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A New York l’aragosta si mangia nel panino
Dunque, la dinamica ancora non ci è molto chiara. I merluzzi sono i più grandi predatori di aragoste. Ora, come un merluzzo riesca a mangiare un’aragosta, proprio non ce la facciamo a immaginarcelo. Come visualizzazione, alla parola merluzzo ci vengono in mente solo i bastoncini di Capitan Findus. Forse è quello il problema: un bastoncino di Capitan Findus che mangia un’aragosta sembra, di fatto, inconcepible.
E invece pare proprio sia così: i merluzzi sono i più grandi predatori di aragoste. Che dire: prendiamolo come un dato di fatto.
Ora, dato per vero questo assunto, aggiungiamo un altro passaggio: di merluzzi in giro, soprattutto nel Maine, ce ne sono pochi. A quanto pare, sono stati quasi tutti ridotti a bastoncini.
Quindi, per proprietà logica, la Costa Est degli Stati Uniti si è ritrovata negli ultimi anni con una quantità abnorme di aragoste. E secondo il detto inglese: “Se la vita ti lancia limoni, tu fai una limonata”, sopraffatti dalla quantità di aragoste che la vita gli lanciava, i newyorkesi hanno creato…i Lobster Roll.
Dicesi Lobster Roll una prelibatezza sopraffina che include pezzetti succosi di aragosta, maionese, burro e per chi volesse qualche spezia, il tutto infilato tra due fette di pane soffice. Questo nuovo modo di approcciarsi ad un cibo che una volta solo i più ricchi e appartenenti alle classi altolocate potevano permettersi, è diventata la nuova moda culinaria della Grande Mela, che, come sempre, offre il panino di tendenza in vari formati e prezzi.
Ve ne segnaliamo qualcuno, da non perdere assolutamente nel caso in cui siate a New York o dintorni quest’estate:
1. Il primo Lobster Roll che vi segnaliamo non è un negozio o un ristorante, ma una pagina Facebook. Ebbene si, Ben Sargent, il dio indiscusso delle aragoste, studia il vostro profilo mentre vi aggancerete alla sua pagina Facebook, e decide se darvi il suo numero di cellulare o no. Una volta ricevuto il magico numero, potrete mandargli un SMS con il vostro ordine, che dovrete rigorosamente andare a ritirare a Brooklyn. Il vostro caro Lobster Pusher si presenterà all’angolo della strada vestito da spacciatore di droga (e un medaglione d’oro al collo rappresentante un’aragosta), per la veloce transazione. $14
2. Luke’s Lobster dice invece di prendere le sue aragoste direttamente dal Maine e dalla ditta di suo padre. Luke dice anche di riempire al massimo i suoi roll, rendendoli così i più gustosi della City…e come dargli torto? Con un pizzico di origano, timo e sale di sedano, sono davvero deliziosi! $14
3. Pearl Oyster Bar ugualmente dice di avere i Lobster Roll più buoni e più grandi della città. A differenza degli altri, questo panino ha molta più maionese, ed erba cipollina, che vanno a coprire il sapore di aragosta (nel caso l’aragosta non vi piaccesse, ma vogliate comunque provare l’esperienza da vero NewYorker). Sono anche i più cari: $27.
4. Con paprika, scalogno e sedano, anche i roll di Red Hook Lobster Pound (a Brooklyn) non sono affatto male. $15
Si tratta di una vera guerra all’ultima aragosta per i quattro principali detentori dello scettro di miglior Lobster Roll. Indipendentemente da quale sarà quello che vi piacerà di più, saranno tre i principali pensieri a ronzarvi in testa finito di mangiare il panino di massima tendenza newyorkese:
A. Pensavo fosse più leggero. Burp.
B. Questa cosa è buonissima, potrebbe potenzialmente diventare la mia nuova droga
C. Ma se il Lobster Roll avesse lo stesso effetto che ha su di me su tutti coloro che lo provano, non è che forse le aragoste del Maine diventerebbero una specie in via d’estinzione nel giro di pochi mesi?
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Barbès Restaurant New York
Barbes e’ un ristorante atipico per la zona ove ha sede. Nel bel mezzo della glaciale e austera Midtwon East offre un ambiente famigliare, rassicurante e dalla cucina ricercata a prezzi abbordabili. Il riuscito Menu offre un misto di cucina francese e marocchina, dove Confit de Canard e Couscous au Paulet convivono pacificamente. Ogni volta che ceniamo da Barbes non riusciamo mai a resistere ai buonissimi antipasti: ordinatene due a testa e poi divertitevi a condividere le vivande. Un must sono le cozze, la gia’ nominata Confit de Canard, l’ottimo Humus (uno dei migliori della citta’), l’insalata di calamari e gli spiedini di agnello (Brochette d’agneau). Le porzioni sono abbondanti ed e’ facile farsi prendere la mano e ordinare un pasto pantagruelico. I camerieri gentili e l’ambiente colloquiale vi farano sentire dei veri abitanti di New York!
21 East 36th Street, New York http://www.barbesrestaurantnyc.com/
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Il Gelato a New York
Dopo anni di estenuante attesa, lo scorso weekend siamo finalmente riusciti a trovare cio’ che tutti gli italiani cercano disperatamente durante le caldissime sere estive newyorkesi: il gelato all’italiana!
