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    La fabbrica di Willy Wonka esiste — ed e’ a New York!

    La fabbrica di Willy Wonka esiste — ed e’ a New York!

    Da piccola, alle elementari, la mia maestra dedicava il venerdi pomeriggio alla lettura ad alta voce di una storia per bambini. Con le mani incrociate e la testina sul tavolo, io e i miei compagni ascoltavamo incantati le meravigliose storie di maghi, principesse, principi e ranocchi, finendo cosi’ la settimana nel migliore dei modi. La mia storia preferita, quella di cui ho ancora il libro, con le pagine semi incollate, tutte impiastricciate, con le orecchie agli angoli e un poco ingiallite, era l’avventura di Charlie nella fabbrica dell’allora sconosciuto, sebbene con una personalita’ gia’ alla Johnny Depp, Willy Wonka.

    Grazie a quel libro, ho passato meta’ della mia infanzia a scartare velocemente le barrette di cioccolato di qualsiasi marca, nella speranza di veder balenare un luccichio dorato; meta’ della mia adolescenza ad immedesimarmi nel piccolo Charlie; e, non mi vergogno a dirlo, meta’ della mia eta’ adulta a cercare disperatamente la Fabbrica di Cioccolato nella vita reale.

    Ebbene, cari miei simili cioccolato-dipendenti, sono lieta di annunciarvi che il posto esiste. La Fabbrica di Cioccolato di Willy Wonka c’e', e’ vera — ed e’ a New York (ovviamente).

    Il luogo delle meraviglie si chiama Max Brenner, ed e’ una catena nata in Israele, largamente apprezzata in Australia e sbarcata negli Stati Uniti qualche anno fa — con la quale sono venuta in contatto durante i miei primi mesi nella Grande Mela. Appena entrati nell’unico locale in New York, vicino a Union Square, sarete sommersi da un odore dolcissimo di cioccolato al latte, e verrete immediatamente catapultati in una sorta di loft ampio e spazioso, con tubi che corrono lungo tutto il soffitto, facendo pensare di essere pieni di cioccolato, vasche giganti con cioccolata bianca e al latte, e scaffali pieni di delizie che mai vi sareste immaginati di trovare nel cuore di New York.

    Il menu e’ principalmente composto da piatti…al cioccolato (ma va?!), con una scelta abbastanza limitata di insalate e panini — che non vorrete ordinare assolutamente: se siete in una cioccolateria, il piatto forte da non perdere e’, appunto, tutto cio’ che includa cacao in qualche sua forma!

    Fatevi tentare dalla fonduta, per due persone, con tanto di marshmallow da far sciogliere sulla fiamma. Oppure optate per una cioccolata italiana, densa e, stranamente per New York, fatta con vero latte, che vi verra’ servita in quella che Max Brenner chiama una “hug mug”: una tazza a forma di goccia, che si incastra perfettamente nella conchiglia creata dalle vostre mani, dandovi l’impressione di bere il nettare degli dei direttamente dalla fonte.

    Doveste innamorarvi dei bicchieri e delle tazze creati appositamente per il brand, potrete comprarvene un paio nel negozietto interno, che vende anche praline e dolcetti vari, inclusa una siringa gigante di cioccolato!

    Portateci i piu’ piccoli, per un’esperienza alla Charlie e Willy Wonka, o tenetelo a mente quando quest’inverno, dopo esservi ghiacciati persino i calzini nei vicini mercatini di Natale sentirete il bisogno di una bella cioccolata calda — ma evitatelo per le serate romantiche. Nonstante descritto cosi’, infatti, Max Brenner appaia la meta perfetta per portare la vostra lei o il vostro lui per un dopocena da far (letteralmente) cariare i denti, la cioccolateria sta perdendo un poco la sua autenticita’ negli ultimi anni. Oltre ad essere diventata molto turistica (i flash delle macchine fotografiche vi faranno domandare se per caso c’e’ qualche star di Hollywood nelle vicinanze), i camerieri hanno rinunciato all’intimita’ e cordialita’ dell’inizio per rendere il servizio piu’ veloce — e sicuramente meno memorabile, e l’esperienza in generale e’ diventata, ahime’, quella di un grande franchising.

