”, e con una calma studiata abbiamo lentamente riempito il carrello del necessario, piu’ le provviste per il rientro. Eh si, per poter riaffrontare il caldo estivo senza prendere un taxi, abbiamo preso una confezione da quattro di quelli che potrebbero essere i gelati biscotto piu’ buoni reperibili nei supermercati di New York City.

    Pagato e sistemata la spesa nel mio zaino siamo usciti desiderosi di gustarci il nostro spuntino per la strada (soprannominato “Roady”: per la strada, appunto). Mentre camminando verso casa stavamo aprendo la scatola e scartando i gelati, una ragazza sui vent’anni, dal tipico look hipster, ha iniziato a parlarci di quanto siano buoni quei gelato biscotti di Trader Joe’s. Ormai viviamo a New York da abbastanza tempo per sapere che questo e’ un comportamento normale, e dunque abbiamo annuito all’affermazione. Mentre stavo dando un secondo morso alla mia prelibatezza fumante per il caldo da sauna, la ragazza e’ ritornata all’attacco e, ridecantando il gelato, ha dichiarato che anche lei ogni volta che va da Trader si prende sempre il gelato biscotto per la via del ritorno (o “Roady”). Al che io, avendo gia’ prima annuito, per rispetto, ho dovuto rispondere con qualcosa d’altro. E dato che l’esplosione di gioia fredda nella mia bocca mi aveva pervaso di buon umore, generosita’ e altruismo ho avuto la brillante idea di rispondere dicendo: “Ne vuoi uno?”

    Appena finita la frase mi sono reso conto dell’errore. Qui siamo in America, anzi, peggio ancora, a New York! Citta’ dove l’espressione “Non si accetta cibo da uno sconosciuto” mai fu detta. Citta’ in cui la gente puo’ morire di malore sui marciapiedi della Fifth Avenue nell’indifferenza e fretta dei passanti, ma dove tutti si sentono in diritto e a loro agio nell’iniziare discussioni assurde con sconosciuti alle prese con cibi interessanti. A quel punto, gia’ tristemente immaginando il commiato dal mio fantastico gelato di scorta, nel caso qualcosa fosse andato storto con il primo, la ragazza con un sorriso a mille denti e gli occhi luccicanti mi ha guardato in trance dicendo: “Davvero? Posso?!”

    A questo punto inebetito dal mio errore di principiante newyorkese ho porto il gelato alla nostra nuova amica e, mentre ci dipartivamo, ho osservato mestamente morsi estrani dilaniare quella perfezione di gelato al biscotto gusto stracciatella che sarebbe stato mio per il dopo cena.

    All’improvviso il caldo e’ diventato insopportabile, e casa sembrava piu’ lontana del New Jersey. Abbiamo chiamato un taxi e veloci siamo saltati sulla macchina. Nel fresco dell’abitacolo mi sono riconcentrato sul mio biscotto mezzo finito, e mi sentivo gia’ rinascere — finche’ il taxista si e’ rivolto a me dicendo: “Hey dude, every time I go to Trader Joe’s, I get that ice cream for the road too!” (Traduzione: “Hey ragazzo, ogni volta che vado da Trader Joe’e prendo anche io quel gelato per la strada del rientro”).

    Al che, con ancora la bocca piena, la mia risposta automatica e’ stata: “No English, sorry!”

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    Beekman Tower RoofTop Piano Bar a New York

    Beekman Tower RoofTop Piano Bar a New York

    Costruita nel 1928, la Beekman Tower e’ un’icona di art deco su disegno di John Mead Howells. Eretta all’angolo tra la 49th strada e la First Avenue e’ un hotel frequentato da dignitari in visita alle Nazioni Unite e da uomini di affari in cerca di tranquillita’. Cio’ che rende la torre interessante e’ il suo 26esimo piano: il rooftop piano bar. La sofisticata atmosfera, la location in uno dei quartieri piu’ esclusivi di New York e la strabiliante vista di Midtown Manhattan fanno di questo bar una gemma nascosta e poco conosciuta.
    Qui non troverete la solita folla chiassosa (e spesso alticcia) ma camerieri altamente professionali, una clientela ricercata e soprattutto musica a livelli sopportabili.
    Il tutto crea un luogo ideale per riposarsi dopo la visita alle Nazioni Unite e per fare quattro chiacchere.
    Il Bar e parte della zona lounge sono protetti da pareti di vetro per permettere un utilizzo dello spazio tutto l’anno. Uscite pero’ sulla terrazza anche in inverno per godere appieno della vista spettacolare.