Mentre prima ci accontentavamo del negozio Haagen Dazs a Chinatown, dei vasettini di gelato Ciao Bella o del discreto gelato di L’Arte del Gelato, ora sappiamo dove dirigerci per ritornare a sentire i sapori del gelato artigianale fatto in casa.
Grom e’ infatti una gelateria che fa “Il gelato come una volta” — e il fatto che il loro motto sia scritto in italiano e’ una sicurezza! Abbiamo preso un cono di gelato alla mandorla, adornato con panna montata fatta in casa e un biscotto tipico piemontese…che dire: la fine del mondo!
Finitela quindi di farvi tentare dai carrettini dei gelati (finti) che vi propinano in Central Park, o smettetela di fare i finti salutisti da Tasti D-Light (anche se il loro gusto caffe’ colorera’ l’atmosfera attorno di toni tenui e soavi, mentre inizierete a sentire la canzone “I feel good, I feel fine…” in sottofondo): Grom e’ il Sacro Graal che cercavate da tempo!
Grom e’ una catena di gelaterie partita dall’Italia, che si prefigge di utilizzare solo ingredienti genuini e provenienti dalle loro fattorie (vabe’, noi crediamo che anche quello di New York segua gli stessi principi!). Per maggiori informazioni: www.grom.it. Indirizzi: 233 Bleeker Street (e Carmine) o 2165 Broadway (e 76th).
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Ess A Bagel
La maggior parte degli italiani non ha la minima idea di cosa possano essere i Bagels, e probabilmente non si e’ nemmeno mai posta il problema fino all’arrivo a New York: nella City, le occasioni di incontro con questi fantomatici Bagel non sono certamente poche. Inventati nel lontano 17esimo secolo in Polonia, divennero presto molto comuni tra le persone di fede ebraica — proprio gli Immigrati ebrei portarono i bagels a New York dove divennero molto popolari.Per dirla semplice, i bagel sono cio’ che piu’ si avvicina alla michetta milanese: non e’ altro che pane — ma pane fantastico! Fatti da un impasto di acqua, farina e sale, creati a mano e dalla forma ad anello, si possono mangiare a colazione, a pranzo, a merenda e persino a cena. L’intero pasto puo’ essere costituito di soli bagels accoppiati con differenti ingredienti.
Quelli di Ess a Bagel sono considerati i migliori di tutti gli Stati Uniti. Non lasciatevi ingannare dall’apparenza povera del locale dall’esterno. Al momento dell’ordinazione dovete prima scegliere il tipo di bagel — noi vi consigliamo quello liscio (plain, $1) — e il ripieno che volete metterci dentro. Da provare la crema di formaggio (Cream Cheese, $2.50), l’insalata di tonno (Tuna Salad, $5), crema di formaggio con pezzi di verdura (vegetables, $3.20) e cream cheese con salmone (Salmon, $7.5).
Prendetene uno a pranzo, o se volete esagerare due, per una pancia piena fino a sera tardi, in un ottimo rapporto qualita’/prezzo!
359 First Avenue http://www.ess-a-bagel.com/
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Chat ‘N’ Chew
Ambiente molto casual e decisamente americano, Chat and Chew e’ situato in una traversa di Union Square, ed e’ una piccola oasi di tranquillita’ dal delirio collettivo della piazza. Appena entrati nel locale si e’ accolti da un arredamento spartano e disordinato e da un bancone a vetri carico di torte esagerate. La cucina e’ prettamente americana, e il fritto le fa da padrone: nonostante cio’, dimenticatevi presto dell’aria pesante che si respira ed immergetevi nel menu. Le portate principali sono caratterizate dai sapori che si trovano nella cucina di confine — una sorta di miscuglio tex-mex, sicuramente non degno di nota. Tuttavia, Chat and Chew merita una fermata solo per la sezione panini freschi del giorno, tra cui spiccano ingredienti non proprio ortodossi come…il pescegatto! Vi consigliamo di non lasciarvi scappare una delle rare opportunita’ di mangiare un panino con filetto di pescegatto fritto, sicuramente non pregiato come il branzino, ma una vera sorpresa per il palato. Anche le torte sono superlative: benche’ il costo non sia dei piu’ contenuti, imperdibile e’ la New York Style cheesecake, una delle migliori in citta’!
10 E 16th Street http://www.menupages.com/restaurants/chat-n-chew/
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Luzzo’s
Sia che vi facciano sedere al piano di sopra, dall’atmosfera incasinata e gioviale, che al piano di sotto, più raccolto e illuminato da luci soffuse, Luzzo vi rimarrà nel cuore. La prima cosa che noterete è che la totalità dei camerieri e la maggioranza dei clienti parla italiano. Questi ultimi soprattutto, appoggiati al bancone con una Nastro Azzurro in mano, vi faranno proprio sentire nella pizzeria sotto casa.
