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	<title>www.inewyork.it &#187; Ristoranti</title>
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	<description>La prima guida per italianizzare New York City</description>
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		<title>C&#8217;era una volta in America, l&#8217;Hot Dog</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosita']]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Alzi la mano chi non conosce Nathan&#8217;s, la celebre catena fast food di Coney Island? Per intederci è quella che organizza l&#8217;annuale gara a chi mangia più hot dog in dieci minuti; questo impero alimentare compirà cento anni nel 2016, quasi quanti il salsicciotto che l&#8217;ha reso famoso. In realtà pare che l&#8217;hot dog fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alzi la mano chi non conosce Nathan&#8217;s, la celebre catena fast food di Coney Island? Per intederci è quella che organizza l&#8217;annuale gara a chi mangia più hot dog in dieci minuti; questo impero alimentare compirà cento anni nel 2016, quasi quanti il salsicciotto che l&#8217;ha reso famoso.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSCF6410.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6498" title="DSCF6410" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/DSCF6410-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a></p>
<p>In realtà pare che l&#8217;hot dog fosse arrivato a New York addirittura a metà dell&#8217; &#8217;800, portato col nome <em>frankfurter</em> dai Tedeschi e dagli Austriaci che si erano stanziati a Little Germany, nel Lower East Side. I venditori ambulanti di hot dog apparvero per la prima volta a New York più di un secolo fa e, da allora, il successo di questo cibo da strada è andato sempre crescendo, adattandosi a ogni cambiamento e sopravvivendo alle mode culinarie.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Frankfurter.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6499" title="Frankfurter" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Frankfurter-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a></p>
<p>Se non l&#8217;avete già fatto, non perdetevi l&#8217;emozione di ordinarne uno in un baracchino ambulante, a un prezzo ancora ridicolo. Se invece preferite qualcosa di più stabile, ecco il consiglio di oggi: Crif Dogs, al 113 di Saint Marks Place, dove servono i migliori Weiner, hot dog austriaci, piccoli e un po&#8217; speziati. Se siete coraggiosi provate lo tsunami: pancetta, salsa teriyaki, ananas e scalogno, il tutto da innaffiare con una bella PBR, la birra popolare-fighetta per eccellenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>p.s. Il detentore del titolo di Nathan&#8217;s è tale Joey Chestnut, con 62 (sessantadue) hot dog nel campionato 2011.</p>
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		<title>Di Necessita&#8217; Virtu&#8217;: Le Zuppe Alcoliche a New York</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 03:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iNewYork.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Di questi tempi a New York fa freddo. E quando dico freddo intendo una temperatura che varia dai meno 3 ai meno 10 gradi quando va bene. Certo, le giornate sono splendide e un cielo cosi non si e&#8217; mai visto&#8230;ma uscire di casa al mattino e&#8217; un attentato contro la propria persona. Ora, ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di questi tempi a New York fa freddo. E quando dico freddo intendo una temperatura che varia dai meno 3 ai meno 10 gradi quando va bene. Certo, le giornate sono splendide e un cielo cosi non si e&#8217; mai visto&#8230;ma uscire di casa al mattino e&#8217; un attentato contro la propria persona.</p>
<p>Ora, ci sono varie possibilita&#8217; e opzioni che il senso comune ci suggerisce per evitare l&#8217;assideramento. Nello specifico:<br />
- <strong>Trasferirsi in paesi piu&#8217; caldi</strong><br />
- Armarsi di pazienza e <strong>vestirsi a cipolla</strong>, o meglio cipollotto, e avventurarsi nel mondo esterno come se si stesse partendo per un&#8217;avventura alla &#8220;Into the Wild&#8221; in Siberia<br />
- Nutrirsi solo ed esclusivamente di <strong>zuppe calde</strong> sperando che riscaldando le interiora, prima o poi anche le esteriora ne traggano benefici<br />
- <strong>Bere un sacco di alcohol</strong> per azzerare qualsiasi sensazione termica e sentirsi letteralmente il fuoco dentro.</p>
<p>Premettendo che la prima opzione e&#8217; per i piu&#8217; un poco infattibile, e che a volte nemmeno la tenuta &#8220;mi trasferisco al Circolo Polare Artico&#8221; funziona, non ci resta che cambiare la nostra dieta e incorporare litri e litri di zuppe calde, congiuntamente a un sacco di drinks.</p>
<p>Proprio questo deve essere stato il pensiero degli chef al <a href="http://bryantparkhotel.com/Modem/modem_nointro.html">Cellar Bar del Bryant Park Hotel</a> quando, all&#8217;inizio della stagione hanno lanciato l&#8217;ennesimo trend culinario che prendera&#8217; sicuramente piede anche in Italia a breve: le zuppe alcoliche.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Boozy-Soup.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6239" title="Boozy Soup" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Boozy-Soup-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Ovviamente unire il salato e l&#8217;alcohol non e&#8217; una novita&#8217; &#8212; basti pensare al famosissimo cocktail Bloody Mary che unisce succo di pomodoro e tabasco con vodka, il tutto mescolato con un bel gambo di sedano. E anche l&#8217;idea di cocktail alcolici caldi non e&#8217; certo rivoluzionaria (evviva il Vin Brule&#8217;!)</p>
<p>Ma le zuppe alcoliche? Non si rischia di creare un effetto rivoltante da cocktail caldo che disgusta al solo odore? Be, le opzioni non sembrano del tutto pessime di primo acchito. Gli avventori (e avventurosi) possono infatti scegliere tra una <strong>Lobster Bisque</strong> (zuppa di aragosta), che aggiunge la Harvey Bristol Cream (sherry) e del Porto, con spezie di stagione e pepe; una <strong>Herb-Tomato Soup</strong>, che unisce vodka e liquore di lamponi con sale marino, basilico secco e pepe nero; o una <strong>Carrot-Ginger Soup</strong>, che mescola i liquori Domaine de Canton e Frangelico con un pizzico di sale e semi di sesamo neri.</p>
<p>Per ora siamo abbastanza scettici&#8230;ma contiamo di andare a provare con mano (e palato) sia la presunta bonta&#8217; di queste nuove delizie, che la loro efficacia contro il clima invernale newyorkese &#8212; e vi faremo sapere!</p>