    Beekman Tower Hotel 49th and 1st (3 Mitchell Place) New York http://www.thebeekmanhotel.com/


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    Regole per prendere gli ascensori a New York

    Regole per prendere gli ascensori a New York

    Oggi, come tutti gli altri giorni della mia vita, ho preso un ascensore in un palazzo di New York. Piu’ precisamente, nel palazzo dove lavoro. L’esperienza, come sempre, non e’ stata delle piu’ memorabili, ma vorrei condividere in questo post alcuni pensieri che in quei circa dieci minuti (no, no, non e’ un errore, parlo di minuti) mi hanno portato dal decimo al primo piano.

    - Innanzitutto, ormai non ci faccio piu’ caso, ma in verita’ per chi visita New York per la prima volta, puo’ essere shockante: a New York non esistono i piani terra. Si parte a contare direttamente dal primo piano – quindi, io lavoro al decimo piano di un palazzo di dodici, che in misurazione italiana sarebbe il nono piano di un palazzo di undici. I primi giorni mi perdevo tra tutti i pulsanti, e il mio cervello si bloccava per quella frazione di secondo, cercando un qualche segno divino che mi facesse magicamente uscire dal palazzo. Dopo anni, in ascensori a me non familiari, ancora mi devo sforzare a trovare l’uno – che pero’ gli americani hanno pensato bene di affiancare ad una stellina (si vede che non ero l’unica a perdermi tra i piani…) Dunque, prima regola per chi prende un ascensore a New York: CERCARE LA STELLINA.

    - Ho menzionato il fatto di perdermi tra i pulsanti: “Bhe’, direte voi: se e’ un palazzo di 12 piani, ce ne saranno solo 12!” – e invece no! Oltre ai pulsanti per arrivare al piano infatti, ci sono anche i pulsanti per “aprire” i piani. Dotati di una serratura apribile solo con l’apposita chiave, questi pulsanti servono ad attivare o disattivare l’ascensore: diciamo che gli americani non si fanno mancare nulla in quanto a sicurezza. Dunque, 12+12, siamo gia’ a 24 pulsanti. A cui si aggiungono quello per tenere aperte le porte, e quello per farle chiudere.
    Ora: immaginatevi che un vostro collega che vi sta particolarmente antipatico stia lasciando l’ufficio con voi e sia in procinto di arrivare all’ascensore mentre voi ci siete gia’ dentro. Ebbene, in America potete evitare di farvi dieci piani con lui semplicemente schiacciando il pulsantino di chiusura porte velocizzata. Se al contrario, si tratta dell’avvenente nuova collega con cui ci volete provare, ecco apparire come per magia il pulsantino per tenere le porte aperte piu’ a lungo. Quindi siamo gia’ a 26 pulsanti.
    A questi, aggiungete un paio di bottoni che non ho ancora capito a cosa servano, una chiavetta d’emergenza per aprire tutti i piani in caso di emergenza, e un pulsantino rosso con una cornetta di telefono disegnata, che se schiacciata manda direttamente l’allarme alla caserma di pompieri piu’ vicina (non provate a schiacciarla, non e’ divertente, lo dico per esperienza). Totale: 29 pulsanti. Quindi, seconda regola: se siete a New York e avete un appuntamento importante con qualcuno, calcolate di spendere cinque minuti in piu’ per studiare con faccia ebete e un po’ preoccupata i bottoni dell’ascensore.

