Durante il primo week end dopo il nostro trasloco a New York, la mia universita’ ha organizzato un giro turistico per Manhattan. Il giro e’ risultato essere piacevole da subito: la nostra guida ha evitato tutti i luoghi turistici, per portarci nei quartieri frequentati da chi Manhattan la vive e non la visita. Dopo qualche ora a passeggio per Downtown Manhattan, siamo arrivati sull’Hudson River e un nostro compagno di tour ha osato chiedere cosa ci fosse al di la del fiume, se fosse ancora New York o se fosse qualcosa d’ altro. La nostra guida, nata e cresciuta a Manhattan, ha replicato alla domanda con fare scocciato e snob: “ Quello e’ il New Jersey, ma non ti preoccupare di cosa c’e’ la!”.

E con il passare dei mesi a New York, mi sono reso conto che la guida non era l’unica a pensarla cosi’. Il 99% dei newyorkesi, infatti, reputa il New Jersey, o Garden State, un qualcosa al di la del fiume Hudson, che non meriti di essere visitato e soprattutto la causa del cattivo odore di cui Manhattan a volte e’ pervasa.

Tuttavia, gli snob newyorkesi molto probabilmente saranno costretti a rivalutare il New Jersey e non per poco tempo, ma per l’eternita’.

I cimiteri storici della City, infatti, stanno finendo lo spazio per le tombe nuove. Il Washington Cemetery a Brooklyn non ha piu’ spazio per nuove tombe dall’inverno scorso. Il Calvari Cemetery nel Queens e’ quasi pieno e lo storico Greenwood Cemetery non avra’ piu’ posto entro 5 anni. E in questa crisi di spazio nei camposanti, i newyorkesi continuano imperterriti a morire ad un ritmo di circa 60000 individui all’anno. E, a meno che di uno sciopero delle morti, una delle poche alternative proposte sono i cimiteri del New Jersey appunto.

Che destino beffardo aspetta i newyorkesi: una vita a disprezzare il suolo che li accogliera’ per l’eternita’!

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