20140324-195957.jpg

Ieri sono andata a provare il tanto rinomato e famoso ristorante Aldila, in quel di Park Slope.

Innanzitutto c’e’ da dire che sono molto particolare per quanto riguarda il cibo italiano. Non perche’ ricerchi l’autenticita’ a tutti i costi, anzi, mi piacciono gli accostamenti e le combinazioni azzardate — e vi diro’ che non mi dispiace nemmeno il cibo italo-americano, se fatto bene, come ad esempio le polpettine del Meatball Shop.

Sono particolare semplicemente perche di solito non vado alla ricerca del cibo italiano. Vado alla ricerca del cibo della mamma e della nonna. Ebbene si, trapiantata a New York sette anni or sono, il tornare a casa e’ sempre un piacere, fondamentalmente perche ritorno alle origini e al cibo di mamma’.

(Tra parentesi: immancabilmente la prima sera che sono in Italia, per festeggiare, si va al ristorante! Argh!)

Tornando a bomba. Molti mi avevano parlato di Aldila come uno dei migliori ristoranti della zona. Ma solo quando il Gothamist lo ha dichiarato uno dei migliori ristoranti italiani di New York, ho deciso di andare a vedere se meritava davvero il mio sigillo di garanzia.

Un poco intimidita, un poco intimorita, e un poco con i sensi di colpa (ogni volta che vado a mangiare in un ristorante italiano che non e’ il luogo dove lavoro, mi sento un po’ come se stessi tradendo il mio capo…) mi sono affacciata al mondo etereo di Aldila in una notte buia e tempestosa…per trovare un ambiente accogliente e molto gradevole all’interno, con pareti colo giallo e tratti di arredamento rossicci, con tanto di quadri, candelabri e specchi quasi gotici (e ringraziamo i decoratori per non aver pensato, ancora una volta, che appendendo peperoncino, aglio e sedie o sgabelli ai soffitti avesse conferito immediatamente l’italianita’ al luogo.)

Una volta seduta, con un bicchiere di rosso in mano, mi sono accinta ad assaggiare, nell’ordine: i ravioli di zucca, i saltimbocca alla romana, la torta pere e cioccolato.

Diciamo solo che alla fine del pranzo il mio commensale si stava chiedendo come mai avessi le lacrime agli occhi. “Perche'” ho iniziato a spiegare tra i singhiozzi “questa non e’ solo buona cucina italiana. Questa e’ la cucina della mia nonna.”

La delicatezza dei piatti, che trasudavano fatto in casa, mi ha riportato alla mia infanzia nel Nord d’Italia, quando la nonna mi faceva la bistecca alla milanese col buco, che veniva ogni volta un poco diversa, ed era proprio quello che la rendeva unica.

Ebbene, Aldila mi da proprio l’impressione che tutto sia fatto al momento, esattamente come mamma e nonna fanno, con piatti che secondo me sono volutamente non perfetti nella presentazione, ma che riguadagnano subito in odore e sapore.

Forse un poco caro, ma neanche di molto se considerata la media, il ristorante vi donera’ proprio un’esperienza dell’altro mondo. Quindi si, Aldila, ti sei assolutamente guadagnato il mio sigillo di garanzia e, si, lo sto per dire, il timbro di miglior ristorante italiano a New York. Wow. L’ho detto.

20140324-200002.jpg

Altri Articoli:

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Comment *