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		<title>BYOB a New York!</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 13:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iNewYork.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete degli amanti del vino? Tuttavia, quando mangiate fuori casa dovete spesso rinunciare ad ordinare la prelibatezza dionisiaca per paura di dover donare un rene al momento del pagamento? Se siete in vacanza a New York, non dovete più preoccuparvi. Infatti, alcuni ristoranti della City permettono di portare il vinello preferito direttamente da casa (o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siete degli amanti del vino? Tuttavia, quando mangiate fuori casa dovete spesso rinunciare ad ordinare la prelibatezza dionisiaca per paura di dover donare un rene al momento del pagamento?<br />
Se siete in vacanza a New York, non dovete più preoccuparvi. Infatti, alcuni ristoranti della City permettono di portare il vinello preferito direttamente da casa (o hotel) vostra!<br />
<a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/byo2.jpg"><img src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/byo2-300x200.jpg" alt="" title="byo2" width="300" height="200" class="aligncenter size-medium wp-image-5487" /></a><br />
Questa pratica del BYOB (Bring  Your Own Bottle) è iniziata come abitudine tra amici. Nelle feste ognuno si portava la propria bottiglia. In questo modo, anche se il budget per la festa era limitato, il party era un successo garantito. Gli alcolici arrivavano copiosamente con gli invitati! Già da qualche anno questa pratica si è diffusa anche nei ristoranti di tutto il mondo (New York non poteva di certo mancare!). Inizialmente, era un modo per sopperire alla scarsità di scelta vinicola o di licenza per vendere alcolici del ristorante, ma il BYOB è stato presto adottato come mossa strategica per poter attrarre più clientela, perché si sa, mangiare fuori costa tanto (soprattutto a New York) anche senza dover aggiungere il costo della bottiglia di vino.<br />
<a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/byob.png"><img src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/byob.png" alt="" title="byob" width="216" height="259" class="aligncenter size-full wp-image-5488" /></a><br />
E in momenti di crisi, risparmiare un minimo non e’ male!<br />
Recatevi quindi in uno dei <a href="http://nymag.com/nightlife/articles/byob/1.htm#upper_east_side ">ristoranti</a> di New York che permette il BYOB e con un piccolo costo la vostra bottiglia sarà stappata, il vino messo a decantare e voi potrete godervi la serata serenamente (portafoglio compreso)!</p>
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		<title>Lo apro io un ristorante a New York!!</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 02:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iNewYork.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Come faccio ad aprire un ristorante a New York? Che visto serve per aprire un ristorante a New York? Quanto costa aprire un ristorante a New York? Queste sono solo alcune delle domande che riceviamo via email ogni giorno. Sembrera&#8217; incredibile, ma il numero di email concernenti richieste lavorative che riceviamo, e&#8217; inversamente proporzionale alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come faccio ad aprire un ristorante a New York? Che visto serve per aprire un ristorante a New York? Quanto costa aprire un ristorante a New York? Queste sono solo alcune delle domande che riceviamo via email ogni giorno. Sembrera&#8217; incredibile, ma il numero di email concernenti richieste lavorative che riceviamo, e&#8217; inversamente proporzionale alla buona condotta dei nostri politicanti italici. Piu&#8217; loro ne combinano, piu&#8217; voi avete voglia di scapparvene qui da noi. E con le idee ben precise: &#8220;Mamma dammi mille lire che in america un ristornate voglio aprire!&#8221; Noi rispondiamo a tutti, e nel limite del possibile cerchiamo di aiutare. O meglio di disincentivare il desiderio.. Ne abbiamo gia&#8217; parlato, nella Grande Mela le<a href="http://www.inewyork.it/molliamo-tutto-e-apriamo-un-ristorante-a-new-york-ma-anche-no.html"> statistiche nel settore della ristorazione sono terribili</a>. Cosa che comunque non scoraggia nessuno a quanto abbiamo capito. Abbiamo allora deciso di prendere un approccio diverso al problema&#8230; Invece di dirvi quanto e&#8217; difficile e costoso aprire un ristorante, vi diciamo esattamente dove e come aprirlo.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Picture-134.png"><img src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Picture-134-300x150.png" alt="" title="Picture 134" width="300" height="150" class="aligncenter size-medium wp-image-5479" /></a></p>
<p>Come ogni imprenditore serio, quello che dovete fare prima di aprire la vostra attivita&#8217; e&#8217; pensare a che bisogno andrete a colmare. A quale necessita&#8217; la vostra azienda dara&#8217; la risposta. Nel campo della ristorazione, dovete allora pensare a dove la gente vorrebbe che venisse aperto un nuovo ristorante, e soprattutto che tipo di cibo offrire.<br />
Assumiamo che siete italiani e che quindi vogliate aprire un ristorante italiano o una pizzeria. Se volete aprire un ristorante francese e volete informazioni a riguardo andate su www.fnewyork.fr, spagnolo www.snewyork.sp etc etc etc.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Picture-135.png"><img src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Picture-135-300x168.png" alt="" title="Picture 135" width="300" height="168" class="aligncenter size-medium wp-image-5478" /></a></p>
<p>Dopo quattro anni a New York ci siamo resi conto che i ristoranti italiani sono ovunque. Difficile aprirne uno nuovo e differenziarsi dalla moltitudine. Ogni quartiere ha almeno 3-4 ristoranti italiani degni di nota, e la concorrenza e&#8217; spietata. Se volete avere piu&#8217; probabilita&#8217; di successo, vi consigliamo quindi di aprire una pizzeria. &#8220;E ma anche le pizzerie sono ovunque!!&#8221; direte voi. E a ragione. Tuttavia, le pizzerie ove la pizza e&#8217; veramente buona sono poche. Cinque o sei al massimo in tutta New York. Offrono tutte pizze napoletane (o quanto meno non la pizza di Milano!) e per qualche strano motivo sono tutte attaccate tra di loro. Nel village Keste&#8217; e Numero 28 sono a 100 metri di distanza. Nell&#8217;East Village Luzzo&#8217;s e Motorino sono addirittura nello stesso isolato. Aprendo una pizzeria come si deve ad un paio di chilometri da questi mostri sacri, si ha virtualmente competizione zero. </p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Picture-136.png"><img src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Picture-136-300x178.png" alt="" title="Picture 136" width="300" height="178" class="aligncenter size-medium wp-image-5477" /></a></p>
