Quando si parla di New York, la maggior parte della gente pensa all’isola.

In verita’, l’isola, la City, non e’ altro che uno dei cinque boroughs di New York: Manhattan. Certo,nell’immaginario comune non esiste nulla al di fuori di Manhattan, ma nella realta’ esistono altre quattro zone che insieme all'”isola” formano la Grande Mela: Brooklyn, Queens, The Bronx e Staten Island.

Ora, non sta a noi dire quale sia il borough piu’ attraente, bello, o interessante — sta di fatto che abbiamo notato, soprattutto ultimamente, avendo conosciuto almeno una persona che vive in uno dei cinque quartieri, che in tutta New York, e contrariamente al resto del mondo, “l’erba del vicino non e’ mai piu’ verde”.

Scomodiamo il proverbio per dire che chi vive a Manhattan vi raccontera’ di quanto e’ bello uscire all’una di notte a comprare il latte, e sentirsi catapultati in quello che a occhio e croce sembra essere l’ombelico del mondo. Chi vive a Brooklyn vi dira’ che non c’e sensazione piu’ bella che recarsi al solito bar, chiedere “il solito” e sapere di ricevere esattamente quello che si voleva. Gli abitanti del Queens invece inneggeranno le casette di mattoni rossi, tutte basse e abitate dalle piu’ svariate etnie, mentre d’estate dalla finestra sale l’odore della salsa di pomorodo appena fatta dai vicini siciliani. Chi vive nel Bronx vi raccontera’ della sensazione di brivido che si ha nel dire: “Vivo nel Bronx”, unita a quel feeling meraviglioso di “sentirsi a casa”. Coloro che invece hanno scelto Staten Island, vi descriveranno trasognanti la riunione famigliare della domenica precedente con tanto di barbeque nel giardino davanti casa e vista baia.

Insomma, “There’s no place like home”, e nessuno cambierebbe il proprio quartiere per nulla al mondo.

Proprio questo sentimento di attaccamento, orgoglio radicale e un poco effimero a delle zone che in verita’ saranno “casa nostra” per in media non piu’ di 10 anni, ha ispirato la nuova collezione Nike, che ha lanciato in collaborazione con DJ Clark Kent la sua ” Five Borough Pack”.  A edizione limitata, questa nuova linea di scarpe Nike prevede cinque diversi stili e colori diversi, ispirati  ai cinque quartieri di New York, con il nome del borough scritto sulle stringhe e sulle suole.

Ovviamente, stanno letteralmente andando a ruba (il prezzo e’ di $135). E i commenti hanno gia’ iniziato ad inondare il web: “Quelle di Manhattan sono le migliori” dicono i Manhattiani, “Macche’! Quelle di Brooklyn sono stupende” rispondono i Brooklyniani, “Solo perche’ non avete visto quelle del Queens!” replicano i Queensiani. Insomma, probabilmente ognuno prediligera’ le scarpe del proprio quartiere, trasformando le sneakers in una sorta di targa italiana con iniziali della regione.

E sapete qual e’ la cosa piu’ buffa? E’ che fino ad ora sembra che il paio piu’ comprato sia quello piu’ improbabile. Si, proprio lui, quello del quartiere che non ci viene mai in mente quando facciamo l’elenco dei five boroughs, quello che tutti snobbano e nessuno ci va: the Staten Island borough.

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2 Comments on Nike sfrutta il “Borough Pride” di New York

  1. fabrizio
    5 agosto 2010 at 16:52 (7 anni ago)

    ciao ragazzi
    sono appena tornato da nike town…….le staten island sono introvabili …peccato

  2. Tommi
    20 agosto 2010 at 05:43 (7 anni ago)

    Ma come nessuno ci va? E chi avrebbe fatto il Verrazzano a piedi? 😉

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