    - Ho anche menzionato i famosi “dieci minuti” per fare dieci piani. Questa esperienza mi accade sempre piu’ frequentemente, tanto che ho calcolato che in un anno spendo in media due giorni interi in ascensore (se si tiene presente che lo prendo come minimo quattro volte al giorno). Ora, perche’ mai uno dovrebbe metterci cosi tanto? I motivi sono primariamente due:

    1. Si capita in ascensore con gruppi di persone che si aspettano vicendevolmente. Mentre uno tiene fermo l’ascensore, l’altro va in bagno, chiacchera col collega, chiama la mamma, e poi finalmente entra in ascensore, mentre tutti i precedenti occupanti gli stanno lanciando occhiate malefiche. Di solito, quando cio’ accade, uno dei due e’ il capo dell’altro. Pensateci: cosa fareste se il vostro capo ancora dal suo ufficio sentisse l’ascensore arrivare (con un suono “Tin Tin” quando arriva al piano) e vi urlasse “HOLD IT!!!”. Potreste fregarvene e scendere lo stesso, inventandovi poi qualche scusa, e rischiando il licenziamento; o l’alternativa e’ quella di fermare l’ascensore, aspettare, e mostrare agli altri quanto siate zerbini. Insomma, regola numero tre: aspettate che il vostro capo esca dall’ufficio cosi non rischiate di incappare in questa spiacevole evenienza.
    2. Ci sono anche i casi malaugurati in cui capitate in ascensore con le uniche due categorie che si divertono a schiacciare tutti i pulsanti: i bambini al di sotto degli otto anni, e i fattorini della FedEx. I primi sono capibili (anche se al momento vorreste urlare disperati: “Perche l’hai fattoooo?”). Ma i piu’ terribili sono i secondi: per massimizzare il loro tempo infatti, la specie “fattorino FedEx” va all’ultimo piano e schiaccia tutti i piani a cui deve fare le consegne. Arrivato al piano, lancia quasi letteralmente il pacco alla receptionist e torna in ascensore. Ottima efficienza, direte voi. Certo, ma se state uscendo per la pausa pranzo, preparatevi a morire di fame. In questo caso, purtroppo, non ci sono regole da seguire – qui entra proprio in gioco la sfiga.

    Insomma, per concludere, siate pronti, perche’ gli ascensori a New York sono come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita (cit. Mamma di Forrest Gump).

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    Rare View, Rooftop Bar New York

    Rare View, Rooftop Bar New York

    Personalmente non siamo dei grandi estimatori dei punti di osservazione dell’Empire State Building o del Rockefeller. Troppo affollati e cari, per un’esperienza da turista al cento percento e lontano dal vero vivere newyorkese.

    Cio’ che preferiamo fare e’ andare per rooftop bars. Terrazze per i cieli di Manhattan, aperte ai maggiori di 21 anni, dove la Movida newyorkese ama rifugiarsi nelle calde serate d’estate. Rare View e’ uno dei bar che preferiamo per la posizione e la vista mozzafiato che sa offrire.

    Nel mezzo di Midtown Manhattan East e’ un bar-terrazza elegante al 16esimo piano dell’Hotel Shelburne Murray Hill. Frequentato da giovani e rampanti locali in carriera, permette viste privilegiate dell’Empire State Building, del Chrysler Building e di Midtown in generale. Tra i Cocktail ($13-$15) vi consigliamo il Lichee Martini: delizioso!



    303 Lexington Avenue New York, NY
    http://www.rarebarandgrill.com/rareview.php?page=lexington


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    Comunicazione di Servizio!

    Comunicazione di Servizio!

    Che dire…siamo totalmente sbalorditi dalla giornata di oggi. Grazie alla nostra intervista su Libero Viaggi ci sono arrivate milioni di email con commenti e richieste: GRAZIE, GRAZIE a tutti.

    E’ davvero meraviglioso constatare come un progetto in cui stiamo mettendo tanta passione riesca a coinvolgere così tanto voi lettori. Siamo senza parole!