<p>Se volete un esempio di successo, pensate alla pizzeria Saraghina. Ha aperto nel nulla di Brooklyn (non nei quartieri fighetti DUMBO o Williamsburg, veramente nel nulla!) ed e&#8217; diventata un successo istantaneo. Cio&#8217; che offrono e&#8217; una pizza fenomenale, lontano dalla competizione e in una zona residenziale&#8230; Bingo!!<br />
Quindi, ricapitoliamo, il segreto e&#8217; offrire la non di Milano (meglio se di Napoli) e aprire la pizzeria lontano dalla concorrenza.<br />
Ci abbiamo riflettuto diversi giorni, e crediamo che il luogo perfetto e&#8217; nel rettangolo compreso tra la 30th e la 33rd street tra 2nd e 3rd avenue. La zona e&#8217; altamente residenziale ma con una movida notturna non indifferente e senza pizzerie degne di questo nome. Le avenues sono ricche di bar e locali frequentati da giovani intraprendenti, sotto i trentanni, in carriera e con una discreta disponibilita&#8217; economica. Il quartiere e&#8217; inoltre arricchito da uno dei pochi cinema di Manhattan, l&#8217;AMC di Kips Bay, sempre affollato soprattutto nel week end. Pizza e Cinema diventera&#8217; un classico tra i veri Newyorker! La pizzeria deve avere un design mediterraneo ma senza troppi richiami all&#8217;Italia (Prendete spunto dal ristorante Bianca se vi mancano le idee). </p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Picture-137.png"><img src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Picture-137-300x194.png" alt="" title="Picture 137" width="300" height="194" class="aligncenter size-medium wp-image-5476" /></a></p>
<p>Deve essere senza troppe pretese ma unica. Luci un po&#8217; affuscate, tavolini fuori, colori caldi. Insomma un bel posto! A New York i designer non mancano, qualcuno che vi aiutera&#8217; lo troverete di certo. Il menu deve essere semplice. Poche pizze e semplici, tanto il cavallo di battaglia sara&#8217; la pizza con mozzarella di Bufala. Da cui potreste anche prendere ispirazione per il nome della pizzeria: Bufalina. Ovviamente la pizzeria sara&#8217; di piccole dimensioni, una sala unica e 30-40 posti massimo. L&#8217;investimento iniziale sara&#8217; consistente.. Siamo sempre a New York non a Locate di Triulzi.  Per quanto riguarda i visti chiamate <a href="http://www.inewyork.it/voglio-lavorare-studiare-viaggiare-negli-stati-uniti-che-visto-ho-bisogno.html">l&#8217;Avvocato Liuzzo</a> e per quanto riguarda il consulente legale d&#8217;impresa affidatevi all&#8217;<a href="http://www.linareslaw.com/">Avvocato Linares.</a> E&#8230; Buona Fortuna!</p>
<p>P.s. Data la consulenza gratuita, la redazione di iNewYork.it si aspetta pizza gratis tutte le sere!! Grazie!</p>
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		<title>Sapore di Parigi&#8230;a New York</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 02:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iNewYork.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo quattro anni sono arrivata a scoprire l&#8217;arcano: ora so perche&#8217; New York e&#8217; una citta&#8217; che funge sul sistema nervoso di chiunque come una terribile droga eccitante. Si, credo di aver capito il perche&#8217; tutti vogliono venire nella Grande Mela. E anche perche&#8217; nessuno la voglia lasciare dopo averla addentata. New York e&#8217; la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quattro anni sono arrivata a scoprire l&#8217;arcano: ora so perche&#8217; New York e&#8217; una citta&#8217; che funge sul sistema nervoso di chiunque come una terribile droga eccitante. Si, credo di aver capito il perche&#8217; tutti vogliono venire nella Grande Mela. E anche perche&#8217; nessuno la voglia lasciare dopo averla addentata.</p>
<p>New York e&#8217; la capitale del mondo. E questo gia&#8217; lo sapevamo. Aggiungiamo pero&#8217; una precisazone: New York e&#8217; <em>caput mundi</em> perche&#8217; a New York si possono visitare piu&#8217; citta&#8217; ed esperire piu&#8217; culture senza doversi muovere con l&#8217;aereo &#8212; addirittura a volte spostandosi solo a piedi!</p>
<p>Ad esempio, se sono a New York e mi viene una voglia irrefrenabile di bermi una Guinness come si deve, vado a Sunnyside. Se potessi ucciderei per una pizza all&#8217;italiana? Non c&#8217;e&#8217; problema &#8212; si va da Luzzo, o Motorino, o Keste&#8217;. Voglio vivere una nuova esperienza e conoscere culture asiatiche? Ho solo l&#8217;imbarazzo della scelta tra Korea Town, Chinatown o Little Japan.</p>
<p>Detto questo, potete immaginare quale fosse il mio stato d&#8217;animo settimana scorsa, quando, dopo aver sentito una canzone che mi ha fatto ricordare il mio ultimo viaggio a Parigi &#8212; citta&#8217; che adoro con tutta me stessa, dopo New York &#8212; mi e&#8217; venuta una voglia irrefrenabile di mangiarmi un <a href="http://www.inewyork.it/macaron-day-a-new-york.html">macaron </a>come si deve in uno di quei barettini minuscoli sul lungo Senna, in una serata primaverile mentre il sole cala su una delle citta&#8217; piu&#8217; romantiche del mondo.</p>
<p>Be&#8217;, e&#8217; il caso di dirlo: meno male che sono a New York.</p>