    Nulla toglie pero’ che la cioccolata rimane ancora la piu’ buona in citta’ — almeno fino a quando non ne scoveremo una migliore!

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    L’Esperienza Americana: Dallas BBQ

    L’Esperienza Americana: Dallas BBQ

    Qualche tempo fa, un nostro lettore ci ha chiesto un’opinione sulla catena di ristoranti Dallas BBQ – la mecca per tutti coloro che amano quello che e’ lo stereotipo del cibo americano: fritto frittissimo, iper grasserrimo e con porzioni super abbondanti. Ebbene, dopo aver tentato di entrarci un paio di volte senza successo, data la lunghissima attesa che ci attendeva (primo consiglio: non andateci nel weekend), ieri sera ce l’abbiamo finalmente fatta. E, ancora piu’ sorprendentemente, le nostre coronarie hanno tenuto duro e resistito all’impatto.

    Ci siamo fatti un giro in quello su 23rd Street e 8th Avenue, anche se ce ne sono molti altri sparsi per Manhattan, una location nel Bronx e una a Brooklyn. Innanzitutto la prima cosa che noterete e’ che la catena e’ molto apprezzata dalle persone di colore, andando un po’ a coronare quello che e’ lo stereotipo di cui parlavamo prima.

    Una volta seduti, vi si presentera’ un’ampia scelta di cibo iperglicemico, su un menu tovaglietta, con tanto di fotografie di piatti che ad occhio e croce contengono il triplo del cibo che normalmente il vostro stomaco e’ in grado di assorbire, senza rischio di esplosione. I drink sono parecchio interessanti: Frozen Margaritas e Piña Coladas (anche in versione Virgin, per chi non vuole uscire sulle ginocchia) sono ordinabili in versione “regular” o “Texas”. Vi diciamo solo che la versione “regular”, con tanto di ombrellino e abbellimenti vari, e’ servito in una sorta di calice alla Re Artu’, che riuscirete a fatica ad alzare con una sola mano. Vi lasciamo quindi solo immaginare quanto grande sia la versione “Texas”.

    Ieri sera il sesso forte ha optato per i piatti combo (bistecca BBQ su una sorta di piadina o costolette sempre BBQ intrise in salsa dolciastra, gamberi fritti e pollo fritto), mentre il gentilsesso ha preferito le ali di pollo (Chicken Wings), che piu’ che di pollo sembravano di dinosauro, anch’esse ovviamente fritte. Il tutto con aggiunta di patatine fritte con burro, e di “Corn Bread”, una sorta di torta plumcake, un poco piu’ dolce e soffice.

    Alla fine del pasto avevo il pollo anche nelle scarpe. E no, non scherzo.

    Usciti rotolando dal ristorante, abbiamo faticato a mantenere l’equilibrio interiore ed esteriore, facendo smorfie al solo pensiero di poter ingurgitare anche solo una caramella alla menta. E la sensazione non si e’ placata nemmeno dopo aver camminato in lungo e in largo per cercare di digerire, dopo aver bevuto una camomilla, ed essere andati a letto convinti che: “Ma domani mattina sara’ tutto passato”. Stamattina infatti, dopo un te’ bianco per depurare, ancora faccio le stesse smorfie di ieri sera al sol pensiero di ingurgitare qualsiasi cosa di solido.

    Nonostante cio’ pero’, l’esperienza rimarra’ sicuramente indelebile nella mia mente (e nel mio stomaco!). Con questo tuffo nella cucina Americana piu’ vera, ci e’ sembrato di viaggiare nello spazio e nel tempo, ed essere stati catapultati in un film classico di Tarantino, ambientato nel Sud degli Stati Uniti, dove si mangia Soul Food e dove non si fa fatica a scovare da dove abbia origine il problema dell’obesita’ negli States.

    In definitiva, ieri abbiamo capito molti aspetti della vita che prima ci sfuggivano:

    1. Il nostro stomaco ha davvero una capacita’ limitata.

    2. E’ possibile provare la stessa sensazione del post pranzo di Natale anche dopo una cena che dura meno di un’ora.

    3. Sebbene le conseguenze si stiano facendo sentire anche a distanza di dodici ore, e sebbene Dallas BBQ non sia rappresentativo di New York, nel caso sulla vostra lista di cose da “fare assolutamente nella Grande Mela” ci sia la frase “strafogarsi di schifezze”, Dallas BBQ e’ un’ottima opzione.