Il locale è abbastanza piccolo, ma noto al vicinato sia per i personaggi famosi che ogni tanto di vedono sostare, come Gwen Stefani o Martha Stewart, sia per la pizza che, ve lo assicuriamo, è divina. L’atmosfera in generale è molto tipica dell’Italia del Sud, genuina e semplice, con tanto di scolapasta, santini e cornetti attaccati ai muri per un arredamento alquanto particolare.
Servita “all’americana”, cioè una “pie” grande da dividersi, la pizza di Luzzo è probabilmente non solo una delle pizze più buone che abbiamo mai mangiato a New York, è sicuramente una delle migliori della nostra vita. Con vera mozzarella di bufala, una pasta finalmente non dolce e una salsa di pomodoro fatta in casa, questa prelibatezza è spesso condita con un filo d’olio fatto dallo stesso ristorante. Il tutto per un pranzo o cena che vi farà venire voglia di tornare tutti i giorni. Ottimi anche gli antipasti (vero cibo italiano!) e i primi piatti. Il tiramisù è fatto anch’esso in casa ed è delizioso, così come il salame al cioccolato.
Finite il pranzo con un caffè e un ammazzacaffè rigorosamente importati.
211 First Avenue www.luzzomania.com
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Popularity: 19% [?]
‘inoteca
Atmosfera giovane ed accattivante, entrando in questo ristorante/bar vi sembrerà di varcare la soglia del paradiso del tartufo. Parte di una catena gestita da uno dei maggiori chef di New York, Eric Kleinman, ‘Inoteca vi offre cibo italiano ad un prezzo molto accessibile – considerando che la cucina italiana è tra le più rinomate della Grande Mela (e non solo…). Vi consigliamo di iniziare con un bel vino al bicchiere (rigorosamente dalle cantine italiane) al bancone o al vostro tavolo e di proseguire con le bruschette, che vi verranno servite con ingredienti ricercati e deliziosi come crema di fagioli al limone o caponata. Non perdetevi la bruschetta al pesto: cremoso e fresco, è fatto in casa ed è da leccarsi i baffi!
Il menu è un po’ confusionario, e ha termini italiani che neppure gli italiani stessi sanno riconoscere (per fortuna assieme al menù, vi viene dato anche un glossario, con la traduzione in inglese degli ingredienti). Ottimi i panini, mentre gli altri piatti sono un po’ troppo pretenziosi e a volte vi lasceranno stupiti (ma non necessariamente in bene) con il loro accostamento di sapori stravaganti. Lo consigliamo per un pranzo veloce (bruschetta, panino e aranciata rigorosamente San Pellegrino) a mezzogiorno, piuttosto che una vera e propria cena di sera.
323 Third Avenue (sulla 24th Street) www.inotecanyc.com
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Bianca
Le porcellane che decorano i muri vi faranno sentire a casa, e il profumino di pesce fresco appena cotto vi ricorderà il vostro ristorante preferito ligure. Questo gioiellino su Bleeker è italiano nel profondo – fondato da una coppia di romagnoli (Teodora e Celeste), e coordinato da un simpatico manager italo-americano (George) che ha vissuto a Imola e a Roma per più di cinque anni e ama parlare italiano con gli avventori, il ristorante è un classico da tutto esaurito che non accetta prenotazioni. Mentre si aspetta il proprio turno, ci si può rilassare nel bar accanto (VON), che propone una vasta lista di vini al bicchiere e un’atmosfera romantica e rilassata.
Quando finalmente vi faranno accomodare al tavolo, partite con lo gnocco fritto – da leccarsi i baffi! – o con le lasagnette vegetariane – una goduria divina – e seguite con uno dei tanti piatti di carne o pesce offerti nel menu. Da provare gli gnocchi al formaggio (gorgonzola): il condimento è molto delicato e fa risaltare tutto il sapore delle patate usate negli gnocchi rigorosamente fatti in casa. Se invece capitate in città sotto Capodanno, immancabile il cotechino: difficilmente scovabile in America (oseremmo dire introvabile), è sicuramente uno dei piatti migliori di Bianca. Come da buon ristorante italiano che si rispetti, le porzioni vanno ben oltre il limite dell’immaginabile e saziano anche gli spiriti più affamati. Un consiglio: andate in piccoli gruppi se non volete invecchiare attendendo il vostro tavolo.
5 Bleeker Street (tra Bowery ed Elizabeth Street) www.biancanyc.com
Popularity: 8% [?]
Turkish Kitchen
Moderno e tipicamente Manhattiano, Turkish Kitchen vi sorprenderà con una cascata di colori vividi e accesi che vi colpiranno appena entrati: le pareti rosse, il bancone blu e i bicchieri di Martini colorati usati come ornamenti dell’area bar fanno da contrasto ai tavoli apparecchiati in stile tradizionale e le sedie ornate di velluto rosso.
Ordinate il sigara boregi – rotolini di pasta sfoglia fritti, riempiti di feta (formaggio di capra molto pastoso e saporito) – per preparare le vostre papille gustative ad un intenso miscuglio di aromi e sapori che non è cosi tanto sconosciuto a noi italiani. La scelta di kebab è notevole e con il doner (agnello tagliato a fettine con spiedino di verdura cotta) o il sis (spiedino di agnello alla griglia servito con riso basmati e verdura) andrete sul sicuro.