<p>Con l&#8217;aiuto di <a href="http://www.yelp.com">Yelp</a>, ho trovato giusto quello che mi serviva: <a href="http://www.lamaisondumacaron.net">La Maison du Macaron</a>, una pasticceria specializzata in macarons francesi, che a detta di molti e&#8217; la piu&#8217; buona non solo della citta&#8217;, ma del mondo (sti americani, sempre i soliti esagerati&#8230; <img src='http://www.inewyork.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>Appena entrata, il profumo di dolci e&#8217; stato inebriante, e se fate parte di quella schiera di persone a cui anche dopo il pranzo natalizio, al sentire odore di dessert vi si apre come per magia il famoso secondo stomaco, rimarrete estasiati da cio&#8217; che si presentera&#8217; ai vostri occhi. Proprio appena varcata la soglia infatti, sulla sinistra, troverete la teca di vetro che fa bella mostra di tutti i gusti di macaron che la casa offre (tra cui consigliamo vivamente lo champagne, il caramello e il pistacchio).</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/La-maison-du-macaron_2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5172" title="La maison du macaron_2" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/La-maison-du-macaron_2-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Piu&#8217; avanti si apre il baretto vero e proprio, con tavoli e sedie tutti scombinati, che donano all&#8217;ambiente quell&#8217;aria sofisticata da caffe&#8217; parigino degli anni &#8217;30. Complice la carta da parati color carta da zucchero, con rifiniture floreali, e una fotografia in bianco e nero della Tour Eiffel, vi sentirete trasportare dentro un vortice magico fatto di libri ingialliti, fumo di pipa e canzoni danzate sulle sponde del fiume Senna.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/La-maison-du-macaron-4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5170" title="La maison du macaron 4" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/La-maison-du-macaron-4-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Con qualche strascico di accento francese appena sussurrato, un paio di cappellini e sciarpe portati con molta nonchalance e reminescenti del vecchio continente, e un&#8217;atmosfera di totale rilassatezza, La Maison Du Macaron saziera&#8217; al 100% la vostra voglia di caffe&#8217; letterario inizi del 900 &#8212; e vi evitera&#8217; di sicuro uno shock ipoglicemico.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/Vetrina_2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5175" title="Vetrina_2" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/Vetrina_2-e1306965130154-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<p>Nel caso i macaron proprio non vi andassero, provate il croissant alle mandorle: una vera e pura goduria.</p>
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		<title>La Colazione del Campione: Chock Full o&#8217;Nuts a New York</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 18:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iNewYork.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo avervi svelato la mia passione per il Brunch Newyorkese, e avervi descritto un paio di opzioni, torno oggi con un nuovo suggerimento che e&#8217; particolarmente indicato a tutti coloro che, in previsione di una vacanza a New York, si preparano mettendosi a dieta insalata-ricottina per tre mesi. Questo nuovo locale, che abbonda di porcate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo avervi svelato la mia <a href="http://www.inewyork.it/brunch-economico-a-new-york-cafe-prague.html">passione </a>per il Brunch Newyorkese, e avervi descritto un paio di opzioni, torno oggi con un nuovo suggerimento che e&#8217; particolarmente indicato a tutti coloro che, in previsione di una vacanza a New York, si preparano mettendosi a dieta insalata-ricottina per tre mesi. Questo nuovo locale, che abbonda di porcate tipicamente americane si chiama Chock Full o&#8217;Nuts.</p>
<p>Come sempre, eravamo in cammino verso Trader Joe&#8217;s per fare la spesa settimanale, quando i crampi della fame mi hanno assalito all&#8217;improvviso, costringendoci a fermarci nel primo ristorante disponibile sulla strada. Fortuna volle che il ristorante fosse proprio una delle Mecche NewYorkesi piu&#8217; conosciute per i piatti super abbondanti di cibo in perfetto stile Fonzie e Grease.</p>
<p>Non sto qui a raccontarvi tutta la storia della catena (perche&#8217;, innanzitutto la potete trovare sotto forma di video carino e simpatico sul <a href="http://www.chockfullonuts.com/#/history">sito </a>della compagnia; e in secondo luogo perche so bene che i particolari a cui siete interessati sono ben altri! <img src='http://www.inewyork.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ) &#8212; ma volevo comunque soffermarmi su un paio di curiosita&#8217; che vi faranno apprezzare maggiormente il cibo che vi state apprestando a mangiare.</p>
<p>1. Innanzitutto la catena e&#8217; nata nel 1926 come piccolo stand che vendeva noccioline in zona Times Square. Quando la crisi del &#8217;29 ha colpito Wall Street, il fondatore di Chock Full o&#8217;Nuts, William Black,  si e&#8217; dimostrato scaltrissimo e, per continuare a vendere le sue noccioline (che erano diventate un bene di lusso!) ha pensato di trasformare i suoi stand in coffee shops e creare un panino particolare riempito con formaggio cremoso e noccioline per soli 5 cents. Il panino, per i piu&#8217; nostalgici, e&#8217; ancora nel menu &#8212; ma non costa piu&#8217; 5 cents!</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Raisin-Bread.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5167" title="Raisin Bread" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Raisin-Bread-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>2. Per promuovere quella che e&#8217; poi diventata la catena piu&#8217; famosa degli Stati Uniti (conosciuta per il caffe&#8217; piu&#8217; buono!) il fondatore ha pensato di creare un jingle che cantava &#8220;<em>Chock Full o&#8217;Nuts is that heavenly coffee a millionaire&#8217;s money can&#8217;t buy</em>&#8221; (ovvero: &#8220;Il caffe&#8217; di Chock Full o&#8217;Nuts e&#8217; quel caffe&#8217; talmente buono che nemmeno tutti i soldi di un milionario potrebbero comprare.) Pochi sanno che all&#8217;inizio anziche&#8217; &#8220;millionaire&#8217;s money&#8221; la canzoncina prendeva a prestito il nome dei Rockefeller (gia&#8217; da allora una delle famiglie piu&#8217; ricche e influenti di New York.) Ovviamente,la catena di caffe&#8217; ha dovuto cambiare la dicitura dopo che la famiglia Rockefeller gli ha fatto causa.</p>
<p>3. Il Coffee Shop e&#8217; &#8220;appena&#8221; ritornato a New York. Dopo aver chiuso tutti gli store in citta&#8217; infatti, il brand &#8212; che negli anni &#8217;60 era diventato un colosso dell&#8217;industria del caffe&#8217; &#8212; e&#8217; passato di proprietario in proprietario fino a divenire parte della <a href="http://www.mzb-usa.com/">Massimo Zanetti Beverages</a>. Si, avete letto bene: e&#8217; una compagnia italiana, con sede a Bologna!</p>