    4. Nel caso decidiate di provare questa esperienza, andateci con calma, e preparate il vostro stomaco. Iniziate verso inizio settimana a mangiare hamburgers e hot dogs, e solo alla fine della vostra esperienza newyorkese, quando il vostro stomaco si sara’ americanizzato, potrete affrontare un piatto combo.

    5. Gli stomaci italiani non sono semplicemente stati pensati per Dallas BBQ – ma c’e’ sempre la possibilita’ dell’allenamento! :D

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    Ess A Bagel

    Ess A Bagel

    La maggior parte degli italiani non ha la minima idea di cosa possano essere i Bagels, e probabilmente non si e’ nemmeno mai posta il problema fino all’arrivo a New York: nella City, le occasioni di incontro con questi fantomatici Bagel non sono certamente poche. Inventati nel lontano 17esimo secolo in Polonia, divennero presto molto comuni tra le persone di fede ebraica — proprio gli Immigrati ebrei portarono i bagels a New York dove divennero molto popolari.Per dirla semplice, i bagel sono cio’ che piu’ si avvicina alla michetta milanese: non e’ altro che pane — ma pane fantastico! Fatti da un impasto di acqua, farina e sale, creati a mano e dalla forma ad anello, si possono mangiare a colazione, a pranzo, a merenda e persino a cena. L’intero pasto puo’ essere costituito di soli bagels accoppiati con differenti ingredienti.
    Quelli di Ess a Bagel sono considerati i migliori di tutti gli Stati Uniti. Non lasciatevi ingannare dall’apparenza povera del locale dall’esterno. Al momento dell’ordinazione dovete prima scegliere il tipo di bagel — noi vi consigliamo quello liscio (plain, $1) — e il ripieno che volete metterci dentro. Da provare la crema di formaggio (Cream Cheese, $2.50), l’insalata di tonno (Tuna Salad, $5), crema di formaggio con pezzi di verdura (vegetables, $3.20) e cream cheese con salmone (Salmon, $7.5).
    Prendetene uno a pranzo, o se volete esagerare due, per una pancia piena fino a sera tardi, in un ottimo rapporto qualita’/prezzo!

    359 First Avenue http://www.ess-a-bagel.com/
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    Chat ‘N’ Chew

    Chat ‘N’ Chew

    Ambiente molto casual e decisamente americano, Chat and Chew e’ situato in una traversa di Union Square, ed e’ una piccola oasi di tranquillita’ dal delirio collettivo della piazza. Appena entrati nel locale si e’ accolti da un arredamento spartano e disordinato e da un bancone a vetri carico di torte esagerate. La cucina e’ prettamente americana, e il fritto le fa da padrone: nonostante cio’, dimenticatevi presto dell’aria pesante che si respira ed immergetevi nel menu. Le portate principali sono caratterizate dai sapori che si trovano nella cucina di confine — una sorta di miscuglio tex-mex, sicuramente non degno di nota. Tuttavia, Chat and Chew merita una fermata solo per la sezione panini freschi del giorno, tra cui spiccano ingredienti non proprio ortodossi come…il pescegatto! Vi consigliamo di non lasciarvi scappare una delle rare opportunita’ di mangiare un panino con filetto di pescegatto fritto, sicuramente non pregiato come il branzino, ma una vera sorpresa per il palato. Anche le torte sono superlative: benche’ il costo non sia dei piu’ contenuti, imperdibile e’ la New York Style cheesecake, una delle migliori in citta’!