Il Turkish Kitchen è anche noto per gli ottimi affari a pranzo e per il brunch. Ogni giorno in settimana da mezzogiorno alle tre ci si può ingozzare con specialità turche: con soli $17 (ricordate di aggiungere tasse e mancia, quindi si arriva facilmente ai $25) ci si può sbizzarrire con un’ampia scelta di antipasti, piatti unici, insalate – dolce, tè o caffè inclusi nel prezzo.
Gli amanti della pratica del “All you can eat” si troveranno in paradiso la domenica, quando il ristorante turco offre tutto quello che riuscirete a ingerire tra un carré di dolci di pasticceria, piatti unici di carne, verdure e frittate a soli $22 (tasse e mancia esclusi, ovviamente).
E se siete alla ricerca di un’esperienza da non dimenticare, provate il Kadayif sulla lista dei Dessert – una sorta di millefoglie con ripieno di pistacchio, imbevuta nel miele e servita con panna montata – vi farà commuovere.
386 Third Avenue (tra 27th e 28th Street) www.turkishkitchen.com
Popularity: 7% [?]
Banjara
Forse pensate che un ristorante indiano non faccia per voi. Magari avete avuto un’esperienza negativa con il cibo di Shiva in precedenza, e l’unica cosa che vi ricordate è la vostra bocca in fiamme per il troppo piccante. E’ ora di passarci sopra, e varcare le soglie di questo piccolo pezzetto di paradiso indù. Banjara, dal nome di una antica tribù indiana, accoglie i forestieri con un gran sorriso e un’atmosfera raccolta, con luci soffuse, e con sete preziose e ornamenti dorati alle pareti. I camerieri, rigorosamente indiani e in abiti tipici, sono estremamente diligenti e molto discreti.
Il menu è di ampio respiro – e praticamente illeggibile per chi non ha dimestichezza con i piatti indiani. Per questa ragione, vi segnaliamo la prelibatezza suprema da non perdere per nulla al mondo: il Dumpakht, ovvero uno spezzatino cotto al forno all’interno di un piccolo bigné di pasta sfoglia, con agnello, pollo, gamberi o vegetariano a seconda dei gusti e delle preferenze. Il cameriere (estasiato dal fatto che avrete scelto il piatto specialità della casa) vi servirà con un sorriso a trentadue denti una piccola terrina di rame coperta dalla pasta sfoglia. Una volta aperta questa scatola dei segreti, rimarrete stregati dal profumo speziato di ciò che vi state accingendo a mangiare. Aiutandovi con la sfoglia e con l’immancabile pane Naan (una sorta di focaccina calda) non vorrete mai smettere di fare scarpetta nel cremoso condimento.
A fine cena vi verrà offerta una salviettina calda per pulirvi le mani e una coppetta di gelato al mango, con gli omaggi della casa.
97 First Avenue (su 6th Street) http://banjaranyc.com/
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El Parador
Autentica icona di Murray Hill, fu aperto nel “lontano” 1959. Attualmente e’ considerato il piu’ antico ristorante messicano ancora aperto al pubblico. Si perde il conto delle innumerevoli ed entusiastiche recensioni scritte in oramai 50 anni di storia, cosi’ come degli aneddoti sul ristorante stesso. Una cosa e’ pero’ certa, Margaritas come ne fanno a El Parador e’ difficile trovarne in Manhattan. L’ambiente romantico, la luce soffusa, un servizio impeccabile e la calma che regna sovrana danno l’idea di essere stati trasportati lontani dalla frenesia della Grande Mela.
Il menu offre cucina messicana tradizionale e moderna, con una lista infinita di tequile. Per cena, da non perdere assolutamente la Paella di pesce caratterizzata da un trionfo di aragosta, molluschi e capesante che vi mandera’ al settimo cielo. La porzione e’ decisamente abbondante e puo’ essere considerata il piatto principale per due persone. Se invece siete piu’ carnivori andate per le fajitas: fenomenali per qualita’ di ingredienti e composizione!
325 E 34th Street http://www.elparadorcafe.com/
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Alcala
Stanchi e affamati dopo la visita guidata al palazzo delle Nazioni Unite? Rifugiatevi in questo piccolo ma caratteristico ristorante spagnolo, reso internazionale e sofisticato proprio dalla vicinanza all’UN. Nonostante non ci sia alcuna selezione all’ingresso, sarete probabilmente gli unici avventori con i jeans. Ma non preoccupatevi: i pensieri angosciosi sulla vostra miese si dissolveranno appena arrivato il menu. La cucina affonda a piene mani nella trazione spagnola: tapas e un’ottima paella la fanno da padrone. Esaustiva la lista di vini spagnoli. Godetevi il pasto con calma: i camerieri non vi metteranno fretta — cosa quanto mai rara in New York! In estate Alcala offre un delizioso giardino interno, diventando la meta ideale per una cenetta romantica.