<p>Ora che siete quindi preparatissimi a fare un salto nell&#8217;esperienza americana piu&#8217; pura, passiamo al menu. Il cibo offerto e&#8217; tutto rigorosamente in stile americano (quindi abbondante e grassissimo), nonostante la proprieta&#8217; bolognese. Le nostre scelte sono ricadute su una colazione dolce e una salata, dato che abbiamo optato uno per i pancake alla fragola e l&#8217;altro per uova strapazzate e salsiccie di maiale.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/photo-1-e1306928149880.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5165" title="photo 1" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/photo-1-e1306928149880-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Il servizio e&#8217; ottimo e veloce, e la prima forchettata&#8230;be, non si scorda di certo! I pancake erano soffici e non &#8220;pastosi&#8221; o &#8220;stopposi&#8221; come spesso si trovano in altri posti. Lo sciroppo d&#8217;acero era una meraviglia, e la noce di burro (che continuava a scivolare via mentre facevo la foto) ha dato quel tocco di salato che ci voleva per non andare in shock iperglicemico. Le uova erano deliziose, infarcite di burro fino ai capelli, con toast imburrati e salsiccie anch&#8217;esse imburrate. Il caffe&#8217; decentemente buono.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/photo-2-e1306928168712.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5166" title="photo 2" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/photo-2-e1306928168712-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Mentre eravamo intenti a scofanarci le nostre colazioni, piegati sul piatto a mo&#8217; di Uncle Scrooge mentre rimira il suo tesoro, ci siamo accorti che non tutti avevano scelto l&#8217;opzione poco salutare: di fianco a noi due signori hanno preferito del petto di pollo alla griglia con riso bianco e verdurine. Molto meno invitante del nostro, ovviamente &#8212; ma di sicuro una rassicurazione per tutti coloro in ascolto che si preoccupano del benestare delle proprie coronarie!</p>
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		<title>Molliamo Tutto e Apriamo un Ristorante a New York &#8212; MA ANCHE NO!</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 03:31:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iNewYork.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quante volte dopo una giornata stressante al lavoro, o dopo l&#8217;ennesima consecutiva delusione o frustrazione professionale ci siamo detti: &#8220;Io mollo tutto e apro un bar ai Caraibi&#8221;, o ancora &#8220;Io me ne vado e apro un ristorante a New York!&#8221; Non so voi, ma io me lo ripeto continuamente. E a New York ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte dopo una giornata stressante al lavoro, o dopo l&#8217;ennesima consecutiva delusione o frustrazione professionale ci siamo detti: &#8220;Io mollo tutto e apro un bar ai Caraibi&#8221;, o ancora &#8220;Io me ne vado e apro un ristorante a New York!&#8221;</p>
<p>Non so voi, ma io me lo ripeto continuamente. E a New York ci sono gia&#8217;, quindi mi basterebbe avere qualche soldino da parte per partire con l&#8217;affitto, pensare ad un&#8217;idea originale che potrebbe funzionare a New York &#8212; che ne so&#8230;un bel ristorantino di polenta taragna e gorgonzola ad esempio, o polenta e casseula (come dire, non si riuscirebbe mai a indovinare da quale parte dell&#8217;Italia venga!), il tutto condito da un&#8217;atmosfera calda e rilassata, magari col caminetto acceso d&#8217;inverno &#8212; e lanciarmi nella mia nuova avventura!</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/IndexOpenSign.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4706" title="IndexOpenSign" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/IndexOpenSign-300x187.gif" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p>Peccato che, secondo un recentissimo <a href="http://online.wsj.com/article_email/SB10001424052748703806304576245032809751832-lMyQjAxMTAxMDAwNzEwNDcyWj.html">articolo-intervista</a> ai famosi signori Zagat &#8212; si, quelli della guida omonima &#8212; aprire un ristorante non e&#8217; una brutta idea: e&#8217; una PESSIMA idea.</p>
<p>Tra le ragioni principali, i coniugi buongustai snocciolano:</p>
<p>- Non basta essere un buon cuoco: bisogna anche essere un ottimo <strong>&#8220;trovatore&#8221; d&#8217;affari immobiliari</strong> per scovare la giusta location senza vendere un rene, e pure un ottimo<strong> interior designer</strong>, per fare in modo che i vostri clienti abbiano piacere a venire a trovarvi, restarci, e, soprattutto, ritornarci!!!</p>
<p>- Inoltre, bisogna anche essere dei<strong> fantastici shopper</strong>, dato che andare a fare la spesa per un gruppo di persone che potrebbe variare da uno, nessuno, centomila ha una certa impressione su quello che si compra. Comprate frutta e verdura in piu&#8217; e butterete letteralmente i soldi in spazzatura, compratene meno del necessario e vi ritroverete con un gran numero di avventori insoddisfatti (Ha! Ora ho avuto l&#8217;epifania suprema! Ecco come fa Eataly ad avere successo: i ristoranti si approvvigionano dal supermercato posseduto dallo stesso ristoratore, evitando cosi&#8217; il problema appena descritto!)</p>
<p>- Oltre a queste qualita&#8217;, vi viene anche richiesto di essere un <strong>fantastico leader</strong> (perche&#8217; dovrete assumere personale e, la parte piu&#8217; difficile, fare in modo che sia ben preparato a &#8220;vendere il vostro brand&#8221;), ma anche un <strong>buon padrone di casa</strong>, ricordandovi i nomi dei vostri avventori, sorridendo e facendo sempre bella cera &#8212; senza pero&#8217; essere troppo arrogante, presuntuoso, o, ancora peggio, viscido e troppo leccapiedi.</p>
<p>- Al giorno d&#8217;oggi poi aspettatevi di dover mettervi a imparare il<strong> linguaggio dei social media</strong> perche&#8217; tra Facebook, Twitter, Yelp, MenuPages e le altre infinite possibilita&#8217; che i vostri clienti hanno di comunicare tra di loro vi sentirete come lo schiavo sfigato che veniva ucciso al Colosseo sulla base del polliciometro.</p>
<p>- Ah, e oltre a tutto cio&#8217;, preparatevi a giornate infinite in piedi e piatti che &#8220;caspita ma a casa mi venivano meglio&#8221; &#8212; gia&#8217;, perche&#8217; cucinare per i vostri quattro amici per cinque o sei ore puo&#8217; darvi un&#8217;estrema soddisfazione, ma cucinare per duecento persone al giorno tutti i giorni, magari non era esattamente come ve l&#8217;avevate immaginato.</p>
<p>- Come postilla del punto precedente notiamo anche che non avrete piu&#8217; una vita: l&#8217;unico giorno libero della settimana sara&#8217; probabilmente dedicato alla spesa o alle faccende relative al ristorante, mentre le maggiori feste religiose e commerciali saranno per voi il contrario di quello che rappresentano per tutti gli altri esseri umani: grandi giorni di sfaticate lavorative.</p>