    In ogni caso, bando alle ciance e alle smancerie, questa vuole essere una comunicazione di servizio: stiamo rispondendo personalmente a tutte le vostre email, quindi se non vedete un’email da parte nostra nei prossimi giorni, i casi sono due: ci stiamo ancora lavorando, o vi è finita in spam (già successo purtroppo…)

    Grazie di nuovo! :)

    Cristina e Luca

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    Barbès Restaurant New York

    Barbès Restaurant New York

    Barbes e’ un ristorante atipico per la zona ove ha sede. Nel bel mezzo della glaciale e austera Midtwon East offre un ambiente famigliare, rassicurante e dalla cucina ricercata a prezzi abbordabili. Il riuscito Menu offre un misto di cucina francese e marocchina, dove Confit de Canard e Couscous au Paulet convivono pacificamente. Ogni volta che ceniamo da Barbes non riusciamo mai a resistere ai buonissimi antipasti: ordinatene due a testa e poi divertitevi a condividere le vivande. Un must sono le cozze, la gia’ nominata Confit de Canard, l’ottimo Humus (uno dei migliori della citta’), l’insalata di calamari e gli spiedini di agnello (Brochette d’agneau). Le porzioni sono abbondanti ed e’ facile farsi prendere la mano e ordinare un pasto pantagruelico. I camerieri gentili e l’ambiente colloquiale vi farano sentire dei veri abitanti di New York!


    21 East 36th Street, New York
    http://www.barbesrestaurantnyc.com/


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    Spiagge a New York raggiungibili con mezzi pubblici

    Spiagge a New York raggiungibili con mezzi pubblici

    Spesso l’Italia ci manca. Ci manca la famiglia, gli amici, il cibo. Ma cio’ che ci manca di piu’ in assoluto sono le vacanze — si, le vacanze. E non ci stiamo riferendo alle vacanze IN Italia, ma alle vacanze DELL’Italia.

    Ogni persona con cui parliamo inorridisce a sentirci dire che “No, quest’anno non torno in Italia per l’estate”. Che poi…”quest’anno”…: sarebbe piu’ corretto dire “nemmeno quest’anno”, dato che da quando ci siamo trasferiti a New York, non siamo mai tornati a casa per l’estate.

    Ebbene si’, cari ammiratori della Grande Mela: lavorare a New York e’ il sogni di molti e l’incubo di chi un lavoro a New York, in effetti, ce l’ha. Le ferie consistono in genere di 10-15 giorni all’anno, non prendibili per piu’ di 5 alla volta. La licenza matrimoniale e’ di una settimana. La maternita’ va dalle quattro alle otto settimane. Nessuna azienda chiude, e nessun impiegato va in vacanza. Praticamente Luglio e Agosto sono uguali a Ottobre e Novembre, solo un po’ piu’ caldi. Anzi, personalmente i mesi estivi sono i piu’ terribili, lavorativamente parlando.

    Impossibile dunque piazzarci un ritorno a casa e una bella vacanzina con la famiglia e gli amici: pena il licenziamento!

    Traumatico? Da morire!

    “E come fate a resistere?” Facile: cerchiamo di scappare dalla citta’ il piu’ possibile, e raggiungere le vicine spiagge di New York (State) e New Jersey, per sentirci, anche se solo per un giorno, in vacanza.

    Ecco quindi una lista di quelle migliori e raggiungibili con i mezzi pubblici:

    South Beach

    Prendete il traghetto (arancione) gratuito da Downtown Manhattan fino a Staten Island. Raggiunta Staten Island prendete il Bus S51 all’uscita del terminal del traghetto e scendete a South Beach.

    Ampia spiagga con bellissime viste del Verrazzano Bridge e Brooklyn.

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    Brighton Beach

    Prendete la linea metro B o Q direzione Brooklyn e scendete alla fermata Brighton Beach.

    A poca distanza da Coney Island, la spiaggia e’ meno affollata e piu’ tranquilla.