    10 E 16th Street http://www.menupages.com/restaurants/chat-n-chew/
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    Mexicana Mama

    Mexicana Mama

    Situato a pochi isolati dall’inizio della High Line, questo ristorante in versione mignon offre ottimi piatti messicani a prezzi ragionevoli, in una zona caratterizzata da locali pretenziosi e carissimi. L’ambiente e’ molto piccolo, pochi tavoli e tutti molto ravvicinati per un senso di addio alla privacy, e il grosso condizionatore nel centro della sala crea condensa per un effetto pioggia indoor. Ma da Mexicana Mama si viene per il cibo, non certo per l’atmosfera! La qualita’ degli ingredienti e’ elevata e ogni piatto e’ cucinato con cura e attenzione. In una citta’ in cui i ristoranti messicani senza fronzoli sono migliaia, Mexicana Mama spicca per l’innovazione nel presentare piatti scontati come i burritos e per la cura e la selezione degli accostamenti. Da provare assolutamente Salsa & Tortilla Chips con salsa a piacere e il Burrito Barbacoa. La carne di manzo del burrito e’ lasciata marinare per quattro giorni per avere una morbidezza e consistenza uniche nella City. Se siete “on a budget” ma volete provare qualche piatto ricercato, questo e’ il posto che fa per voi.

    525 Hudson Street http://www.menupages.com/restaurants/mexicana-mama/


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    Joe’s Shanghai

    Joe’s Shanghai

    Armatevi di pazienza e preparatevi per un’esperienza unica nel suo genere – Joe’s Shanghai è uno dei ristoranti più affollati di Chinatown, e dopo aver provato i suoi famosi “soup dumplings” (ravioli con brodo) saprete il perché. Con una quindicina di tavoli rotondi in grado di accomodare otto/dieci persone alla volta (se siete in meno di dieci preparatevi a dividere il tavolo con una famiglia molto probabilmente di origini asiatiche), il piatto forte sono appunto i Dumplings, declinati in polpa di granchio o maiale. Appena seduti verrete attaccati dai camerieri che vi chiederanno immediatamente quante porzioni di dumplings vorrete – non perdete tempo a studiare il menu, l’abbiamo già fatto noi per voi: ordinate una porzione di dumplings a testa (otto ravioli a $4/$6) e una Scallion Pancake (deliziosa frittatina di scalogno).
    In pochi minuti vi ritroverete un contenitore in bambù sul tavolo, con all’interno i vostri tanto agognati dumplings. Prima di lanciarvi a capofitto su questi apparentemente innocui raviolini, istruitevi su come mangiarli dando un’occhiata a questo simpatico cartoon disegnato da Robert Zimmerman per il New York Times: http://www.joeshanghairestaurants.com/. La regola d’oro per non ustionarsi è infatti posizionare il dumpling sul cucchiaio che vi è stato dato, mangiare un angolino minuscolo della pasta del raviolo, permettere al brodo di fuoriuscire (nel cucchiaio, mi raccomando, l’ultima cosa che volete è sprecare quel nettare degli dei!), mangiare in un sol boccone il raviolo con relativa polpettina di maiale o granchio all’interno e coronare il tutto con il brodo, che nel frattempo avrete lasciato raffreddare nel cucchiaio. Facile, no? Nel caso aveste ancora dubbi, guardatevi attorno e imitate chi vi sembra più avvezzo all’arte. Oltre al nostro preferito in Chinatown, ci sono altre due location, una delle quali in Manhattan.

