“L’estate sta finendo, e un anno se ne va”, diceva una famosa canzone. E mai come ora questi pochi versi si addicono alla mia situazione. La pioggerella londinese di oggi (nonostante faccia ancora un caldo indecente) manda un segnale chiaro e forte: l’estate newyorkese e’ finita, e la citta’ si prepara all’autunno.

Nonostante quest’ultimo sia la mia stagione preferita da quando mi sono trasferita a New York (e chi lo sapeva che Ottobre e Novembre potessero essere mesi super divertenti e pieni di colori, tra feste mondane, foglie brillanti, zucche in ogni dove, Halloween e Thanksgiving?), l’addio all’estate e’ sempre un qualcosa che mi lascia un senso di tristezza dentro. Soprattutto l’addio all’estate newyorkese.

Ovvio, ci sono cose che non mi mancheranno — come la puzza e il tanfo della pattumiera per strada, i topi e gli scarafaggi, i quarantacinque gradi con umidita’ del 99% dove guardi verso il cielo e pensi: “Perche’, perche’ non mi avevi detto che l’inferno l’avevi messo proprio a New York?!” — ma altri aspetti invece non faranno altro che accompagnare i miei pensieri malinconici durante un altro lunghissimo, freddissimo e come sempre apparentemente interminabile inverno newyorkese.

Nello specifico, in questi giorni sto per dire arrivederci a:

– I bar con i tavolini fuori. Una delle cose piu’ belle dell’estate: il chiacchiericcio sotto i tendoni sui marciapiedi, che rendono la citta’ cosi meravigliosamente a misura d’uomo, e ti invogliano ad uscire e stare fuori a mangiare, e goderti la vita.

– I concerti all’aperto. Non che li abbia sfruttati molto a dir la verita’. Cosi’ come Yoga nel parco. Pero il solo pensiero di sapere che esistono e che, dovessi un giorno decidere di andarci posso andarci, gia’ mi fa stare meglio.

– I film all’aperto. Stessa cosa: non che ne abbia visti in quantita’ ingenti. Ma sapere di avere la possibilita’ di andarci mette un certo senso di tranquillita’.

– I pomeriggi passati nei parchi. Magari con un buon libro. O buona compagnia e un fresbee.

– Uscire dal lavoro e poter godere ancora di un buon tre ore di luce, in una citta’ come New York, in cui c’e’ sempre qualcosa da fare e dove le strade sono strapiene di gente come se fosse ferragosto.

– Le street fairs, ovvero le fiere di strada. Passeggiare per i mercatini, spiluccare qui e li qualche free sample, ascoltare musica e scoprire gioielli fatti a mano dalle forme piu’ strane e scomposte “che lo compro, che non si sa mai, potrebbe tornare utile”.

– I rooftop bar. Certo, saranno aperti anche d’inverno, con tanto di vetrate e funghi che riscaldano. Ma inutile dire che non e’ la stessa cosa.

– I venerdi corti. E i Thirsty Thursdays. Anche qui, inutile spiegare perche’.

– L’imbrunire visto dall’East River. Lo spettacolo piu’ spettacolare che esista. Correre fino al Williamsburg Bridge attraverso l’East River Park, girarsi e vedere i grattacieli infuocarsi della luce calda del sole in lontananza.

– La sensazione costante di essere in vacanza. Anche se in verita’ Luglio e Agosto sono i mesi piu’ lavorativamente duri, il feeling comune e’ quello di essere in vacanza — perche’ magari ci si e’ presi un paio di giorni (letteralmente un paio) di ferie.

Insomma, in generale, mi mancheranno un sacco di cose della New York estiva.

Per spezzare una lancia in favore dell’autunno pero’, c’e’ da dire che New York ce la mette tutta per farsi amare in Settembre, Ottobre, Novembre e Dicembre. L’aria inizia a diventare frizzante, i colori iniziano a diventare brillanti, e l’atmosfera e’ decisamente festiva, con Halloween alle porte, Thanksgiving dietro l’angolo e Natale li’ ad un passo. Paradossalmente, si hanno piu’ vacanze nei mesi autunnali che in quelli estivi…quindi…che dire…sono un po’ triste per l’estate che se ne va, ma accolgo con un sorriso la stagione a venire — perche’ a New York si ha sempre “something to look forward to”.

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