342 E 46th Street http://www.alcalarestaurant.com/
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Ruby Tuesday
Times Square e’ il luogo di ritrovo per eccellenza di tutti i turisti in visita a New York City. Specialmente la sera, l’effetto scenico offerto dai mille cartelloni pubblicitari e’ un qualcosa di stupefacente. Tentare di cenare in quel che si e’ soliti chiamare il centro del mondo e’ invece un’esperienza solitamente stancante e poco soddisfacente. In una zona in cui i New Yorkers non si avventurano praticamente mai, i turisti di solito selezionano una serie di anonimi ristoranti che per cifre abbordabili promettono un pasto veloce senza troppi fronzoli. Il ristorante Ruby Tuesday spicca dall’anonimia per l’ottimo servizio offerto (come noterete, ci sono piu’ camerieri che avventori) e per il rapporto qualita’ prezzo dei piatti offerti. Sinceramente pero’ consigliamo questo ristorante per la sua posizione: essendo al limite sud-orientale della piazza, relativamente lontano dai vari teatri di Broadway, e’ meno frequentato dalle orde di turisti ed e’ quindi un ottimo locale per godersi una bistecca americana in santa pace. Inoltre, i tempi di attesa per ottenere un tavolo sono inferiori rispetto agli altri ristoranti in zona.
7 Times Square
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Popularity: 6% [?]
Wolfgang’s Steak House
Sebbene non sia Peter Luger’s, questa Steak House è degna di una fermata, sia a mezzogiorno che di sera. L’atmosfera è a metà tra il casalingo e un finto raffinato, con delle volte interne di mattonelle bianche, azzurre e gialle – il ristorante sembra, così come il nome stesso suggerisce, uscito dalla Bavaria del 1900. I camerieri sono molto amichevoli e alcuni parlano anche un italiano un poco spezzato, ma quanto basta per farvi sentire a casa. Le bistecche sono abbastanza grandi e i contorni sono uguali a quelli che troverete in qualsiasi altra steak house: patate al forno e crema di spinaci (notevole). Tutto sommato, un buon posto per riempirsi la pancia, quasi economico per essere una steak house, ma sicuramente con meno anima di molti altri ristoranti simili in New York.
4 Park Avenue (sulla 30esima) www.wolfgangssteakhouse.com
Popularity: 4% [?]
Peter Luger
Il posto preferito dai carnivori più accaniti, Peter Luger offre le “Steak” (bistecche) più buone di tutta New York. Tutti sanno dov’è e tutti ci sono stati almeno una volta nella vita. Il ristorante fa parte dei miti intramontabili della Grande Mela – si dice fosse frequentato dai più grandi gangster degli anni ‘50/’60. L’atmosfera è molto alla buona e i camerieri sono addestrati per essere un po’ burberi e scorbutici: vestiti con grembiuloni neri da macellai, non sono molto propensi al sorriso, ma sono efficienti e fanno molto tipico. Il menu non propone una vasta scelta: chi viene da Peter Luger si siede a tavola con una sola cosa in mente: bistecca! E in men che non si dica, vi troverete il tavolo coperto da bistecche con l’osso da dividervi, di cui potete scegliere il taglio e la cottura – la domanda di rito è: “How would you like it cooked?” ovvero “Come la vuole cotta?”: anche se siete dei fan del “well done”, ovvero ben cotto, vi consigliamo la cottura medium-well done, cioè un poco al sangue, per un effetto da “si scioglie in bocca”. Come contorno provate gli onion rings, gli anelli di cipolla, per un’esperienza tipicamente a stelle e strisce. Coronate la vostra cena con un dessert: ottima la cheesecake, ma tutta la lista è invitante – e vi consigliamo di ordinare almeno un dolce perché ve lo serviranno con una quantità abnorme di panna montata fatta in casa (l’ottava meraviglia del mondo). Unico neo a parte il fatto che non accettano carte di credito: è a Brooklyn, quindi vi consigliamo di prendere un taxi (tutti i tassisti sanno dove sia) o di prendere le linee metropolitane J, M o Z fino a Marcy Avenue – il ristorante è proprio lì a due passi.
178 Broadway, Brooklyn www.peterluger.com
Popularity: 5% [?]
Pampano
La città vi ha stressato troppo e avete bisogno di un’esperienza esotica e rilassante per riprendervi? Fate un giro da Pampano, il ristorante messicano che porta la firma di Richard Sandoval, uno dei più acclamati chef messicani, che ha saputo magistralmente trasformare la cucina di Mexico City in una cucina gourmet, iniziando quello che è conosciuto come movimento Modern Mexican. Pampano è il risultato della collaborazione tra lo chef e il maestro d’opera Placido Domingo. L’obiettivo del locale è quello di portare a New York l’arte di cucinare il pesce secondo il Modern Mexican, ovvero attraverso l’accostamento di sapori insoliti e sorprendenti, il tutto in un ambiente raffinato ed elegante. Abituati alle beef fajitas del vostro messicano di fiducia – abbondanti e piccanti? Scordatevele, e date il benvenuto alle tacos d’aragosta, leggere, saporite e assolutamente stravaganti – un piatto da non perdere, ancora meglio se annaffiato con un originale margarita al melograno (vera e propria tendenza a Manhattan). L’atmosfera è piacevole e, inusuale per New York, permette una certa privacy in quanto i tavoli sono discostati l’uno dall’altro, cosicché non si è costretti a mangiare in braccio al vicino. La sala è semplice e caratterizzata da pareti bianche che vi porteranno direttamente ad immaginare voi stessi seduti in un bar di Acapulco; piacevole sorpresa anche la romantica terrazza sovrastante, che vi permetterà di godere un’ottima vista dei grattacieli di Manhattan, il tutto animato da spumeggiante musica latino-americana. Incuriositi? Ricordatevi solo che da Pampano si serve un messicano con tratti francesi: il che significa ricercatezza di sapori e abbinamenti, ahimè, in porzioni mignon.
