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	<description>La prima guida per italianizzare New York City</description>
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		<title>Ricky&#8217;s V.M. 18</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 08:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricky&#8217;s mi ricorda uno di quei negozietti in cui andavo da bambino con mia mamma, quelli che in Italia stanno scomparendo, fagocitati dai centri commerciali. Se ci siete stati, sapete cosa intendo: da Ricky&#8217;s c&#8217;è tutto il necessario per il bagno e annessi, dalla spugna al mascara, dalla schiuma da barba alla crema mani, fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricky&#8217;s mi ricorda uno di quei negozietti in cui andavo da bambino con mia mamma, quelli che in Italia stanno scomparendo, fagocitati dai centri commerciali. Se ci siete stati, sapete cosa intendo: da Ricky&#8217;s c&#8217;è tutto il necessario per il bagno e annessi, dalla spugna al mascara, dalla schiuma da barba alla crema mani, fino ai tagliaunghie professionali.</p>
<p>E&#8217; una catena diffusa in tutta Manhattan, ma la maggior parte dei punti vendita si trova tra Chelsea e SoHo, dove l&#8217;attenzione per la limatura delle unghie è una questione non confinata al gentil sesso. Il punto forte di Ricky&#8217;s è che mantiene i prezzi a un livello paragonabile a quello dell&#8217;emporio della mia infanzia e molto lontano da quello di alcuni drug store famosi, per non parlare dei grandi magazzini tipo Bloomingdales.  Ho qualche sospetto che i prodotti siano fabbricati in paesi del Terzo Mondo da bambini malnutriti, ma a volte la mia forza di volontà non è abbastanza salda da resistere a sconti così sfacciati.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/ricky.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6731" title="ricky" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/ricky-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Un giorno però, girovagando per uno dei negozi, mi sono accorto di un corridoio stretto, nascosto tra le maschere viso e gli spazzolini. Incuriosito ho dato un&#8217;occhiata&#8230;e ho scoperto un lato insospettabile: una stanzetta colma fino al soffitto di giochi erotici, arnesi oblunghi, video non proprio per bambini e gel che suppongo non servissero per i capelli.</p>
<p>Ho come il sospetto che la signora che mi vendeva il dentifricio quando ero piccolo non avrebbe approvato. Certo, voi penserete che avrei potuto dedurlo dalla vetrina, ma nella mia candida innocenza avevo scambiato la signorina con il rossetto per la solita pubblicità basata su allusioni sessuali. Altro che allusioni, nella Fantasy Room di Ricky&#8217;s tutto è fin troppo chiaro: provare per credere.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/hot.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6730" title="hot" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/hot-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
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		<title>In bici per Nieuw Amsterdam</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 07:27:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosita']]></category>

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		<description><![CDATA[Quando vi diciamo che New York è sempre stata avanti, non scherziamo. Tutti sanno che il nome originale della città era Nieuw Amsterdam, che i primi Europei a giungere nella baia furono gli Olandesi, che molti toponimi e molte tradizioni arrivano dai Paesi Bassi. Ma in pochi sono a conoscenza dell&#8217;antica passione cittadina per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando vi diciamo che New York è sempre stata avanti, non scherziamo. Tutti sanno che il nome originale della città era Nieuw Amsterdam, che i primi Europei a giungere nella baia furono gli Olandesi, che molti toponimi e molte tradizioni arrivano dai Paesi Bassi. Ma in pochi sono a conoscenza dell&#8217;antica passione cittadina per le biciclette, passione tanto olandese quanto poco americana.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/coney-island.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6724" title="coney island" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/coney-island-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p>Oggi New York è all&#8217;avanguardia negli Stati Uniti per le piste ciclabili, ma mai come lo era nell&#8217;ottocento. Nel 1896, mentre nei Paesi Bassi veniva costruita la prima pista europea, la Grande Mela poteva già vantare la sua prima (lunghissima) ciclostrada. Conclusa nel 1894, la Coney Island Cycle Path partiva da Prospect Park e raggiungeva Coney Island, la spiaggia della città. L&#8217;idea ebbe così tanto successo da costringere l&#8217;amministrazione ad allargare la pista, per sostenere il gran traffico di biciclette.</p>