<p>A tutto cio&#8217; aggiungiamo un buon 60% comprovato di possibilita&#8217; di fallimento (85% se a New York, dove i ristoranti vengono cambiati alla stessa velocita&#8217; con cui mi cambio i calzini &#8212; e me li cambio molto spesso, credetemi!!), e una competizione spietatissima.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/success-and-failure-sign.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4707" title="success-and-failure-sign" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/success-and-failure-sign-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ancora convinti di diventare ristoratori? Di lasciarvi tutto alle spalle e aprire il locale dei vostri sogni nel Lower East Side? Be, un grande in bocca al lupo a chi ci vuole tentare (e tanti complimenti a chi ce l&#8217;ha fatta) &#8212; io personalmente, la prossima volta che soffriro&#8217; da crisi del &#8220;Mollo tutto e apro un bar ai Caraibi&#8221;, mollero&#8217; tutto, andro&#8217; ai Caraibi, ma mi limitero&#8217; a contemplare il successo di chi ce l&#8217;ha fatta dall&#8217;altra parte del bancone, con un bicchiere di rum in mano.</p>
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		<title>Brunch (Economico) a New York: Cafe&#8217; Prague</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 23:53:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iNewYork.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi svelo un segreto: vado pazza per il Brunch. Chi avesse mai avuto l&#8217;occasione di passare un weekend con me lo sa bene: sono ossessionata dalle offerte brunch newyorkesi, e vorrei provare tutto cio&#8217; che c&#8217;e&#8217; sul menu, in tutti i ristoranti. Sara&#8217; che l&#8217;idea di fare colazione e pranzo insieme (breakfast e lunch = [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi svelo un segreto: vado pazza per il Brunch. Chi avesse mai avuto l&#8217;occasione di passare un weekend con me lo sa bene: sono ossessionata dalle offerte brunch newyorkesi, e vorrei provare tutto cio&#8217; che c&#8217;e&#8217; sul menu, in tutti i ristoranti.</p>
<p>Sara&#8217; che l&#8217;idea di fare colazione e pranzo insieme (breakfast e lunch = Brunch, appunto) e&#8217; sempre stata un&#8217;opzione che in Italia, fino a quando ci sono rimasta, non andava molto di moda &#8212; o al contrario in certe citta&#8217; era quell&#8217;attivita&#8217; che solo la creme de la creme conosceva e praticava assiduamente.</p>
<p>Be, da quando mi sono trasferita a New York, capitale del Brunch per eccellenza, mi sento quasi in dovere di sedermi ad un tavolo il sabato e la domenica mattina, rilassarmi dopo un&#8217;intensa settimana di lavoro con un bel cocktail Mimosa in mano, e un piatto meraviglioso di uova e salsiccia davanti &#8212; mentre mi gusto lo scorrere semi-lento della City che si riprende piano piano dalle pazzie combinate la sera precedente. Meglio ancora se non fa tanto freddo, e c&#8217;e&#8217; la possibilita&#8217; di starsene seduti all&#8217;aperto, creando cosi&#8217; un&#8217;atmosfera che a mio parere dovrebbe essere molto vicina alla &#8220;Dolce Vita&#8221; romana dei tempi che furono.</p>
<p>Peccato pero&#8217;, che questa mia passione, oltre ad essere dispendiosa ($20-$25 minimo a testa per un paio di uova&#8230;) va anche direttamente contro i principi della mia dolce meta&#8217;, che sostiene di odiare profondamente il Brunch innanzitutto perche&#8217; non va pazzo per le uova, e in secondo luogo, perche&#8217; riporta di uscire da ogni locale che offre brunch piu&#8217; affamato di prima &#8212; e con $25  in meno.</p>
<p>Essendo io pero molto testarda, potete ben immaginare quanto cerchi di lottare per mantenere il mio diritto di fare Brunch, inventandomi le scuse piu&#8217; assurde e creative ed utilizzando tutti i mezzi a mia disposizione.</p>
<p>Oggi ad esempio e&#8217; stato il turno del: &#8220;Toh, siamo gia&#8217; fuori, sto veramente morendo di fame che quasi svengo, dobbiamo per forza fermarci a mangiare da qualche parte se non mi vuoi portare a casa in braccio!&#8221; Caso ha voluto pero&#8217; che fossimo in zona 5th Avenue e 19esima: avevo il sentore che la mia missione &#8220;Piu&#8217; Brunch per tutti&#8221; stesse quasi fallendo, data la zona troppo cara e &#8220;fancy&#8221; per una colazione-pranzo a portata di tasche&#8230;quando&#8230; la divina provvidenza mi e&#8217; venuta in soccorso facendoci imbattere in Cafe&#8217; Prague, un gioiellino cecoslovacco finito su 5th Avenue e 19th Street quasi per sbaglio, con un&#8217;offerta Brunch meravigliosa e soprendentemente economica ($3.75-$9.95 a testa.)</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Brunch-New-York.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4714" title="Brunch New York" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Brunch-New-York-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Appena entrati si e&#8217; subito sentita l&#8217;atmosfera casalinga tipicamente europea con tazze appese ai muri e odore di pane e dolci appena sfornati. Adornato da foto e quadri della bellissima Praga, mobiletti bianchi stile anni &#8217;50 e ritratti che assomigliavano un po&#8217; alle foto in bianco e nero di matrimonio dei miei nonni, e&#8217; stato amore a prima vista. Ad aggiungere piu&#8217; folklore, c&#8217;erano gli avventori: da studenti di legge impegnati a farsi gli  schemini, a coppie di anziani dall&#8217;aria vagamente europea (dell&#8217;Est) che  parlavano una lingua strana, tutti sembravano a proprio agio e rilassati &#8212; quasi a dimenticarsi che al di fuori del negozio in verita&#8217; ci si trovava su una delle vie piu&#8217; affollate di Manhattan.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Brunch-New-York_2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4716" title="Brunch New York_2" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Brunch-New-York_2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Brunch-New-York_2.jpg"></a><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Brunch-New-York_1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4715" title="Brunch New York_1" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Brunch-New-York_1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Tralaltro, i fubacchioni hanno pensato bene di mettere un menu &#8220;fotografico&#8221;, dove venivano ritratti tutti i piatti offerti, con tanto di Goulash e specialita&#8217; cecoslovacche, accanto alle piu&#8217; tradizionali uova con pancakes o uova con French Toasts. Il tutto annaffiato da un succo d&#8217;arancia fenomenale, caffe&#8217; degno di essere chiamato tale, e accompagnato da una macedonia dove le fragole e l&#8217;ananas mi hanno quasi fatto commuovere per la vicinanza di sapori alle&#8230;mm..fragole e ananas &#8212; quelle vere.