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	<description>La prima guida per italianizzare New York City</description>
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		<title>Gli Avengers hanno distrutto New York</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 12:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo periodo gli Avengers sono sulla bocca di tutti e New York è il loro palcoscenico. Nell&#8217;ultimo film i supereroi difendono Manhattan dalla distruzione totale, ma gli esperti di disastri (che negli USA proliferano) hanno calcolato che i danni causati alla città dalle azioni di Iron Man &#38; Co. sarebbero di gran lunga superiori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo gli Avengers sono sulla bocca di tutti e <strong>New York</strong> è il loro palcoscenico. Nell&#8217;ultimo film i supereroi difendono Manhattan dalla distruzione totale, ma gli esperti di disastri (che negli USA proliferano) hanno calcolato che i danni causati alla città dalle azioni di Iron Man &amp; Co. sarebbero di gran lunga superiori di quelli generate da Katrina o dal più recente tsunami del Giappone.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/avengers.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-7928" title="avengers" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/avengers-550x250.jpg" alt="" width="550" height="250" /></a></p>
<div>
<p>La Kinetic Analysis Corporation, una compagnia che si occupa di analisi del rischio nei cataclismi, ha creato alcuni modelli per l&#8217;Hollywood Reporter. Hanno calcolato che i soli danni fisici ammonterebbero a 70 miliardi di dollari, con ripercussioni economiche per altri 90 miliardi; 160 miliardi in tutto, senza considerare le perdite umane. Per intenderci, le devastazioni di Katrina ammontarono a 90 miliardi e quelle dello tsunami nipponico a 122 miliardi.</p>
<p>Ma mentre sarebbe relativamente facile riparare gli edifici danneggiati, gli effetti peggiori si avrebbero nel sottosuolo. La devastazione del Grand Central Terminal causerebbe l&#8217;annientamento delle reti di gas, elettricità e comunicazioni.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/usa1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-7930" title="usa" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/usa1-400x250.jpg" alt="" width="400" height="250" /></a></p>
<p>E chi pagherebbe? Di sicuro non le assicurazioni, che definiribbero il tutto come &#8220;atto di dio&#8221;, non coperto perciò. Probabilmente si aggiungerebbe al già cospicuo debito americano.</p>
</div>
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		<title>Giovani, registi e Italiani</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 02:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Istituto Italiano di Cultura di New York presenterà i premi del Young Italian Film Directors Prize, il premio ideato per affermare il forte interesse e l&#8217;attenzione per il cinema italiano di qualità. I vincitori avranno la possibilità di venire in contatto con l&#8217;industria cinematografica americana, presentando le proprie opere a un pubblico di esperti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Istituto Italiano di Cultura di <strong>New York</strong> presenterà i premi del Young Italian Film Directors Prize, il premio ideato per affermare il forte interesse e l&#8217;attenzione per il cinema italiano di qualità. I vincitori avranno la possibilità di venire in contatto con l&#8217;industria cinematografica americana, presentando le proprie opere a un pubblico di esperti di altissimo livello.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/uniom1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7920" title="uniom" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/uniom1.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p align="justify">Il 23 maggio alle 17.15 sono in programma il cortometraggio &#8220;Giganti&#8221;  di Fabio Mollo e il lungometraggio &#8220;La minaccia&#8221; di Silvia Luzi e Luca Bellino.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/ytr1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7921" title="ytr" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/ytr1.jpg" alt="" width="450" height="299" /></a></p>
<p align="justify"> Per partecipare è sufficiente chiamare il numero (212) 879 4242 esterno 360<strong> . </strong></p>
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		<title>Syd Mead a New York</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosita']]></category>