<p>I baracchini del lungomare apprezzavano l&#8217;affluenza di turisti affamati e l&#8217;intera economia della spiaggia ne risentì positivamente. Nel 1896 fu addirittura inaugurata una seconda carreggiata, per snellire il traffico di ritorno verso la città. Insomma, la bicicletta era &#8220;cool&#8221; nel 1890 e più di 80 000 ciclisti formavano una lobby economica molto potente; non per scomodare Vico e i suoi &#8220;Corsi e Ricorsi Storici&#8221;, ma nessuno inventa mai nulla.</p>
<p>Come prevedibile, l&#8217;arrivo delle automobili nel &#8217;900 sancì il lento ma inesorabile declino del turismo ciclistico. La pista di ritorno fu asfaltata e inclusa in quella che oggi è Ocean Parkway, ma, e qui arriva il bello, la pista ciclabile originale esiste ancora e costeggia tutto il viale fino all&#8217;oceano. Volete sapere com&#8217;è? Seguiteci nel nostro ditour <a href="http://ditourviaggi.com/portfolio/tour-bici-new-york-ocean-express/">Ocean Express</a>, che ripercorre esattamente il tracciato ottocentesco e vi farà dire per l&#8217;ennesima volta &#8220;New York è sempre stata avanti!&#8221;</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/coneyditour.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6725" title="coneyditour" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/coneyditour-232x300.gif" alt="" width="232" height="300" /></a></p>
<p>Se volete saperne di più sul cicloturismo newyorchese di due secoli fa, date un&#8217;occhiata a questo <a href="http://www.roadswerenotbuiltforcars.com/">sito</a>.</p>
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		<title>Buon compleanno, Paul</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosita']]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è il compleanno di Paul Auster, un mio caro amico. Se non avete mai letto uno dei suoi romanzi, questa è la volta buona per farlo: la sua capacità di descrivere New York, e soprattutto Brooklyn, vi sconvolgerà. Quando si legge Auster per la prima volta si ha la certezza che non esista al mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è il compleanno di Paul Auster, un mio caro amico. Se non avete mai letto uno dei suoi romanzi, questa è la volta buona per farlo: la sua capacità di descrivere New York, e soprattutto Brooklyn, vi sconvolgerà. Quando si legge Auster per la prima volta si ha la certezza che non esista al mondo un&#8217;altra persona con una fantasia simile, in grado di intrecciare storie assurde e a stento immaginabili.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/auster.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6713" title="auster" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/auster-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /></a></p>
<p>Ma pensandoci bene Paul non fa altro che riferire le assurdità della vita, quella vera, piena di fatti incomprensibili, di percorsi chiarissimi che non portano da nessuna parte, di false piste e di evidenze che si ignorano. Auster demolisce la nostra idea della vita come percorso lineare e prevedibile e ci ricorda in ogni frase che il passato torna in maniere che non possiamo prevedere e il futuro non sarà tra dieci anni, ma tra dieci secondi.</p>
<p>Ho già parlato di due suoi romanzi, <a href="http://www.inewyork.it/follie-di-brooklyn-di-paul-auster.html">Follie di Brooklyn</a> e <a href="http://www.inewyork.it/follie-di-brooklyn-di-paul-auster.html">Invisibile</a>; l&#8217;ultima opera pubblicata in Italia è Sunset Park, un racconto ambientato in una Brooklyn in piena recessione, ma piena di vita, emozioni, idee, oltre che sofferenze e traumi nuovi e vecchi. Ma oggi voglio consigliarvi un romanzo del 2002, Il libro delle Illusioni: cos&#8217;hanno in comune un professore universitario traumatizzato e un regista del cinema muto anni &#8217;20?</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/sunset-park.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6718" title="sunset park" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/sunset-park-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p>Se sarete in grado di inventare una storia più intricata, struggente e coinvolgente di quella di Paul, l&#8217;anno prossimo scriverò un articolo per il vostro compleanno.</p>
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		<title>Giardini pensili un po&#8217; particolari</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; inutile, siamo costretti di nuovo a parlare della moda dei Rooftop Garden, che ormai impazza a New York City. Trasformare un tetto o un terrazzo nella Valle degli Orti è considerato il massimo del cool e comprare &#8220;a chilometro zero&#8221; miele, frutta, verdura e formaggi è diventato essenziale per non essere considerati dei bifolchi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; inutile, siamo costretti di nuovo a parlare della moda dei Rooftop Garden, che ormai impazza a New York City. Trasformare un tetto o un terrazzo nella Valle degli Orti è considerato il massimo del cool e comprare &#8220;a chilometro zero&#8221; miele, frutta, verdura e formaggi è diventato essenziale per non essere considerati dei bifolchi retrogradi.</p>