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Cafe-Prague-New-York.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4717" title="Cafe Prague New York" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Cafe-Prague-New-York-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Dobbiamo ammettere che e&#8217; stato un Brunch &#8220;nella norma&#8221;, non troppo ghiotto ne&#8217; particolarmente eccezionale: ma per $16 in due, e stomaco decisamente pieno ne e&#8217; valsa la pena. Anzi, vi diro&#8217; di piu&#8217;: abbiamo forse trovato l&#8217;ottimo compromesso che mette d&#8217;accordo chi adora il Brunch, e chi invece lo disdegna!</p>
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		<title>Belgio a New York: non solo Waffles e Beers!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 02:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iNewYork.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;aspetto che mi piace di più di New York e&#8217; che ogni giorno scopri qualcosa di nuovo. Certo l&#8217;altro lato della medaglia e&#8217; che ti accorgi di quanto sia impossibile colmare la tua ignoranza. Come diceva Socrate, l&#8217;unica cosa che sappiamo e&#8217; quella di non sapere &#8211; e New York non fa altro che ricordarci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aspetto che mi piace di più di New York e&#8217; che ogni giorno scopri qualcosa di nuovo. Certo l&#8217;altro lato della medaglia e&#8217; che ti accorgi di quanto sia impossibile colmare la tua ignoranza. Come diceva Socrate, l&#8217;unica cosa che sappiamo e&#8217; quella di non sapere &#8211; e New York non fa altro che ricordarci quanto poco sappiamo in ogni occasione possibile.</p>
<p>Ad esempio, il Belgio per me ha sempre significato poco nulla. Ora, non fraintendetemi: non e&#8217; che non mi interessi sapere come sia la vita in Belgio &#8211; anzi, conosco alcuni ragazzi nati e cresciuti a Bruxelles, e ho anche un paio di amici che stanno vivendo e lavorando in Belgio al momento. Quello che intendo dire e&#8217; che oltre alle parole francese e Commissione Europea non mi viene in mente nullaltro così su due piedi.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/belgian-flag-face.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4564" title="Belgium boy" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/belgian-flag-face-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Sforzandomi un pochino, riesco ad arrivare a Belgian Waffles, quelli che in Italia ti vendono solo nei posti superturistici con sopra una crema che all&#8217;inizio sembra Nutella, ma ti ci vogliono due secondi e mezzo per capire che invece ti hanno fregato, e che a New York si trovano in tutti i ristoranti che offrono brunch come si deve, come alternativa dolce ai pancakes, ricoperti di frutti di bosco a gogo e panna montata se proprio si volesse esagerare.</p>
<p>E impegnandomi ancora di più, arrivo addirittura a pensare alla Belgian Beer, che a detta di molti e&#8217; una delle birre più buone in circolazione.</p>
<p>Bene, alla mia limitata conoscenza di tutte le cose Belga è venuta in soccorso la Grande Mela, e la Camera di Commercio Belga negli USA che ha organizzato una <a href="http://www.belgianrestaurantweeknyc.com">Belgian Restaurant Week</a>, ovvero una settimana in cui sette ristoranti belga appunto, offriranno sconti incredibili sui loro piatti, che includono (oltre a waffle e birra, ovviamente) anche prelibatezze come cozze in varie salse, e il rinomatissimo (?!) &#8220;een kleintje met stoofvleesaus&#8221;, che altro non e&#8217; se non un piatto di patatine fritte con sopra una salsa di carne stufata.</p>
<p>A partire da oggi, Mercoledi 23 Marzo fino a Martedi 29 Marzo sara&#8217; possibile recarsi in uno dei sette ristoranti aderenti all&#8217;iniziativa, e, oltre a scoprire le tradizoni belga, partecipare anche all&#8217;estrazione di un viaggio in Belgio, per scoprire che oltre alla birra e ai waffle c&#8217;e&#8217; molto di piu.</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2011/03/impepata_di_cozze.jpg"><img class="aligncenter" title="impepata_di_cozze" src="../wp-content/uploads/2011/03/impepata_di_cozze-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /></a></p>
<p>Personalmente, credo che provero&#8217; le cozze da <a href="http://www.marktrestaurant.com/index2.htm">Markt </a>al Chelsea Market (il mercato e&#8217; famoso per il pesce) e faro&#8217; un giro da <a href="http://www.petiteabeille.com/">Petite Abeille</a> venerdi, quando tutte le Duvel saranno servite con una pietra dentro (il <a href="http://www.inewyork.it/martini-con-sasso-italiano-favore.html">fenomeno </a>sta prendendo piede!), e avro&#8217; l&#8217;opportunita&#8217; di essere la fortunella a beccare il diamante anziche&#8217; la pietra grezza. Per quanto riguarda i Waffles, sebbene sia stata scottata troppe volte da quelli italiani con la falsa Nutella e abbia quindi un certo timore di ricadere nel solito errore, credo che mi fermero&#8217; ad uno dei camioncini di <a href="http://www.wafelsanddinges.com/">Wafel &amp; Dinges</a>, e menzionero&#8217; la &#8220;sorpresina&#8221; che hanno promesso di dare a chiunque si ricordi di chiederla.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/waffles-01.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4566" title="waffles-01" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/waffles-01-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Cosi, alla fine della settimana, tre posti nuovi, non tantissimi soldi (i menu a prezzi fissi variano dai $15 ai $20), e moltissimi chili in esubero dopo, potro&#8217; dire di aver colmato con una piccola toppa a stelle e strisce una voragine profonda che al momento si posiziona nel mio File Cerebrale:/Geografia/Europa/Belgio.</p>
<p><em>Per maggiori informazioni sull&#8217;iniziativa, e i menu dei ristoranti aderenti: <a href="http://www.belgianrestaurantweeknyc.com">www.belgianrestaurantweeknyc.com</a></em></p>