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		<description><![CDATA[Gli amanti della fantascienza lo conoscono molto bene, ma anche il grande pubblico ha apprezzato il suo genio. E&#8217; Syd mead, il grafico che ha contribuito a capolavori come Blade Runner, Aliens e TRON. Ma in pochi sanno che è anche un artista e che esporrà le sue opere futuribili a New York, alla BravinLee [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli amanti della fantascienza lo conoscono molto bene, ma anche il grande pubblico ha apprezzato il suo genio. E&#8217; Syd mead, il grafico che ha contribuito a capolavori come <em>Blade Runner</em>, <em>Aliens</em> e <em>TRON.</em> Ma in pochi sanno che è anche un artista e che esporrà le sue opere futuribili a New York, alla BravinLee Gallery di Chelsea.<a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/ytr.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7915" title="ytr" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/ytr.jpg" alt="" width="468" height="309" /></a></p>
<p>La visione del fututo di Mead è luccicante e precisa, con personaggi in uniformi sgargianti e veicoli volanti fiammanti e impeccabili. Con poche eccezioni, il futuro di Mead è utopico, sereno e benestante, ma forse un po&#8217; freddo e distaccato. Il motivo è presto detto: questi lavori sono stati quasi tutti commissionati e perciò &#8220;lubrificati&#8221; dal capitalismo più schietto.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/tyu.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7914" title="tyu" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/tyu.jpg" alt="" width="468" height="312" /></a></p>
<p>Mead cominciò a lavorare infatti come ingegnere alla Ford, ma presto si occupò di architettura di interni per una varietà di clienti e si dilettò nella creazione di vignette e veicoli futuristici.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/bnv.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7913" title="bnv" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/bnv.jpg" alt="" width="468" height="313" /></a></p>
<p>La mostra sarà aperta fino al 30 giugno al BravinLee, 526 West 26th Street, #211, ovviamente New York City</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A che punto sono le bici?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[principali]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; ufficiale: a luglio New York avrà il suo sistema pubblico di biciclette. La scorsa settimana l&#8217;amministrazione comunale ha fatto sapere il nome del progetto, che si chiamerà CitiBike, e ha inoltre reso nota la bozza della mappa delle stazioni di noleggio e deposito, che dovrebbero essere inizialmente 420, per gestire 7000 mezzi. Il ritardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ufficiale: a luglio <strong>New York</strong> avrà il suo sistema pubblico di biciclette. La scorsa settimana l&#8217;amministrazione comunale ha fatto sapere il nome del progetto, che si chiamerà CitiBike, e ha inoltre reso nota la bozza della mappa delle stazioni di noleggio e deposito, che dovrebbero essere inizialmente 420, per gestire 7000 mezzi.</p>
<p>Il ritardo rispetto ad altre città sarà giustificato dalle dimensioni della rete: quando il sindaco di Londra Boris Johnson annunciò le 10000 stazioni della capitale inglese, il numero sembrava già irraggiungibile, ma New York è New York e ribatte oggi con quasi 10000 punti soltanto nella Contea di New York, che non è altro se non Manhattan, il più piccolo dei borough. La cartina è per ora disponibile soltanto a <a href="http://a841-tfpweb.nyc.gov/bikeshare/station-map/">questo indirizzo</a> di google maps.</p>
<p>Il problema (e quando non ce ne sono?) è che la maggior parte delle stazioni sarà costruita su spazi destinati oggi al parcheggio delle automobili. In una città in cui un posto auto è ambito come un Oscar, capite benissimo quale possa essere la questione. L&#8217;impatto maggiore sarà su Broadway, che sarà ricoperta di CitiBike da Union square fino alla punta di Manhattan; soltanto tra Columbus Circle e la 49esima, ci saranno 257 posti bici disponibili.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/citi.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-7903" title="citi" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/citi.jpg" alt="" width="576" height="382" /></a></p>
<p style="text-align: left;">E il prezzo? Il sistema è molto simile a quello di Londra: 95 $ per l&#8217;abbonamento annuale, 25 $ per il settimanale e 9,95 $ per il giornaliero. Fino a 30 minuti si può girare gratis, perciò è sufficiente rimettere una bici in una stazione e prenderne un&#8217;altra, per la quale partono altri 30 minuti.</p>
<p style="text-align: left;">Non vediamo l&#8217;ora di provarne una per darvi la nostra opinione.</p>
<table>
<tbody>
<tr class="even">
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr class="odd">
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr class="even">