<p>Pare che abbiano pensato la stessa cosa tre ragazzi di Morris Park avenue, nel Bronx, che hanno ritenuto scandalosa l&#8217;enorme emissione di CO2 necessaria a trasportare un prodotto dal Messico fino a New York. Perciò hanno deciso di installare una serie di serre nel loro appartamento, in modo da rifornire il vicinato di materie prime fresche, senza pesticidi, né OGM. Il problema è che si sono dedicati a una monocoltura, azione già di per sè molto miope dal punto di vista agricolo, di una particolare varietà di angiosperma, la <em>Cannabis Sativa</em>.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/pianta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6703" title="pianta" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/pianta.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
<p>Pare che la NYPD non abbia visto di buon occhio questo tentativo di azienda a conduzione familiare e abbia optato per una visitina nell&#8217;appartamento dei tre; il risultato è stato il sequestro di 593 piante di marijuana alte due metri e 35 kg di ganja. Gli agenti sono rimasti impressionati dai complessi sistemi d&#8217;irrigazione e illuminazione messi a punto dai ragazzi, ma la cosa non sembra aver impedito loro di arrestare i contadini e portarli immediatamente in prigione.</p>
<p>I proventi mensili ammontavano a circa 250 000 $ e l&#8217;incasso totale della s.r.l. è stimato intorno ai 3 milioni di dollari. Sapete come ha fatto la polizia ad essere sicura dell&#8217;infrazione? Ha controllato la bolletta della luce dell&#8217;appartamento, che da sola superava di gran lunga quella del resto del palazzo.</p>
<p>p.s. Qualcuno di voi guarda ancora Weeds? Sono rimasto indietro con le puntate, a che punto siamo?</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/weeds.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6702" title="weeds" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/weeds-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a></p>
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		<title>Gli Harlem Globetrotters tornano al Madison</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siete in città il 18 febbraio? Se non avete mai visto gli Harlem Globetrotters, non potete perderveli. Il Madison Square Garden li ospita per una sola serata, a partire dalle 7.30 e i biglietti vanno dai 15 ai 250 $. La storia di questa squadra di basket-spettacolo è ormai leggenda. Fondati nel 1927 come selezione semi-professionistica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siete in città il 18 febbraio? Se non avete mai visto gli Harlem Globetrotters, non potete perderveli. Il Madison Square Garden li ospita per una sola serata, a partire dalle 7.30 e i biglietti vanno dai 15 ai 250 $.</p>
<p>La storia di questa squadra di basket-spettacolo è ormai leggenda. Fondati nel 1927 come selezione semi-professionistica, hanno un po&#8217; alla volta trasformato le loro partite in veri e propri spettacoli comici. In questi anni hanno militato nel team moltissimi giocatori afroamericani di livello altissimo, spesso professionisti della NBA. Gli Harlem ormai si esibiscono soltanto in spettacoli contro i Washington Generals e inscenano sketch comici fuori e dentro il campo.</p>
<p>Se invece avete già assistito a un loro spettacolo, questa volta non mancheranno le novità. Oltre a Big Easy, Special K e Scooter, è in programma una nuova classe di rookie (gli esordienti del basket), tra cui spicca l&#8217;inglese Paul Sturgess, detto Tiny, il più alto giocatore di pallacanestro di tutti i tempi, che svetta con i suoi 2,34 m.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Harlem.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6695" title="Harlem" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/Harlem-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a></p>
<p>Se proprio non riuscite a liberarvi, date un&#8217;occhiata a questo <a href="http://www.msg.com/videos/msg-kidcam-harlem-globetrotters-special">video</a> dei Knicks City Kids, le promesse dei New York Knicks, che si cimentano con le acrobazie degli Harlem.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/ragazzi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6696" title="ragazzi" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/ragazzi-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a></p>