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    Coney Island

    Prendete la linea metro D, F, Q o N direzione Brooklyn e scendete a Coney Island.

    Spiaggia storica di Brooklyn. Non perdetevi Nathan’s, il nuovo Luna Park e i rumorosi e curiosi bagnanti.

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    Jacob Riis Park

    Prendete la linea metro 5 direzione Brooklyn, scendete a Brooklyn College e poi prendete il Bus Q35 fino a Rockaway Beach Blvd & Beach 149th St.

    Sebbene non legale, la spaziosita’ di questa spiaggia e la mancanza di controlli l’hanno resa una delle mete preferite per i bagnanti amanti del topless. Inoltre la zona orientale e’ frequentata per abbordaggi omosessuali.

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    Sandy Hook

    Prendete il traghetto Seastreak Ferry dal Pier 11 (Downtown Manhattan) o dal Pier all’altezza della 35th St e FDR sul lato East di Manhattan.

    Possibilita’ di diverse spiagge, ideale per tuffi nell’Oceano e per le famiglie. Da notare che Gunnison Beach e’ una spiaggia per nudisti.

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    Long Beach

    Prendete la LIRR da Penn Station, Manhattan, direzione Long Beach.

    Una delle spiagge piu’ movimentate intorno a New York. Ciclisti, surfers e pattinatori la fanno da padrone. E’ possibile noleggiare tavole da surf sul posto.

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    Fort Tilden

    Prendete la linea metro 5 direzione Brooklyn. Scendete a Brooklyn College e prendete il bus Q35 fino a Parkway Bridge & State Rd. Raggiungete il parco con una camminata di 15 minuti.

    In passato il parco e’ stato un forte dell’esercito americano. La natura la fa da padrone e la scena e’ decisamente tranquilla. Portate cibo e acqua, non vi sono ristoranti. Da segnalare anche al mancanza di servizi igienici…

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    Rockaway Beach

    Prendete la linea metro A fino a Rockaway.

    Spiaggia urbana per eccellenza, consigliamo di attrezzarvi per un bel barbecue all’americana!

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    Jones Beach

    Prendete la LIRR da Penn Station fino a Freeport, fuori dalla Stazione prendete il bus N88 fino alla spiaggia.

    Affollatissima spiaggia, forse la piu’ frequentata. C’e’ la possibilita’ di fare veramente di tutto, un po’ come a Manhattan. Impossibile annoiarsi!

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    Arrivati qui, ci aspettiamo un momento epifanico da parte vostra: “Ecco perche’ a New York c’e’ sempre cosi’ tanto da fare d’estate! Non e’ per i turisti!”

    No: e’ per ingannare i lavoratori. E salvarli da un sicuro suicidio.

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    Il Giovedì è il nuovo Sabato: Thirsty Thursday a New York

    Il Giovedì è il nuovo Sabato: Thirsty Thursday a New York

    Non c’è bisogno di dire che il “Sabato Sera” è un concetto antiquato. Non esiste più l’idea di relegare le serate mondane alla sola giornata di Sabato, e ciò è valido non solo per gli studenti universitari, ma anche e soprattutto per coloro che lavorano.

    In special modo in America, e soprattutto a New York, è Sabato sera ogni sera della settimana — perchè in verità ogni scusa è buona per rifugiarsi in un bar dopo lavoro per un Happy Hour o un paio di drinks.

    E così, vi può capitare di andare in discoteca di Mercoledì, uscire per un Happy Hour il Giovedì, andare al cinema il Venerdì, uscire a cena il Sabato sera e fare brunch con relativo prolungamento verso tarda serata la Domenica. Insomma, le carte in tavola sono tutte scombinate e si è passati dall’avere un giorno fisso della settimana dedicato alla socializzazione collettiva, a spassarsela tutte le sere.

    Come ogni tendenza e controtendenza però, anche la decisione che riguarda il giorno prediletto per le serate mondane è soggetta ad un movimento ciclico che dal caos riporta stabilità e ordine: ormai anche uscire tutte le sere è sorpassato. Ciò che invece è edgy e super cool è celebrare il Thirsty Thursday — il Giovedi assetato.