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		<title>I migliori Hamburger di New York City</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 16:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iNewYork.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti d’America sono famosi e invidiati per parecchi motivi nel mondo. Negli ultimi 60 anni, gli USA sono stati il motore primo dell’economia mondiale e di rivoluzioni globali quali internet, i computer, la ricerca scientifica, i viaggi spaziali e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Tuttavia gli USA sono da sempre stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/hamburger.gif"><img src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/hamburger-300x225.gif" alt="" title="hamburger" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-4435" /></a>Gli Stati Uniti d’America sono famosi e invidiati per parecchi motivi nel mondo. Negli ultimi 60 anni, gli USA sono stati il motore primo dell’economia mondiale e di rivoluzioni globali quali internet, i computer, la ricerca scientifica, i viaggi spaziali e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Tuttavia gli USA sono da sempre stati un fallimento su un aspetto fondamentale dell’economia: il cibo, l’agricoltura e l’allevamento barbaro e la mancanza piu’ totale di tradizioni culinarie e un minimo di decenza negli accostamenti. Ogni volta che vado a fare la spesa in un supermercato, faccio super attenzione a cio’ che acquisto. Leggere le etichette dei cibi in vendita fa spavento. E da oramai 4 anni a questa parte cerco di comprare solo alimenti biologici o prodotti italiani. Con buona pace del mio checking account. </p>
<p>Credo che New York stessa si sia resa conto di questa mancanza a stelle e strisce e, indomita come al solito, si e’ imbarcata in un’avventura quasi impossibile: rendere trendy e d’alta cucina cibi dubbi e privi di fantasia tipici della “tradizione” americana. E a mio modesto parere il miglior esempio e’ rappresentato dagli hamburger.</p>
<p>In questi quattro anni di vita newyorkese ho potuto assaporare hamburger divini, talmente gustosi da meritarsi ampie riflessioni e innumerevoli prove a casa per ripetere quelle piccole opere d’arte commestibili tanto saporite quanto diaboliche e nocivissime per la mia salute (sempre di carne super processata si tratta…).</p>
<p>Lasciati da parte hamburger dai prezzi folli (sopra i 20-30 golosi dollari) che reputo un’offesa al buon senso e un ulteriore segno dell’indecenza del capitalismo moderno, ho oramai individuato i migliori tre ristoranti, o burger joints come dicono qua, per andare a strafogarsi di hamburgers: Shake Shack, Corner Bistro e Burger Joint at Le Parker Meridien.<br />
Tutti e tre offrono hamburgers simili, intrisi di burro per esaltare il sapore e creati con ingredienti freschi e di qualità. I prezzo sono molto simili, tra i 6 e gli 8 dollari ad hamburger e mai piu’ di 20 dollari a testa per l’intero pasto.</p>
<p><strong>Shake Shack</strong><br />
La sede storica e’ in Madison Square Park, il ristorante altro non e’ che un chiosco con tavolini all’aperto disseminati nel parco. Gli hamburger e le patatine sono fenomenali, e come dessert vi cosiglio di provare l’apple pie milk shake, praticamente una torta di mele semi frullata con latte… Strana ma buona anche se pesantissima. Shake Shack e’ il posto ideale per le calde serate primaverili ed estive. Per cene frugali con amici, al chiaro di luna e dei grattacieli che si affacciano sul parco e con Flatiron come commensale.</p>
<p><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps?hl=en&amp;ie=UTF8&amp;q=shake+shack+11+Madison+Ave,+New+York&amp;fb=1&amp;gl=us&amp;hq=shake+shack&amp;hnear=11+Madison+Ave,+New+York,+NY+10010&amp;cid=0,0,3740244163230744188&amp;ll=40.741286,-73.988468&amp;spn=0.006295,0.006295&amp;iwloc=A&amp;output=embed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.com/maps?hl=en&amp;ie=UTF8&amp;q=shake+shack+11+Madison+Ave,+New+York&amp;fb=1&amp;gl=us&amp;hq=shake+shack&amp;hnear=11+Madison+Ave,+New+York,+NY+10010&amp;cid=0,0,3740244163230744188&amp;ll=40.741286,-73.988468&amp;spn=0.006295,0.006295&amp;iwloc=A&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p><strong>Corner Bistro</strong><br />
Piccolo locale vagamente francese, dall’atmosfera accogliente ma con camerieri tra i piu’ scorbutici di tutta New York. Probabilmente l’essere scazzati fa parte della loro idea di ristorante francese… Gli hamburger sono ottimi e le birre americane economiche. Ideale per coppie, con un po’ di fantasia sembrera’ una cenetta romantica.</p>
<p><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=Corner+Bistro+331+West+4th+Street+New+York,+NY&amp;aq=&amp;sll=40.740494,-73.987598&amp;sspn=0.031085,0.077076&amp;gl=us&amp;ie=UTF8&amp;hq=Corner+Bistro&amp;hnear=331+W+4th+St,+New+York,+10014&amp;ll=40.738058,-74.003784&amp;spn=0.006295,0.006295&amp;output=embed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=Corner+Bistro+331+West+4th+Street+New+York,+NY&amp;aq=&amp;sll=40.740494,-73.987598&amp;sspn=0.031085,0.077076&amp;gl=us&amp;ie=UTF8&amp;hq=Corner+Bistro&amp;hnear=331+W+4th+St,+New+York,+10014&amp;ll=40.738058,-74.003784&amp;spn=0.006295,0.006295" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
<p><strong>Burger Joint at Le Parker Meridien</strong><br />
Il nome e’ particolare e tradotto in italiano suona piu’ o meno cosi’: locale ove mangiare hamburger nell’hotel super posh Le Parker Meridien.<br />
Trovare il locale e’ difficile, noi non siamo riusciti la prima volta. Dopo diverso peregrinare dentro e fuori la Lobby ci siamo accorti di come diversa gente entrasse nell’hotel e, superata la reception, andasse ad infilarsi in un pertugio tra un muro e una tenda vellutata di colore rosso mattone. Titubanti, abbiamo seguito il flusso e ci siamo ritrovati in un locale minuscolo, sovraffollato e charming. Con pochi tavoli di legno e tutti incisi da precedenti commensali. Perfetto per una serata pre-Broadway show o nelle fredde notti invernali.</p>
<p><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=Burger+Joint+at+Le+Parker+Meridien&amp;aq=&amp;sll=40.738058,-74.003784&amp;sspn=0.007772,0.019269&amp;gl=us&amp;ie=UTF8&amp;hq=Burger+Joint+at+Le+Parker+Meridien&amp;hnear=&amp;ll=40.751028,-73.991132&amp;spn=0.031129,0.030364&amp;output=embed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=Burger+Joint+at+Le+Parker+Meridien&amp;aq=&amp;sll=40.738058,-74.003784&amp;sspn=0.007772,0.019269&amp;gl=us&amp;ie=UTF8&amp;hq=Burger+Joint+at+Le+Parker+Meridien&amp;hnear=&amp;ll=40.751028,-73.991132&amp;spn=0.031129,0.030364" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
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