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Un castello scozzese sull&#8217;Hudson</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosita']]></category>

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		<description><![CDATA[New York e il New England assomigliano molto alla Old Gran Bretagna, sia climaticamente, sia culturalmente. Ma l&#8217;idea che possa esistere un castello scozzese in stile Braveheart sulle rive dell&#8217;Hudson, mi sembrava sinceramente troppo. E invece ecco il Bannerman Castle di Fishkill, soltanto a un&#8217;ora e mezza da Manhattan. Ma cosa ci fa nello Stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>New York e il New England assomigliano molto alla Old Gran Bretagna, sia climaticamente, sia culturalmente. Ma l&#8217;idea che possa esistere un castello scozzese in stile Braveheart sulle rive dell&#8217;Hudson, mi sembrava sinceramente troppo. E invece ecco il Bannerman Castle di Fishkill, soltanto a un&#8217;ora e mezza da Manhattan.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/castello.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7894" title="castello" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/castello.png" alt="" width="616" height="463" /></a></p>
<p>Ma cosa ci fa nello Stato di New York un maniero che dovrebbe essere sul Firth of Forth? L&#8217;immigrato scozzese Francis Bannerman arrivò negli Stati Uniti a metà dell&#8217;ottocento e si stabilì con la famiglia a Brooklyn. Data la vicinanza al porto, cominciò a fornire vestiario alla marina militare. Cominciò poi a raccogliere rottami nella baia e, in breve tempo, creò un vero e proprio impero commerciale. Alla fine della Guerra Civile, comprò all&#8217;asta enormi quantità di vestiti e attrezzature dell&#8217;esercito e rivendette il tutto, generando un profitto immenso.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/unio.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-7895" title="unio" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/unio.png" alt="" width="327" height="431" /></a></p>
<p>Un giorno, navigando in canoa per l&#8217;Hudson, il figlio di Frank, David, scoprì l&#8217;isola di Pollepel e ne parlò con il padre. I Bannerman la acquistarono e ne fecero ben presto il loro magazzino di stoccaggio. Ma si sa, la nostalgia di casa è sempre dietro l&#8217;angolo, e invece di edificare un semplice capannone industriale, fecero innalzare un vero e proprio castello da Highlander, che nel 1901 divenne anche la loro dimora.</p>
<p>Oggi la struttura è in decadenza, ma è possibile visitarla con una guida: si parte con un&#8217;escursione in barca fiume, per poi entrare direttamente nel castello, con il suo fascino magico e un po&#8217; inquietante.(prideofthehudson.com)</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/uniom.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7896" title="uniom" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/uniom.jpg" alt="" width="500" height="400" /></a></p>
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		<title>Non chiamate con il c**o</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 12:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Pronto, pronto, Giovanni, ci sei?&#8221; Quante volte avete ricevuto una telefonata da qualche vostro amico o parente, che si è poi rivelata una &#8220;chiamata con il fondoschiena&#8221;? Il cellulare finisce nella tasca dei pantaloni, ci si siede sopra ed ecco un fiume di squilli casuali a ogni contatto della rubrica. Non siete soli, perché, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Pronto, pronto, Giovanni, ci sei?&#8221; Quante volte avete ricevuto una telefonata da qualche vostro amico o parente, che si è poi rivelata una &#8220;chiamata con il fondoschiena&#8221;? Il cellulare finisce nella tasca dei pantaloni, ci si siede sopra ed ecco un fiume di squilli casuali a ogni contatto della rubrica. Non siete soli, perché, anche per il dipartimento di polizia di <strong>New York</strong>, questo sta diventando un problema serio.</p>
<p>A quanto pare, le chiamate accidentali al 911 a New York rappresentano quasi il 38 per cento del totale: circa quattro milioni su dieci. Se siete stati a New York, sapete che le sirene della polizia sono onnipresenti: più di 10 000 false chiamate al giorno contribuiscono a incrementare la confusione e lo spreco di tempo e energie.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/nypd.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7888" title="nypd" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/nypd.jpg" alt="" width="300" height="350" /></a></p>
