I mondiali di calcio del Sud Africa sono iniziati da una settimana e per la prima volta nella mia vita ho praticamente visto tutte i match (ma non ditelo al mio capo :)). Sebbene appassionato di calcio sin dalla tenera eta’, non avevo mai avuto ne’ la costanza ne’ la voglia di seguire tutte le partite.

Ora, vivendo a New York e lavorando in un ambiente internazionale come l’NYU, mi e’ praticamente impossibile non seguire tutto. E di questo attaccamento alla propria nazione e alla nazione degli altri deve essersene accorto anche Sua Eminenza Grigia l’Ospedale, perche’ l’altro giorno ha bloccato il sito espn3.com, il principale portale per la visione dei match — azione completamente inutile perche’ i dipendenti indomiti non hanno fatto altro che spostarsi in modo sparpagliato su altri 100 siti che offrono i mondiali in diretta. E dopo circa 5 minuti di frenetica ricerca su internet, eravamo ancora tutti incollati al computer, scambiandoci occhiate di complicita’, esultando in “mute mode” e imprecando in ogni idioma conosciuto.

Nemmeno per le Olimpiadi si era formato un cameratismo cosi’ forte. Ogni giorno mi vedo tifare per una squadra diversa e, soprattutto, ho la fortuna di essere in compagnia di qualche tifoso della nazione stessa. Nell’ultima settimana mi sono sentito Italiano, Inglese, Australiano, Nord e Sud Coreano (con gravi problemi di coscienza e di integrita’ morale), Cileno e Argentino.

E’ una sensazione nuova tifare per un goal della squadra del Cile o essere profondamente incazzato per la figuraccia dell’Australia. Alla fine di questa settimana, sebbene profondamente italiano e orgoglioso della mia Nazione e Nazionale, ho avuto la sensazione che i Mondiali non stiano celebrando le migliori squadre di calcio al mondo, ma la bellezza del gioco, qualunque esso sia purche’ sia internazionale (dimenticate baseball, american football e affini).

E soprattutto si celebra la gioia di vivere in un ambiente internazionale come New York. Di incontrare, conoscere e confrontarsi con persone da ogni angolo del mondo, di festeggiare in un ristorante tipico della Nazione vincente e, soprattutto, di sentirsi parte non di una citta’, o Nazione, o Continente, ma parte del Mondo.

Adieu a voi nazionalisti e separatisti.

Da New York, capitale del mondo.

Un cittadino del Mondo.

PS Se siete in vacanza a New York e desiderosi di vivere appieno i Mondiali ma non avete amici da ogni parte del Mondo, il Wall Street Journal vi viene in aiuto. Il sito internet dell’autorevole quotidiano ha creato una mappa interattiva dove potete selezionare la Nazionale di cui siete interessati e vedere dove risiedono a New York gli abitanti di quel Paese. Inoltre la mappa evidenzia per ogni quartiere anche i Bar che mostrano in diretta tutte le partite.

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