    Partita come un nuovo concetto tra i giovani collegiali che non avevano lezioni il venerdì mattina, presto la parola è passata negli ambiti lavorativi — e dunque se non uscite il giovedì sera a bere qualcosa con gli amici (ovviamente tirati e pettinati di tutto punto, con miniabito e tacco alto per le donzelle, e camicia d’obbligo per i cavalieri) siete degli sfigati.

    Persino i bar hanno iniziato a commercializzare questo movimento underground, organizzando le serate chiamate, appunto, Thirsty Thursday (sintomo quindi che la tendenza sta ormai per passare).

    E come la si mette con il lavoro il giorno dopo? Niente paura: chi ha inventato il Thirsty Thursday è stato furbo abbastanza da attaccarci in coda il Casual Friday!

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    Manhattanhenge e gli archeologi del futuro

    Manhattanhenge e gli archeologi del futuro

    Cosi’ come i moderni antropologi studiano Stonehenge cercando di carpirne i segreti, gli archeologi del futuro studieranno il poco noto e alquanto bizzarro fenomeno di Manhattanhenge.

    Si, avete capito bene, anche Manhattan ha il suo momento glorioso due volte l’anno (quest’anno il 30 Maggio e il prossimo 11/12 Luglio), quando il sole tramonta perfettamente allineato con la griglia di strade della Grande Mela.

    Passeggiando sul lato est della citta’, sarete abbagliati dalla vista strabiliante del sole che tramonta perfettamente allineato alle Street — in particolare, se ricercate la fotografia della vita, ottime sono le strade: 14th, 23rd, 34th, 42nd e 57th, e specialmente 34th e 42nd per la presenza dell’Empire e del Chrysler Building, che renderanno lo spettacolo ancora piu’ meraviglioso.

    I piu’ non ci pensano, e per noi e’ stata una sorta di epifania dopo parecchi mesi: la geografia di Manhattan e’ posizionata in modo tale da avere, su certe strade, una vista perfetta di cio’ che c’e’ al di la’ del fiume: questo vuol dire che stando sull’East River e’ possibile vedere l’affusolarsi dei grattacieli che creano uno spazio vuoto fino alla sponda Ovest, permettendo cosi’ di dare una sbirciata al New Jersey.

    Unico disegno urbano in tutto il mondo, e’ proprio questa serie di piccoli canyon di metallo che permette a Manhattanhenge di essere un evento cosi’ stupendo, e soprattutto irripetibile nello spazio.

    Una nota buffa: per il 2010 Manhattanhenge cade in concomitanza con Memorial Day e con il giorno di pausa della lega di Baseball. Come spiega Neil deGrasse Tyson, gi archeologi del futuro penseranno che la nostra popolazione venerava la guerra e il Baseball — meglio lasciargli un biglietto, spiegando invece la coincidenza del tutto casuale!

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    New York-Parigi Andata e Ritorno: Bastille Day

    New York-Parigi Andata e Ritorno: Bastille Day

    Se e’ vero che i francesi sono nostri cugini, allora papa’ e zio devono aver litigato” — cosi’ recitava una delle vignette di uno dei tanti diari che avevo quando ero adolescente. E, se da piccola non ne capivo esattamente il significato, diventata adulta ho iniziato a comprendere e vivere sulla mia pelle lo stereotipo nostrano che ci vede sempre in combutta con i nostri cugini transalpini. Loro fanno il vino buono? Il nostro e’ piu’ buono! Loro costruiscono macchine carine? Ma le nostre sono piu’ belle. I loro formaggi sono i piu’ buoni del mondo? Solo perche’ non hanno mai assaggiato il gorgonzola.