209 East 49th Street www.modernmexican.com/pampano
Popularity: 3% [?]
Jewel Bako
Come il nome stesso suggerisce, questo ristorante è proprio una piccolo scatola di gioielli. L’ambiente è intimo e minimal: appena entrati vi sembrerà di essere in un misto tra una versione chic della metropolitana di Londra e un giardino di canne di bambù nel mezzo di Osaka. I proprietari di Jewel Bako, Jack e Grace Lamb, sono molto ospitali e spesso servono i loro ospiti personalmente, accompagnando ogni pranzo o cena con qualche delizia omaggio della casa, un sorriso amichevole o del wasabi direttamente grattato davanti ai vostro occhi. Lo chef, Yoshihiko Kousaka, porta i suoi 25 anni di esperienza in tavola, cercando la perfetta combinazione che farà della vostra cena una vera e propria opera d’arte. Affidatevi a lui per un “tasting menu” (omasake) che vi sorprenderà per la delicatezza del pesce, assolutamente fresco (pescato, imballato e spedito direttamente dal Tsukiji Fish Market in Tokyo). I piatti, portati in tavola uno dopo l’altro, sfateranno il mito secondo il quale è d’obbligo farsi una pizza appena usciti dal ristorante giapponese, per riempire quel buco allo stomaco lasciato da quattro pezzettini di pesce – in un arcobaleno di sapori, non rimarrete delusi. Divino il dessert incluso nel menu: profiterol di gelato al tè verde – una delicata e piacevole delizia – servita con crema di tofu e una spruzzata di zucchero a velo al tè verde. Se siete dei veri esperti nel campo, mangiate al bancone, dove sarete distratti dall’arte degli chef in azione e dove potrete scambiare quattro chiacchiere con Yoshi.
239 E 5th Street (tra 2nd and 3rd Avenue) http://www.menupages.com/restaurants/jewel-bako/menu
Popularity: 4% [?]
The Water Club
Uno dei nostri ristoranti preferiti in Manhattan. Location unica, vista da togliere il fiato, cucina eccellente, servizio di classe e pianoforte dal vivo per tutta sera. Luogo speciale per la celebrazioni di anniversari, il ristorante e’ ricavato da un’imbarcazione ormeggiata sull’East River all’altezza della 30th street (tranquilli, la barca e’ ben ancorata su una lastra di cemento, dunque non c’e’ nessun beccheggio). La sala principale e’ costituita da ampie vetrate che offrono una magnifica vista del fiume e dell’Upper East Side da ogni tavolo. Cullata dalle note del pianista, l’atmosfera gia’ romantica si esalta nelle notte di luna piena quando l’East River si tinge d’argento per il riverbero. Benche’ il menu offra anche piatti a base di carne, vi consigliamo di dedicarvi al pesce. Come antipasto i ravioli di aragosta e i gamberetti fritti del mediterraneo sono un must. Per i piatti principali andate per l’insalata sempre di aragosta, o le capesante grigliate. Ampia la scelta di pesce crudo.
The East River all’altezza della 30th Street http://www.thewaterclub.com/
Popularity: 4% [?]
Waldy’s
Dal forno a legna direttamente sulla vostra tavola, presentata su un tagliere, con pomodorini freschi e basilico, la pizza di Waldy’s è un pezzettino di Bel Paese importato nel cuore di Manhattan.
Il locale non è pretenzioso, ed è molto popolare come take away, essendo in una zona prevalentemente di uffici – è comunque possibile sedersi in uno dei pochi tavoli disponibili, anche se lo spazio è piccolo e si rischia di diventare intimi con il vicino del tavolo accanto. Ma capirete di essere capitati nel posto giusto quando, girando l’angolo tra la 27esima e la sesta Avenue vi ritroverete a fare i cani segugi con il naso piantato in aria, seguendo la scia inconfondibile del pane cotto nel forno a legna (e credetemi, tra i mille odori di New York, questo sarà l’unico a ricordarvi casa!).
I ragazzi sono molto veloci ed efficienti, e vi serviranno in un battibaleno. Le pizze sono disponibili in tre dimensioni: small, medium e large – che secondo il metodo americano sono in grado di saziare rispettivamente una, due/tre e quattro persone, ma secondo lo stomaco italiano diremmo che una large va bene per due. La scelta è ampia e ogni pizza si distingue per il fatto di avere una crosta croccante e sottile, una base di salsa di pomodoro stranamente non dolce e un misto di quattro formaggi, tra cui il grana, su cui poi metteranno mozzarella fresca, pomodorini cigliegini, un filo d’olio extravergine e basilico tritato. Al banco delle spezie potete aggiungere a piacimento altre foglie di basilico, olio e grana grattugiato. Semplicemente la quinta essenza della pizza.