    9 Pell Street, Chinatown – 24 W 56 Street, Midtown – 136-21 37th Avenue, Flushing, Queens www.joeshanghairestaurants.com


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    Cafè Mogador

    Cafè Mogador

    Atmosfera magica da notti d’oriente, vasi di spezie sotto lampade marocchine dai mille colori, fotografie in bianco e nero dei primi esploratori marocchini e cibo delizioso – questo vi aspetta a Cafè Mogador, sicuramente uno dei nostri preferiti.
    Nei mesi freddi vi sembrerà di entrare in una calda tenda beduina illuminata da candele soffuse, e intrisa di misteri degni di Indiana Jones, nei mesi caldi vi potrete godere il viavai di una delle vie più popolate di New York deliziandovi il palato mangiando su tavolini dai mille mosaici color zaffiro.
    La scelta di specialità marocchine non è molto ampia, ma quanto offerto è abbastanza da soddisfare tutti i gusti. Deliziosi gli skews (spiedini) specialmente di agnello, e il cous cous, di pollo o vegetariano, è sicuramente da provare. Per i più avventurosi consigliamo il Tagines, uno spezzatino di carne molto saporito, mentre la Bastilla è ottima per chi cerca sapori forti, tendenti al dolce. Per chi ama il piccante è pefetto il Merguez, una salsiccia speziata fatta in casa, servita con riso basmati. Per stimolarvi l’appetito, da provare assolutamente l’Hummus e il Babaganoush, serviti con focaccine calde di forno.
    Per chi adora il brunch, qui servono un ottimo cappuccino con varie combinazioni di uova e frittate “any style”. Per un’esperienza palatale indimenticabile provate un piatto con il formaggio tipico della cucina dell’area sud mediterranea – l’halumi cheese.
    Non scordatevi di provare il tè alla menta, solo per il gusto di versarvelo con l’attraente servizio da tè dal design e lo stile tipicamente marocchino – meglio se usato per annaffiare una suprema baklava. Un ristorante in cui vorrete tornare ogni sera – peccato che anche tutto il resto della popolazione di Manhattan la pensi così.

    101 St. Marks Place (8th Street tra 1st Avenue e Avenue A) www.cafemogador.com


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    Ryan’s Irish Pub

    Ryan’s Irish Pub

    Perchè scegliere di mangiare in un pub irlandese a New York? Perché Ryan’s vanta i migliori hamburger della città al più basso prezzo – solo $5 per un gustoso hamburger servito con giganti patatine fritte, a cui contate di aggiungere un paio di dollari extra per una Coca Cola rigorosamente accompagnata da cubetti di ghiaccio, e quindi dal sapore un poco annacquato.
    Ottima la birra importata direttamente dall’Irlanda e solo alla spina. Mentre aspettate che il cuoco vi sforni un succoso pranzo o cena godetevi tutte le hits degli U2, dipinti e ritratti di personaggi famosi realizzati da artisti irlandesi, le partite di baseball, football americano o calcio europeo trasmessi sui mega schermi sopra il bancone,  o ancora meglio, ordinate un piatto di Cheese Tacos (non proprio una specialità rinomata irlandese) da dividervi – la montagna di tacos croccanti, coperte da formaggio fuso, pezzetti di pomodorini, cipolle e galapenos sarà un trionfo per le vostre papille gustative. Buoni anche il più tradizionale Fish&Chips o la Shepard’s Pie (spezzatino di carne coperto da puré di patate gratinato).
    L’atmosfera è rilassata e decisamente da vecchia Irlanda – con l’unica differenza di essere nel cuore del quartiere più vivo di Manhattan (l’East Village), che nei mesi più caldi potrete vivere e respirare anche stando seduti nei tavolini all’aperto sul marciapiede.
    Sebbene vi verrà voglia di fare un atto di carità e insegnare le buone maniere ad alcune cameriere, dopo mangiato vi scorderete tutto. E uscirete dal pub rotolando.

    151 Second Avenue (tra 9th e 10th Street) www.ryansnyc.com


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    Momofuku Noodle Bar

    Momofuku Noodle Bar

    Uno dei luoghi più in di New York, la cucina di Momofuku vi lascerà soddisfatti, soprattutto nelle serate freschine dove vi verrà voglia di una zuppa – ma con stile.
    Parte di un’industria che offre ristoranti, bar e fornai intorno all’East Village, Momofuku Noodle Bar è la soluzione economica per provare le prelibatezze che i padroni del bar definiscono americane, me che in verità assomigliano molto al nostro concetto di cucina asiatica. Cosi come è scritto sul menu: “Offriamo cucina americana, anche se molto spesso alcuni ingredienti etnici prendono il sopravvento. D’altronde, questo paese è un melting pot di razze, perché non inserire nella nostra cucina gli elementi della nostra diversità?”.
    Il piatto forte è il Noodle Ramen, un piatto di zuppa con noodles (una sorta di spaghetti, solo più spessi), erba cipollina, pollo o maiale e altri ingredienti di cui non è dato sapere.
    L’ambiente, molto minimal e in legno, vi farà pensare di essere proprio in uno di quei locali che gli autoctoni definiscono “cool”.
    Vi consigliamo di recarvi al posto molto presto o molto tardi – la lunga attesa è l’unico aspetto negativo a cui possiamo pensare.