    Sara’ la troppa vicinanza? Sara’ l’accento un po’ snob dei cugini d’oltralpe? Sta di fatto che tra italiani e francesi (soprattutto dopo il Mondiale 2006) non scorre certo buon sangue. E questo odio profondo sembra avere radici che nemmeno noi sappiamo spiegare — tanto e’ vero che ho conosciuto parigini simpaticissimi con cui ho passato bellissimi momenti, ma ancora cado nel pensiero stereotipato del: “Be’, noi saremo usciti subito dal Mondiale 2010, ma anche i francesi!”

    E la cosa piu’ buffa e’ che, vivendo a New York, ho scoperto un qualcosa di molto interessante: non siamo gli unici ad avere sentimenti contrastanti sui francesi. Anzi. Direi che, se c’e’ un elemento che tutti i popoli di tutte le nazioni e continenti hanno in comune, quello e’ l’odio per gli abitanti della Ville Lumiere.

    Nonostante cio’, pero’, l’intera citta’ di New York si sta gia’ preparando per festeggiare, Domenica 11 Luglio, l’anniversario della presa della Bastiglia. A partire dalle 12, fino alle 6, infatti, doveste capitare tra la 60esima strada, tra Fifth e Lexingon Avenue, vi imbatterete in concerti di musica francese, deliziosi piattini da bistrot, giochi di bocce per bambini e mercatini artigianali, il tutto per festeggiare il 14 Luglio. Addirittura al FIAF (French Institute Alliance Française), vi offriranno assaggi di vino e formaggi a prezzi irrisori ($8-$15). La fiera prevede anche uno show di ballerine di Cancan, un’esibizione di auto Citroën (inclusa la 2CV!), e una lotteria dove si avra’ la possibilita’ di vincere un viaggio all-inclusive per tre notti a Parigi per due persone.

    Morale della favola: i francesi non ci stanno simpatici per niente, ma dateci un pezzo di Brie su una baguette appena sfornata a gratis, e venderemo volentieri la nostra anima. Vive la France!

    Per maggiori informazioni sugli eventi: www.bastilledaynyc.com

    Foto Credits: Anna Fisher

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    Una Notte tra le Stelle a New York

    Una Notte tra le Stelle a New York

    Ammettiamo che siate dei gran romanticoni, e che vogliate che il vostro primo appuntamento a New York sia memorabile. Ammettiamo inoltre, che siate degli spiriti liberi, un po’ sognatori, e con la testa perennemente tra le nuvole. Bene, abbiamo cio’ che fa per voi!

    Benche’ si dica infatti che a New York le stelle non si vedano — vuoi per l’inquinamento atmosferico, vuoi per le troppe luci — la Grande Mela offre piu’ di una possibilita’ per rimanere a bocca aperta davanti all’immensita’ dell’universo.

    Potete iniziare la serata alle 6.30, recandovi all’American Museum of Natural History, per un viaggio virtuale attraverso la Via Lattea e il nostro sistema solare, per scoprire alcune delle strutture galattiche piu’ affascinanti, sotto la supervisione della fisica Jackie Faherty.

    Per un pranzo stellare a prezzi non intergalattici, potete portare la vostra bella/bello al Moonstruck Diner — giusto per stare in tema — dove oltre a carne di bisonte canadese potrete trovare un’atmosfera accogliente e molto americana, dimenticandovi quasi di essere nel cuore di Manhattan e sentendovi invece piu’ prossimi all’ Idaho.

    Finite poi la serata unendovi al gruppo di amanti delle stelle che si ritrovano ogni martedi sera estivo sulla High Line per rimirare la volta celeste con tanto di telescopio e spiegazione di cio’ che si vedra’ attraverso la lente. Fino alle 9.30, questi astrofili facenti parte della AAA (Amatour Astronomers Association) saranno posizionati sotto l’Hotel Standard, dispensando consigli a tutti coloro che vorranno ascoltare le loro storie.

    E se ancora la vostra “date” non si sara’ innamorata di voi…be’ allora la vostra relazione e’ proprio nata sotto una cattiva stella!