Per chi è a dieta o per chi volesse provare una vera e propria prelibatezza salutare, senza rinunciare al gusto, consigliamo la Waldy’s Cesar Salad, con dressing (condimento) fatto in casa: questa miscela misteriosa viene servita con un piatto di lattuga, parmigiano, crostini e pezzetti di pollo grigliati – da provare assolutamente se non siete in coppia: la quantità d’aglio nella salsina basta ad uccidere un muflone con un sol sospiro.
800 6th Avenue (tra 27th e 28th Street) www.waldyspizza.com
Popularity: 6% [?]
Smith and Wollensky
I propietari amano dire che se le bistecche fossero una religione, i ristoranti della Catena Smith and Wollensky sarebbero la loro cattedrale. Noi non ce la sentiamo di spingerci cosi’ in la’, nonostante la buona qualita’ el cibo offerto. La catena e’ presente nelle maggiori citta’ degli USA e a New York in un grazioso e peculiare edificio all’incrocio della 49tesima e la terza Avenue. L’ambiente e’ quello tipico di ogni steakhouse della City: signori benestanti, rumorosi e spesso alticci. Le bistecche offerte sono buone, ma non reggono il passo con le stesse offerte da Peter Lugar — tuttalpiu’ ad un maggior prezzo. Sicuramente da provare, ma prima di Peter Lugar, altrimenti il confronto (e la conseguente nota critica) diventa inevitabile.
797 3rd Ave, Manhattan http://www.smithandwollenskysteakhouses.com/
Popularity: 4% [?]
Fatty Crab
Stanchi della solita cucina asiatica propinata pressoche’ ovunque nel mondo? Allora recatevi nel trendy Meatpacking District e lasciatevi tentare da succulenti piatti di origine Malesiana. La cucina Malesiana non denota un particolare modo di preparazione dei piatti, ma piuttosto una diversita’ culinaria originatasi dalla sua popolazione multietica. Malesiani, indiani, cinesi, europei e popolazioni indigene del Borneo hanno creato uno stile unico in cui i piu’ diversi ingredienti provenienti da mezzo mondo si amalgamano in un mix tipico e singolare. Lo chef Zak Pellacio ha speso diverso tempo in Malesia e il menu riflette le sue esperienze. L’ideale e’ recarsi sul posto con un nutrito gruppo di amici cosi’ da ordinare tutte le specialita’ e dividersi i vari piatti per un’esperienza a 360 gradi. Uniche controindicazioni: tavoli decisamente troppo piccoli e l’impossibilita’ di prenotare. In estate si mangia all’aperto, sul marciapiede antistante il ristorante. Il servizio e’ molto giovanile e cordiale.
643 Hudson Street http://www.fattycrab.com/
Popularity: 4% [?]
Mexicana Mama
Situato a pochi isolati dall’inizio della High Line, questo ristorante in versione mignon offre ottimi piatti messicani a prezzi ragionevoli, in una zona caratterizzata da locali pretenziosi e carissimi. L’ambiente e’ molto piccolo, pochi tavoli e tutti molto ravvicinati per un senso di addio alla privacy, e il grosso condizionatore nel centro della sala crea condensa per un effetto pioggia indoor. Ma da Mexicana Mama si viene per il cibo, non certo per l’atmosfera! La qualita’ degli ingredienti e’ elevata e ogni piatto e’ cucinato con cura e attenzione. In una citta’ in cui i ristoranti messicani senza fronzoli sono migliaia, Mexicana Mama spicca per l’innovazione nel presentare piatti scontati come i burritos e per la cura e la selezione degli accostamenti. Da provare assolutamente Salsa & Tortilla Chips con salsa a piacere e il Burrito Barbacoa. La carne di manzo del burrito e’ lasciata marinare per quattro giorni per avere una morbidezza e consistenza uniche nella City. Se siete “on a budget” ma volete provare qualche piatto ricercato, questo e’ il posto che fa per voi.
525 Hudson Street http://www.menupages.com/restaurants/mexicana-mama/
Popularity: 5% [?]
Joe’s Shanghai
Armatevi di pazienza e preparatevi per un’esperienza unica nel suo genere – Joe’s Shanghai è uno dei ristoranti più affollati di Chinatown, e dopo aver provato i suoi famosi “soup dumplings” (ravioli con brodo) saprete il perché. Con una quindicina di tavoli rotondi in grado di accomodare otto/dieci persone alla volta (se siete in meno di dieci preparatevi a dividere il tavolo con una famiglia molto probabilmente di origini asiatiche), il piatto forte sono appunto i Dumplings, declinati in polpa di granchio o maiale. Appena seduti verrete attaccati dai camerieri che vi chiederanno immediatamente quante porzioni di dumplings vorrete – non perdete tempo a studiare il menu, l’abbiamo già fatto noi per voi: ordinate una porzione di dumplings a testa (otto ravioli a $4/$6) e una Scallion Pancake (deliziosa frittatina di scalogno).