    171 First Avenue (Tra 10th e 11th Street) www.momofuku.com (Noodle Bar)
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    Hot Spots, Punti Golosi da non Perdere!

    Hot Spots, Punti Golosi da non Perdere!

    Avete voglia di qualcosa di buono ma non sapete cosa? (E soprattutto siete a New York, quindi i Ferrero Rocher sono pressoché introvabili?) La City è talmente impregnata di cibo e di snack che avrete solo l’imbarazzo della scelta.

    Un trend che è sempre esistito nella Grande Mela, e che si sta intensificando ultimamente è il fenomeno dei “Food Trucks”, ovvero i camioncini che vendono cibo sulle strade. Nonostante alcuni lascino un po’ a desiderare in fatto di freschezza e qualità, molti altri sono parte di ristoranti o catene gourmet, e pertanto offrono prelibatezze “on the go”.
    Il crescente numero di camioncini del cibo ha portato il quotidiano gratuito AM New York e la rinomata rivista Time Out New York a stilare una classifica dei migliori di New York, di dove trovarli e del tipo di cibo che offrono.

    La moda sta talmente prendendo piede che addirittura i proprietari dei camioncini utilizzano i social media come Facebook e Twitter per comunicare in tempo reale dove sono o dove saranno, in un’ottica di totale servizio per i newyorchesi.

    Vi riportiamo qui di seguito dunque un tour per la gioia delle vostre papille gustative (e del vostro portafogli, dato che il cibo “on the go” è abbastanza economico).

    1.    The Big Gay Ice Cream Truck
    Una vera e propria innovazione per gli omini del gelato – d’ora in poi dovranno fare i conti con Doug Quint, un ragazzo dichiaratamente gay che ha aperto il suo camioncino nel Giugno 2009 e offre gelati (quelli soffici, monogusto, vaniglia o cioccolato) con “toppings” alquanto straordinari, come caramelle toffee, pretzel al cioccolato, nutella, wafer e mirtilli. L’inventiva certo non manca a questo giovane imprenditore, che utilizza Twitter per comunicare le sue postazioni: twitter.com/biggayicecream, ma che solitamente è ritrovabile nell’West Village di giorno e nell’East Village e Chelsea di notte. Gelati a circa $4/5.

    2.    Calexico
    Aperto dal Giugno 2006, il camioncino di Calexico porta in giro per la città cibo californiano-messicano curatissimo nei dettagli, dalla cottura della carne alle spezie, alle porzioni, che sono di altissima qualità nonostante l’ambience. I tre fratelli californiani hanno avuto talmente tanto successo che hanno appena aperto un locale vero e proprio a Red Hook – i loro camioncini sono comunque sempre rintracciabili tra Prince e Wooster (Lunedì-Venerdi, dalle 11.30 alle 15.30) per il menu completo e su Broadway e Broome agli stessi orari per i burritos ($8) o i tacos ($3). Seguite i loro spostamenti su Twitter: twitter.com/calexicocart

    3.   Cupcake Stop
    Lo sanno tutti che le cupcake (piccoli plumcake con deliziosa glassa e zuccherini) sono il dolce più richiesto a New York. Ed è per offrire quotidianamente e ovunque queste dolci attenzioni ai cittadini frenetici e sempre di corsa della Grande Mela che nasce CupcakeStop. Una vasta scelta di piccole delizie non troppo dolci ($2.25 l’una) e non troppo pastose (come sono solitamente le cupcake), sfornate quotidianamente per la gioia dei passanti. In genere il camioncino si trova su 5th Avenue tra 22nd e 23rd Street di giorno e su 23rd Street tra la Settima e l’Ottava Avenue di notte, dal Martedì alla Domenica. Per spostamenti, seguiteli su Twitter: twitter.com/cupcakestop

    4.    NY Dosa
    I camioncini di cibo non offrono solo dolci e snack messicani: NY Dosa offre cucina Sri-Lankese on the go, per tutti i vegetariani e coloro che amano mangiare sano. La sua offerta comprende appunto i “dosa” ($6), ovvero delle specie di crepes fatte di farina di riso e lenticchie, ripiene di patate e verdure a scelta. Queste prelibatezze si sono meritate una menzione in più di 48 guide di New York, e vengono accompagnate da una zuppa di verdure e una salsa di spezie e frutta (chutney). Sicuramente uno dei cibi più sani che potrete trovare sulle strade. NY Dosa è sempre posizionato al lato sud di Washington Square, al W 4th Street, su Sullivan Street, dal lunedì al sabato, dalle 11 alle 16.