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		<title>Buon Giorno della Marmotta!</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre l&#8217;Italia è sommersa dalla neve, qui a New York sembra già primavera: 10° e un sole abbastanza caldo fanno ben sperare per la bella stagione. Ma soltanto i più accorti (o mia nonna che la chiama Candelora), ricorderanno che oggi si decidono tradizionalmente le sorti meteorologiche dei prossimi mesi. Negli Stati Uniti e in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre l&#8217;Italia è sommersa dalla neve, qui a New York sembra già primavera: 10° e un sole abbastanza caldo fanno ben sperare per la bella stagione. Ma soltanto i più accorti (o mia nonna che la chiama Candelora), ricorderanno che oggi si decidono tradizionalmente le sorti meteorologiche dei prossimi mesi. Negli Stati Uniti e in Canada si festeggia infatti il Groundhog Day (Il Giorno della Marmotta). Questo animale è noto in Italia soltanto per la pelliccia e per aver dato il nome agli scout di Paperopoli, ma Oltreoceano è considerato una sorta di meteo.it <em>ante litteram</em>.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/marmotta.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6684" title="marmotta" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/marmotta-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Se volete essere sicuri di prenotare le vacanze per il ponte di Pasqua, dovete trovare in giornata un rifugio di marmotta (non ditemi che non ne avete uno dietro l&#8217;angolo) e osservarlo con attenzione. Se oggi il dentone conclude il suo letargo ed emergendo dalla tana non riesce a vedere la propria ombra perché il tempo è nuvoloso, l&#8217;inverno avrà breve durata. Ma se invece il tempo è bello e il roditore si spaventerà guardando la sua ombra, allora l&#8217;inverno è destinato a durare fino a fine marzo, l&#8217;effettivo inizio della primavera. A New York la marmotta più famosa è Chuck, che risiede stabilmente nello zoo di Staten Island ed è considerato il Colonnello Bernacca ufficiale della città. La ceremonia della previsione è talmente importante da richiedere la presenza del sindaco; il ritrovo è alle 6.30 (ora di Staten Island) per osservare Chuck e fare colazione.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/bloom.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6689" title="bloom" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/bloom-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
<p>Qualche giorno fa era invece in programma a Bryant Park il film Ricomincio da Capo, che in Inglese è semplicemente Groundhog Day. Se non l&#8217;avete mai visto, questa è la volta buona: dvd, film e tè caldo, in attesa del responso della Sacra Marmotta.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/ricomincio.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6685" title="ricomincio" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/ricomincio-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rate my Rat</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alzi la mano chi non ha mai visto un topo nella metropolitana di New York? Per la verità tutte le grandi città sono piene di ratti, ma quelli della Grande Mela sembrano averla addentata parecchio. Soltanto un mese fa è stato scovato nel Bronx un topone lungo un metro (si, avete capito bene), originario però [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alzi la mano chi non ha mai visto un topo nella metropolitana di New York? Per la verità tutte le grandi città sono piene di ratti, ma quelli della Grande Mela sembrano averla addentata parecchio. Soltanto un mese fa è stato scovato nel Bronx un topone lungo un metro (si, avete capito bene), originario però dell&#8217;Africa occidentale.</p>
<p>Il vero problema non è tanto la dimensione dei singoli, quanto il numero di questi simpatici roditori: i più cauti parlano di due per ogni abitante, che significherebbe circa 17 milioni di topi! L&#8217;enorme quantità di cibo abbandonata per le strade e nei cestini non fa che aumentare costantemente il numero di questi animaletti, che altrimenti rimarrebbe sotto controllo.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/topo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6677" title="topo" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/topo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>L&#8217;ultimo grido d&#8217;allarme è stato lanciato dai dipendenti della MTA, la metropolitana di New York, esasperati dalla convivenza forzata con questi colleghi a quattro zampe. Personalmente non ho la fobia dei topi, ma capisco che condividere con loro scrivania, computer e merenda non sia proprio l&#8217;aspettativa di chiunque. La parte divertente è che i Newyorchesi affrontano anche questo problema in modo molto americano: invece di limitarsi a piangere e denunciare, hanno aperto un sito internet, <a href="http://ratfreesubways.com/">Rate Free Subways</a>.</p>