In pochi minuti vi ritroverete un contenitore in bambù sul tavolo, con all’interno i vostri tanto agognati dumplings. Prima di lanciarvi a capofitto su questi apparentemente innocui raviolini, istruitevi su come mangiarli dando un’occhiata a questo simpatico cartoon disegnato da Robert Zimmerman per il New York Times: http://www.joeshanghairestaurants.com/. La regola d’oro per non ustionarsi è infatti posizionare il dumpling sul cucchiaio che vi è stato dato, mangiare un angolino minuscolo della pasta del raviolo, permettere al brodo di fuoriuscire (nel cucchiaio, mi raccomando, l’ultima cosa che volete è sprecare quel nettare degli dei!), mangiare in un sol boccone il raviolo con relativa polpettina di maiale o granchio all’interno e coronare il tutto con il brodo, che nel frattempo avrete lasciato raffreddare nel cucchiaio. Facile, no? Nel caso aveste ancora dubbi, guardatevi attorno e imitate chi vi sembra più avvezzo all’arte. Oltre al nostro preferito in Chinatown, ci sono altre due location, una delle quali in Manhattan.
9 Pell Street, Chinatown – 24 W 56 Street, Midtown – 136-21 37th Avenue, Flushing, Queens www.joeshanghairestaurants.com
Popularity: 5% [?]
Cafè Mogador
Atmosfera magica da notti d’oriente, vasi di spezie sotto lampade marocchine dai mille colori, fotografie in bianco e nero dei primi esploratori marocchini e cibo delizioso – questo vi aspetta a Cafè Mogador, sicuramente uno dei nostri preferiti.
Nei mesi freddi vi sembrerà di entrare in una calda tenda beduina illuminata da candele soffuse, e intrisa di misteri degni di Indiana Jones, nei mesi caldi vi potrete godere il viavai di una delle vie più popolate di New York deliziandovi il palato mangiando su tavolini dai mille mosaici color zaffiro.
La scelta di specialità marocchine non è molto ampia, ma quanto offerto è abbastanza da soddisfare tutti i gusti. Deliziosi gli skews (spiedini) specialmente di agnello, e il cous cous, di pollo o vegetariano, è sicuramente da provare. Per i più avventurosi consigliamo il Tagines, uno spezzatino di carne molto saporito, mentre la Bastilla è ottima per chi cerca sapori forti, tendenti al dolce. Per chi ama il piccante è pefetto il Merguez, una salsiccia speziata fatta in casa, servita con riso basmati. Per stimolarvi l’appetito, da provare assolutamente l’Hummus e il Babaganoush, serviti con focaccine calde di forno.
Per chi adora il brunch, qui servono un ottimo cappuccino con varie combinazioni di uova e frittate “any style”. Per un’esperienza palatale indimenticabile provate un piatto con il formaggio tipico della cucina dell’area sud mediterranea – l’halumi cheese.
Non scordatevi di provare il tè alla menta, solo per il gusto di versarvelo con l’attraente servizio da tè dal design e lo stile tipicamente marocchino – meglio se usato per annaffiare una suprema baklava. Un ristorante in cui vorrete tornare ogni sera – peccato che anche tutto il resto della popolazione di Manhattan la pensi così.
101 St. Marks Place (8th Street tra 1st Avenue e Avenue A) www.cafemogador.com
Popularity: 5% [?]
Ryan’s Irish Pub
Perchè scegliere di mangiare in un pub irlandese a New York? Perché Ryan’s vanta i migliori hamburger della città al più basso prezzo – solo $5 per un gustoso hamburger servito con giganti patatine fritte, a cui contate di aggiungere un paio di dollari extra per una Coca Cola rigorosamente accompagnata da cubetti di ghiaccio, e quindi dal sapore un poco annacquato.
Ottima la birra importata direttamente dall’Irlanda e solo alla spina. Mentre aspettate che il cuoco vi sforni un succoso pranzo o cena godetevi tutte le hits degli U2, dipinti e ritratti di personaggi famosi realizzati da artisti irlandesi, le partite di baseball, football americano o calcio europeo trasmessi sui mega schermi sopra il bancone, o ancora meglio, ordinate un piatto di Cheese Tacos (non proprio una specialità rinomata irlandese) da dividervi – la montagna di tacos croccanti, coperte da formaggio fuso, pezzetti di pomodorini, cipolle e galapenos sarà un trionfo per le vostre papille gustative. Buoni anche il più tradizionale Fish&Chips o la Shepard’s Pie (spezzatino di carne coperto da puré di patate gratinato).
L’atmosfera è rilassata e decisamente da vecchia Irlanda – con l’unica differenza di essere nel cuore del quartiere più vivo di Manhattan (l’East Village), che nei mesi più caldi potrete vivere e respirare anche stando seduti nei tavolini all’aperto sul marciapiede.
Sebbene vi verrà voglia di fare un atto di carità e insegnare le buone maniere ad alcune cameriere, dopo mangiato vi scorderete tutto. E uscirete dal pub rotolando.
151 Second Avenue (tra 9th e 10th Street) www.ryansnyc.com
Popularity: 5% [?]