    5.    Street Sweet NY
    E chi ha detto che i cornetti sono impossibili da trovare a New York? Grant e Samira, dopo un viaggio, guarda caso, in Italia, hanno deciso di aprire un “food truck” e offrire ai newyorkesi proprio i caldi e appena sfornati croissant che tanto ci ricordano il nostro Bel Paese. Da Giugno 2009 la coppia si è ritagliata un pezzettino di territorio in Midtown, in varie postazioni, rintracciabili su Twitter: twitter.com/streetsweets

    A questo punto non ci resta altro che incoraggiarvi ad affrontare questa avventura tipicamente Newyorkese…e non dimenticatevi di votare il vostro preferito per i Vendy Award entro il Primo Agosto e partecipare all’estrazione di due biglietti per assistere all’evento! http://streetvendor.org/vendys/nominate

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    Lasciate gli ormeggi si va di Sample Cruise!

    Lasciate gli ormeggi si va di Sample Cruise!

    Non volete rinunciare al solito Crodino/Aperol Soda più patatine e noccioline al bar prima di andare a casa a cenare ma non avete i soldi per permettervi una delle carissime “happy hours” manhattiane? Nessun problema: sapere quando e dove andare può esservi di fatale aiuto in un momento di così disperato bisogno!

    “Sample Cruise” è il termine che indica letteralmente “una crociera di assaggi”, e consiste in quella che noi chiameremmo “arraffaggio” di prodotti gratis che in verità hanno lo scopo di essere offerti per essere testati – e dunque poi comprati – ma che molto spesso si rivelano essere il nostro spiluccamento pre-pranzo o pre-cena, gratuito ovviamente.

    Il primo posto che vi consigliamo per provare prodotti esotici, a volte non proprio soddisfacenti, ma comunque curiosi, è WholeFoods. La catena più famosa e posh di New York, che vende solo ed esclusivamente cibi organici e brand eco-sostenibili, offre, solitamente il mercoledì e il giovedì verso l’ora di pranzo, miriadi di banchetti con signorine gentilissime che vi tentano ora con un nuovo succo di frutta organico, ora con pezzetti di cioccolato e pretzel con meno calorie, o barrette snack di granola. Al bancone salumeria poi, ci sono sempre tramezzini con diversi “dip”, ovvero intingoli in cui gli americani sono soliti immergere patatine, frutta, verdura o semplicemente pezzetti di pane – nel caso ci fosse, non perdetevi quello alle cipolle caramellate!

    Oltre ad WholeFoods, che è comunque un terno al lotto, a causa dei cambi di orario o giorno delle dimostrazioni, vi consigliamo caldamente le Street Fairs le fiere di strada, che altro non sono se non piccoli mercatini del sabato e la domenica, che si alternano per le strade di Midtown da Marzo a Novembre. Per trovarle visitate il sito: www.nycstreetfairs.com.
    Esattamente come da noi, le fiere di strada vendono “junk food”, cioè “cibo spazzatura” che fa male alla linea, ma è delizioso! Oltre a kebab di pollo o carne, potete trovare anche cibo asiatico, indiano e messicano per riempirvi la pancia con pochi dollari. Una limonata (di quelle vere, all’americana) vi costa generalmente $2, e se attraversate la fiera verso la fine (iniziano a smontare alle sei) potreste anche essere fortunati e trovare pezzetti di anguria e melone per un dollaro, così come pannocchie arrostite per $1.50. Non perdetevi il baracchino dei popcorn, che offre assaggi gratuiti delle sue ultime innovazioni (popcorn al cioccolato o al caramello).