<p>Avvisiamo gli schizzinosi che le immagini sono piuttosto realistiche e ritraggono perfettamente questi Ratatouille e Fievel, ma non sempre vivi e non sempre interi. L&#8217;intento è quello di attirare l&#8217;attenzione sul problema, in modo che le autorità competenti affrontino la questione in maniera definitiva. All&#8217;interno del sito è aperta anche la sezione &#8220;Rate My Rat&#8221;, che permette a chiunque di pubblicare le proprie foto di ratti metropolitani e di votare il roditore più orripilante; i voti vanno dall&#8217;1 a al 5, ma sconsigliamo caldamente i deboli di cuori di andare oltre il 3. Potete persino raccontare la vostra personale esperienza con i cugini di Topo Gigio.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/rat.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6676" title="rat" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/rat-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" /></a></p>
<p>Se non ce la fate proprio, almeno firmate la petizione indirizzata alla direzione della MTA, a meno che non siate amici di Bianca e Bernie.</p>
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		<title>Tetti verdi a Brooklyn</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Onda Verde che ha invaso New York negli ultimi anni non accenna a recedere. Qualche tempo fa vi avevamo già parlato di come la città si stesse trasformando pian piano in un&#8217;immensa campagna urbana. Oggi una nuova proposta del Dipartimento all&#8217;Urbanistica faciliterà l&#8217;installazione di muri eco-efficienti, facilitando il riscaldamento e il raffreddamento dei grattacieli. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Onda Verde che ha invaso New York negli ultimi anni non accenna a recedere. Qualche tempo fa <a href="http://www.inewyork.it/new-york-city-una-gigantesca-fattoria.html">vi avevamo già parlato</a> di come la città si stesse trasformando pian piano in un&#8217;immensa campagna urbana. Oggi una nuova proposta del Dipartimento all&#8217;Urbanistica faciliterà l&#8217;installazione di muri eco-efficienti, facilitando il riscaldamento e il raffreddamento dei grattacieli. Ma soprattutto renderà possibile la costruzione di vere e proprie fattorie e serre sui tetti degli edifici.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/tetto2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6662" title="tetto2" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/tetto2-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a></p>
<p>In questo modo l&#8217;area disponibile per la coltivazione &#8220;a chilometro zero&#8221; aumenterà di ben 1200 acri. Brooklyn è all&#8217;avanguardia in questa frontiera ecologica: il Brooklyn Grange è un enorme tetto di 4000 m3 nella Brooklyn Navy Yard, l&#8217;antica zona dei cantieri navali. Per anni quest&#8217;area di magazzini dismessi è rimasta abbandonata a se stessa, ma in breve tempo l&#8217;idea delle fattorie sui tetti ha reso questi spazi richiestissimi. Il proprietario degli stabili riceve un piccolo affitto o un pagamento in prodotti freschi, che alimentano i sempre più diffusi Green Market, contribuendo a ridurre l&#8217;inquinamento e rinfrescando gli edifici.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/green.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6664" title="green" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/green-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
<div>
<p>Il provvedimento include anche agevolazioni per l&#8217;installazione di pannelli solari, sistemi per il filtraggio dell&#8217;acqua piovana e addirittura turbine eoliche per generare energia elettrica. New York è una grigia metropoli inquinata? Non scherziamo.</p>
</div>
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		<title>Dove vanno d&#8217;inverno le anatre di Central Park?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse qualcuno di voi sarà un po&#8217; cresciuto e non oserà ammettere la sua passione adolescenziale per &#8220;Il giovane Holden&#8221;, il romanzo di Salinger che ha stregato intere generazioni. Ma se l&#8217;avete letto, non potete non ricordare il quesito metafisico e un po&#8217; &#8220;freak&#8221; posto da Holden Caulfield: &#8220;Vivo a New York e stavo pensando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse qualcuno di voi sarà un po&#8217; cresciuto e non oserà ammettere la sua passione adolescenziale per &#8220;Il giovane Holden&#8221;, il romanzo di Salinger che ha stregato intere generazioni. Ma se l&#8217;avete letto, non potete non ricordare il quesito metafisico e un po&#8217; &#8220;freak&#8221; posto da Holden Caulfield: &#8220;Vivo a New York e stavo pensando allo stagno di Central Park, quello vicino a Central Park South&#8230;mi saprebbe dire per caso dove vanno le anatre quando il lago gela? Lo sa, per caso?  Mi chiedevo, non è che magari un tizio arriva con un camion e le porta in uno zoo o qualcosa di simile? O magari semplicemente volano via. &#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/catcher.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6656" title="catcher" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/catcher-223x300.jpg" alt="" width="187" height="252" /></a></p>