    Indirizzi:
    American Museum of National History: Central Park West, 79th Street. www.amnh.org. Controllate il calendario per le date.
    Moonstruck Diner: 400 W 23rd Street
    Amatour Astronomers Association: www.aaa.org
    Hotel Standard: Gansevoort e 14th Street, www.thehighline.org

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    Broadway a Bryant Park

    Broadway a Bryant Park

    A partire dall’8 Luglio e fino al 15 Agosto, Broadway sbarca a Bryant Park durante l’ora di pranzo. Ogni Giovedi’ mezzogiorno il parco fara’ da palcoscenico ai Musical del vicino quartiere dei teatri, Broadway appunto. Durante il concerto di circa un’ora, gli attori di 4-5 show diversi effettueranno 2-3 canzoni tra le piu’ popolari del proprio spettacolo. L’iniziativa, completamente gratuita, ha come scopo la promozione dei famosi Musical di Broadway, duramente colpiti durante la recente crisi finanziaria. Sedie e tavolini non mancano di certo a Bryant Park, se pero’ volete sedervi sul prato vi consigliamo di portarvi una coperta.

    Giovedi’ , 8 Luglio, 2010

    * STOMP | Promises, Promises | In the Heights | Nunsense
    * 12:30pm – 1:30pm | The Lawn

    Giovedi’ , 15 Luglio, 2010
    * The Phantom of the Opera | Billy Elliot | Memphis | South Pacific | Radio City Christmas Spectacular
    * 12:30pm – 1:30pm | The Lawn

    Giovedi’ , 22 Luglio, 2010
    * Chicago | A Little Night Music | Falling for Eve | Rock of Ages
    * 12:30pm – 1:30pm | The Lawn

    Giovedi’ , 29 Luglio, 2010
    * The Lion King | The Addams Family | Wicked | Next to Normal
    * 12:30pm – 1:30pm | The Lawn

    Giovedi’ , 5 Agosto, 2010
    * Avenue Q | Fela! | Million Dollar Quartet | Freestyle Love Supreme | The Fantasticks
    * 12:30pm – 1:30pm | The Lawn

    Giovedi’ , 12 Agosto, 2010
    * Mamma Mia! | American Idiot | La Cage Aux Folles | West Side Story | Mary Poppins
    * 12:30pm – 1:30pm | The Lawn


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    4 Luglio a New York City: Altro che Spiderman!

    4 Luglio a New York City: Altro che Spiderman!

    Eccoci qua, reduci da una delle esperienze piu’ newyorkesi di tutta la nostra vita. Quattro di Luglio negli States, penserete voi, ovvio che e’ un’esperienza newyorkese e soprattutto americana! Fuochi d’artificio sull’Hudson River, un drink su uno dei tanti rooftop eleganti e chic che strappano le attenzioni di turisti e residenti a suon di “chi ha la vista più bella.”
    E invece no, la nostra serata e’ stata diversa, scegliendo uno dei rooftop meno fancy della citta’: il rooftop di un anonimo building di Chelsea, sede lavorativa di un conoscente. Si, la vista dei fuochi non era esattamente perfetta. Si, non c’erano tavolini con sedie e baristi e camerieri solerti. Si, non era lussuoso. Pero’ era autentico, privato, unico e soprattutto privilegiato. In una citta’ di 8 milioni di persone, era un piccolo angolo di pace e tranquillita’ in mezzo alle mille luci dei vari Empire, Chrysler e mille altri grattacieli. Abbiamo fatto la spesa per la cena in un Deli sulla Fifth Ave e 28th Street, ci siamo recati sul tetto e abbiamo prima cenato e poi visto i fuochi tra mille cisterne dell’acqua e palazzi. Finiti i fuochi ci siamo divertiti a saltare tra un palazzo e l’altro come nemmeno Spiderman ha mai osato fare! Il tutto condito con alcune delle piu’ strabilianti viste di Midtown Manhattan.

    New York, finirai mai di stupirci?

    Dal rooftop sulla 27th Street, l’angolo piu’ sottovalutato del mondo, un reale Spiderman.

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