    In ultimo, segnaliamo anche i Farmer’s Market, ovvero i mercati nel vero senso della parola – cioè come li intendiamo noi. Il più famoso è quello di Union Square, presente il Sabato, Lunedì e Mercoledì fino alle 6 di sera, tutto l’anno (a parte sotto Natale, quando viene sostituito da una riproduzione molto alla lontana dei mercatini di Natale europei). Assaggiate le mele in questa stagione: ce ne sono di ogni tipo e sono favolose. Prendetevi una fetta di Apple Pie fatta in casa per pochi dollari e rinfrescatevi con un genuino Mint Tea, te alla menta, per solo un dollaro, oppure assaggiate il sidro caldo, anche quello divino.

    Se preso con il giusto spirito, il Sample Cruise è definitivamente un’alternativa valida, più salutare, più economica e più adatta a tutti (i bimbi si divertiranno un sacco, soprattutto alle fiere di strada, dove verranno invitati da clown di passaggio a giocare con altri bambini o a farsi dipingere il viso con la maschera del loro animale preferito) dell’Happy Hour. Ovviamente, non strafate con gli assaggi gratis: la regola del “buttate questo approfittatore fuori dal negozio!” vale anche oltreoceano.

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    Blockheads

    Blockheads

    Block Head e’ il nome di una catena di ristoranti messicani trendy e giovanili. Durante le sere dei fine settimana — e con fine settimana, a New York si intende dal giovedi alla domenica sera — i locali della catena sono molto affollati fino a tarda notte. Musica altissima, luci da discoteca e burritos rendono il ristorante un curioso mix. I cuochi sfoggiano fieramente il loro credo di usare solo ingredienti genuini nei piatti che presentano in tavola, anche se non e’ ben chiaro che cosa intendano loro per genuino. La qualita’ e’ media, ma in compenso le porzioni sono esagerate, anche per lo standard americano! Se siete “on a budget” questo e’ il posto perfetto: i burritos sono buoni e infiniti, e i drinks non vi deluderanno di certo. Lasciatevi tentare dal cocktail della casa: frozen magarita con Corona e tequila — una bomba! Per le persone attente alla linea,  il menu offre anche piatti a basso apporto calorico. La location in Murray Hill e’ decisamente la nostra preferita.

    499 Third Avenue http://www.blockheads.com/


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    Shake Shack

    Shake Shack

    Inaugurato nel 2004, questo baracchino (Shack) e’ presto diventato uno dei fast food preferiti da locali, turisti e uomini d’affari in pausa pranzo. Situato nel bellissimo Madison Square Park, Shake&Shack non e’ altro che un piccolo cascinotto in alluminio che non offre alcun tavolo al coperto: gli avventori si disperdono nei tavolini antistanti il chiosco e in tutto il parco. Una volta eseguito l’ordine e pagato, vi sara’ consegnato un dispositivo wireless che si illuminera’ e vibrera’ quando cio’ che avete ordinato sara’ pronto per essere divorato. Gli hamburger offerti sono tra i migliori di New York: burrosi e cotti al punto giusto, una vera delizia per le vostre papille. Per un apporto calorico non indifferente, provate anche i milk shake o la Apple Pie Oh My, che vi verra’ servita in un milk shake — dubitiamo riuscirete a finire tutto, ma vi renderete subito conto che anche un solo cucchiaio di quella meraviglia ne vale la pena! Degno di nota anche il sito internet: prima di recarvi sul posto controllate la lunghezza della coda tramite la web cam, e ricordatevi che attese superiori ai 30 minuti/un’ora sono la regola (tempo, comunque ,che sapra’ ripagarsi!). Chiuso in inverno per ovvi motivi.

    Madison Square Park http://shakeshacknyc.com/


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    Alla ricerca del caffe’ macchiato/Parte Prima

    Alla ricerca del caffe’ macchiato/Parte Prima

    Dopo due anni, due mesi e 200 litri di caffe’ americano, non ci facciamo più fregare da Starbucks, dai suoi prezzi elevatissimi e sapori annacquati (anche se dobbiamo ammettere che le specialita’ autunnali, con retrogusti di zucca e cannella non sono male). E’ per questo che abbiamo istituito una tradizione puramente italiana del Sabato e Domenica pomeriggio: un caffe’ macchiato da 71 Irving Place. Semplicemente fantastico.

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