<p id="yui_3_4_0_22_1336994291018_291">Lo studio punta il dito contro l&#8217;incremento del numero di cellulari in città, che hanno il 911 come scelta rapida. Per ora le autorità sembrano non avere ancora compreso la gravità della questione e non si sono mosse per trovare una soluzione. Le &#8220;chiamate con il c**o&#8221;  non sono ovviamente limitate soltanto a New York: la CBS di Chicago ha segnalato che, l&#8217;anno scorso, il 20 per cento delle telefonate al dipartimento di polizia di Evanston, Illinois, sembrano essere state casuali.</p>
<p>&#8220;Non credo che la gente capisca quante volte succede&#8221;, ha commentato il coordinatore del dipartimento di Evanston. La morale? Non fate le cose con il&#8230;</p>
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		<title>Slow Food a New York</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 23:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino a qualche anno fa, l&#8217;idea di associare New York alla lentezza nei pasti sarebbe sembrata un&#8217;assurdità. Quando negli anni &#8217;80 Carlo Petrini cominciò la sua prima campagna contro McDonald, la Grande Mela era all&#8217;apice della sua decadenza morale, ambientale e gastronomica. Poi arrivò un periodo di prosperità e insieme un&#8217;ondata salutista e biologica, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a qualche anno fa, l&#8217;idea di associare <strong>New York</strong> alla lentezza nei pasti sarebbe sembrata un&#8217;assurdità. Quando negli anni &#8217;80 Carlo Petrini cominciò la sua prima campagna contro McDonald, la Grande Mela era all&#8217;apice della sua decadenza morale, ambientale e gastronomica. Poi arrivò un periodo di prosperità e insieme un&#8217;ondata salutista e biologica, che da New York invase molte città degli Stati Uniti.</p>
<p>Per questo, il 15 maggio, l&#8217;Istituto Italiano di Cultura di New York ospiterà colui che maggiormente ha contribuito a questa nuova idea di alimentazione, che in realtà è molto più vecchia dei fast food. Oggi negli USA ci sono più di duecento sedi Slow Food sparse in tutto il paese, che invitano i cittadini ad assaggiare e recuperare il cibo tradizionale della propria regione.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/usa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7877" title="usa" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/usa.jpg" alt="" width="610" height="200" /></a></p>
<p>Questo è il manifesto che Petrini ricorderà: &#8220;La velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda allo stesso virus: la vita veloce, che sconvolge le nostre abitudini, ci assale fin nelle nostre case, ci rinchiude a nutrirci nei fast food&#8230;Iniziamo proprio a tavola con lo Slow Food, contro l&#8217;appiattimento del fast food riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali. Se la &#8220;fast life&#8221; in nome della produttività ha modificato la nostra vita e minaccia l&#8217;ambiente e il paesaggio, lo Slow Food è oggi la risposta d&#8217;avanguardia. È qui, nello sviluppo del gusto e non nel suo immiserimento, la vera cultura, di qui può iniziare il progresso, con lo scambio internazionale di storie, conoscenze, progetti. Lo Slow Food assicura un avvenire migliore.&#8221;</p>
<p>Il ritrovo è sempre al 686 Park avenue, alle 16.30; è sufficiente registrarsi a <a href="http://www.iicnewyork.esteri.it/IIC_NewYork/webform/PrenotaEvento.aspx?id=587&amp;lingua=2">questa pagina</a>.</p>
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		<title>Billy Bob Thornton in libreria</title>
		<link>http://www.inewyork.it/billy-bob-thornton-in-libreria.html</link>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 11:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa deve combinare un uomo per far sì che una donna come Angelina Jolie tatui il suo nome sulla spalla? Sinceramente non ne ho idea, ma conosco un uomo che deve saperlo per forza e so anche dove trovarlo. Il 15 maggio l&#8217;attore Billy Bob Thorton sarà a New York, alla presentazione del suo libro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa deve combinare un uomo per far sì che una donna come Angelina Jolie tatui il suo nome sulla spalla? Sinceramente non ne ho idea, ma conosco un uomo che deve saperlo per forza e so anche dove trovarlo.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/tatuaggio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7868" title="tatuaggio" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/tatuaggio.jpg" alt="" width="400" height="727" /></a></p>
<p>Il 15 maggio l&#8217;attore Billy Bob Thorton sarà a <strong>New York</strong>, alla presentazione del suo libro &#8220;The Billy Bob Tapes: A Cave Full of Ghosts&#8221;, alla libreria Barnes &amp; Noble di Union Square. Insieme al coautore, lo sceneggiatore Kinky Friedman, racconterà le origini del romanzo e cosa lo ha portato a scriverlo  (bisogno di soldi?).</p>
<p>Se ci andrò, gli chiederò di farmi il Babbo Bastardo, anche solo per dieci secondi&#8230;</p>