<p>Non ci crederete, ma pare che questa sia una delle domande più frequenti che i turisti rivolgono alle guide del parco durante l&#8217;inverno. Sara Cedar Miller è un&#8217;esperta di storia del parco, nonché una fotografa del Central Park Conservacy e ha una risposta molto semplice alla domanda di Holden: le anatre non vanno da nessuna parte.</p>
<p>Sara lavora a Central Park da ventisette anni ed è sicurissima di averle sempre viste anche in pieno inverno. Ammette però che i palmipedi possono sopravvivere soltanto se il fondo del laghetto non ghiaccia completamente, evento che capita molto di rado. In genere gli uccelli non pensano proprio di spostarsi da un luogo dove migliaia di persone li nutrono ogni giorno con quintali di muffin, bagel e ciambelle.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/anatre.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6653" title="anatre" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/anatre-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p>Niente da fare, pare proprio che non esista il tizio del camion.</p>
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		<title>Bushwick, l&#8217;ultima frontiera</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un fantasma si aggira per i cinque quartieri, la &#8220;gentrification&#8221;. Chi ha familiarità con la recente storia di New York conosce il fenomeno: un gruppo sociale benestante comincia ad acquistare immobili in una zona popolare abitata da artisti, che in breve tempo non possono più permettersi gli affitti e si spostano in un quartiere più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un fantasma si aggira per i cinque quartieri, la &#8220;gentrification&#8221;. Chi ha familiarità con la recente storia di New York conosce il fenomeno: un gruppo sociale benestante comincia ad acquistare immobili in una zona popolare abitata da artisti, che in breve tempo non possono più permettersi gli affitti e si spostano in un quartiere più periferico. In principio fu il Village, poi SoHo, il Meatpacking, Harlem, il Bronx, DUMBO e Williamsburg.</p>
<p>Se da un lato questi cambiamenti contribuiscono alla qualità di vita della città, dall&#8217;altro snaturano totalmente lo spirito di un quartiere, rendendolo uguale al suo vicino e privando l&#8217;intera metropoli dei movimenti che l&#8217;hanno resa così particolare. In pochi anni tutti gli edifici diventano o residenze di lusso, o negozi e centri commerciali di grandi marche internazionali.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/american_gentri.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6631" title="american_gentri" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/american_gentri-292x300.jpg" alt="" width="292" height="300" /></a></p>
<p>Secondo gli esperti, l&#8217;ultimo baluardo della &#8220;gentrification&#8221; è Bushwick, la zona a est di Williamsburg; perciò, prima che diventi un assembramento di GAP, Abercrombie e Starbucks, fateci un giro. All&#8217;inizio degli anni ’90 una folta comunità ecuadoregna si trasferì nel quartiere, seguita a ruota da artisti, in particolare dediti ai graffiti. Oggi il centro del movimento artistico è Factory Fresh, una comune inaugurata nel 2008 a Flushing avenue, che riunisce artisti europei provenienti dall&#8217;Europa orientale.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/fresh_factory.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6635" title="fresh_factory" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/fresh_factory-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a></p>
<p>René Stessl è invece un ex-cuoco austriaco, che ha ideato il progetto “1hr Restaurant”; gironzolando per Buskhwick potreste incontrarlo mentre prepara un pasto (gratis) di parecchie portate per i passanti. Ogni evento è documentato con fotografie, che sono il risultato finale del lavoro.</p>
<p><a href="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/1hourestaurant.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6636" title="1hourestaurant" src="http://www.inewyork.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/1hourestaurant-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Che ne dite? Una buona alternativa al solito MoMA?</p>
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