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		<title>Moda italiana a New York</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 10:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;She got a thing for that Gucci, that Fendi, that Prada&#8230;&#8221; cantava 50 Cent qualche anno fa, a testimonianza della passione statunitense per la moda italiana. Ma quanto sanno davvero gli Americani degli stilisti di casa nostra e della loro bravura che a volte sfocia in vera e propria arte? Per chiarire la faccenda ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;She got a thing for that Gucci, that Fendi, that Prada&#8230;&#8221; cantava 50 Cent qualche anno fa, a testimonianza della passione statunitense per la moda italiana. Ma quanto sanno davvero gli Americani degli stilisti di casa nostra e della loro bravura che a volte sfocia in vera e propria arte?</p>
<p>Per chiarire la faccenda ci pensa il Met, che in quanto ad arte non è secondo a nessuno, con la mostra <em>Schiaparelli and Prada: Impossible Conversations</em>. L&#8217;idea è quella di confrontare l&#8217;opera di Elsa Schiaparelli, stilista culto degli anni &#8217;30 e Miuccia Prada, simbolo di una delle maison italiane più potenti in circolazione.Ispirato alle &#8220;Interviste Impossibili&#8221; di Miguel Covarrubias, la mostra è simile a una conversazione tra queste due donne simbolo e suggerisce nuove chiavi di lettura per le loro opere innovative.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/schiaparelli-prada-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7860" title="schiaparelli-prada-1" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/schiaparelli-prada-1.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p>La mostra è composta da disegni e accessori della Schiaparelli (anni &#8217;20-&#8217;60) e di Prada (anni &#8217;80-oggi); il tutto è accompagnato da proiezioni dirette da Baz Luhrmann (Romeo+Giulietta, Moulin Rouge),  che creano un legame tra le vite personali e lavorative delle due stiliste.</p>
<p>La temporaneaha aperto il 10 maggio e chiuderà il 19 agosto, perciò fateci un pensiero per la vostra vacanza.</p>
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		<title>Omaggio a Jack Kirby (II parte)</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 14:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;continua Da quel momento la fantasia creativa di Kirby non conobbe limiti, creando o collaborando alla creazione di personaggi come Thor, Iron Man, i primi X-Men, Silver Surfer e Hulk. In breve la Marvel fu soprannominata &#8220;la casa delle idee&#8221;. Kirby era già un maestro, ma divenne un vero e proprio guru, distruggendo le vecchie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;continua</p>
<p>Da quel momento la fantasia creativa di Kirby non conobbe limiti, creando o collaborando alla creazione di personaggi come Thor, Iron Man, i primi X-Men, Silver Surfer e Hulk. In breve la Marvel fu soprannominata &#8220;la casa delle idee&#8221;. Kirby era già un maestro, ma divenne un vero e proprio guru, distruggendo le vecchie pose legnose dei fumetti per sostituirle con fluidità e rapidità da film; per la prima volta le figure cominciarono addirittura a sbordare dalla pagina.</p>
<p>In &#8220;Kill Bill&#8221; di Quentin Tarantino, il protagonista si lancia in un ardito monologo sui fumetti e le loro implicazioni filosofiche: &#8220;Superman non diventa Superman, Superman è nato Superman&#8221;, afferma Bill paragonando il supereroe in calzamaglia con i suoi successori. Beh, l&#8217; aspetto umano dei successori di Superman è tutto dovuto a Kirby: la potenza sovrumana non è più assoluta, ma è inestricabilmente legata alle debolezze umane.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/nmb.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-7854" title="nmb" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/nmb-550x250.jpg" alt="" width="550" height="250" /></a></p>
<p>Poi, come sempre, cominciò la parabola discendente: entrato in conflitto con Stan Lee, che gli rubava la scena, lasciò la Marvel. Negli anni &#8217;70 si trasferì alla DC, portando con se il Quarto Mondo, una complicata mitologia di eroi e personaggi postmoderni. Ma questa volta Kirby aveva anticipato troppo i tempi: il pubblico non capì e il Quarto Mondo durò soltanto tre anni, anche se alcuni affermano abbia avuto ripercussioni artistiche negli anni &#8217;80, in particolare nella saga di Guerre Stellari.</p>
<p>Nonostante il tentativo di trasferirsi nel cinema, la decadenza continuò, fino a metà degli anni &#8217;90, quando Kirby morì. Ma la sua eredità è, senza dubbio, la più importante della storia del fumetto e The Avengers, basato su una storia da lui coprodotta, ne è ancora oggi la testimonianza.</p>
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