Gia’ lo sapete che alle cose a tema non resisto. Quindi immaginate la mia gioia quando uno dei regali post matrimonio consisteva in due biglietti per il Jazz Age Lawn Party a Governors’ Island — un avvenimento in costume che avviene due weekend all’anno, d’estate, dove ci si veste anni venti, si va a bere rose’ e ascoltare musica jazz nel prato più grande di, appunto, Governors’ Island.

Due weekend fa quindi, dopo esserci vestiti di tutto punto (e meno male che pure il nostro matrimonio era a tema vintage, e quindi c’avevamo anche gia’ i vestiti adatti,) ci siamo avviati verso il traghetto e siamo stati catapultati indietro di ottant’anni circa, tra flapper girls, piume, guanti, papillon…and all that jazz.

Ora, potrei stare qui a descrivervi la musica meravigliosa, i fiumi di rose’, le macchine d’epoca e le persone vestite anni ’20 con ombrellini e cravattini che passeggiavano con lo sguardo trafitto di chi e’ entrato troppo nella parte e sembra proprio venire da un’altra epoca. Potrei anche parlarvi di come il fondatore di questo party, Michael Aranella, direttore di un’orchestra jazz, abbia creato il primo evento per se stesso e circa altri 50 amici dodici anni fa, cosi, perche’ gli andava (e voleva fare un po’ pratica con la band.) Potrei addirittura spingermi a snocciolare la lista di piccoli negozietti pop up che hanno preso il sopravvento sull’isola quel giorno e da cui avrei comprato tutto.

Invece mi voglio soffermare sull’unico pensiero (lo ammetto, un pensiero idiota, che tanto lo sapete ormai che il mio cervello funziona come la copertura nazionale di AT&T: a sprazzi) che mi girava in testa mentre facevo finta di essere una signora di un certo calibro, con tanto di perle e coroncina in testa, sulla copertina beige da picnic e marito con cappello e bretelle di fianco.

Il pensiero era che di questi tempi sembra che tutti siano impazziti per il vintage. Diciamoci la verita’: da quando Leonardo di Caprio ci ha strizzato l’occhiolino nel suo frack, dall’alto dei suoi party che hanno scosso i ruggenti anni ’20, invitandoci a bere un bicchiere di bollicine nel bicchiere con l’orlino d’oro in “The Great Gatsby,” noi non pensiamo ad altro. Vogliamo anche noi vestirci da ballerine con piume in testa e metterci i guanti di seta fino al gomito. E la vera domanda e’: perche’?

1. La prima ragione potrebbe essere che finita l’università diventiamo adulti. Basta maratone alcoliche e coma etilici. Dopo i trenta, ci trasformiamo tutti brillantemente in ubriaconi di classe. Perche’ alla fine quello e’: ti vesti elegante e da gran signora (anziché minigonna e tacchi per le uscite mondane,) ti metti pure dei gioielli di perle, bevi champagne a garganella da bicchieri in vetro decorati (anziché birra della peggior lega dalle famose cup di plastica rossa) et voila: eleganza vieni a me.

2. La seconda ragione trova radici più socio-economiche: in un epoca in cui il Presidente degli Stati Uniti e’ una barzelletta, ci si guarda indietro all’epoca d’oro dei ruggenti anni ’20, quando tutto scintillava e anche se si era poveri, ci si sentiva un po’ più ricchi. Poi aggiungi Leonardo di Caprio e chi non penserebbe che si stava meglio quando si stava peggio?

3. L’altra ragione e’ macabra — ma anche molto veritiera: l’oggettistica anni ’20 e’ molto di moda al momento semplicemente perche’…ce n’e’ tanta in giro. Le vecchie case che stanno rimanendo vuote e che vengono al momento passate a nipoti e pronipoti, i quali, la prima cosa che decidono di fare e’ rifare il tutto, interno ed esterno, sono quelle che fino ad ora sono rimaste cosi com’erano proprio dagli anni Venti. E cosi mercatini dell’usato e “achitectural salvage yards” si riempiono di piccoli e grandi oggetti che “l’ho trovato in cantina di mia nonna, che quando l’abbiamo spostata all’ospizio manco sapevamo avesse tutte queste cose ancora di sua madre in cantina, e non sapevamo cosa farne.”

4. In ultimo c’e’ anche il fatto che siamo a New York, la città dove tutti avrebbero voluto essere negli anni ’20 (vabe, ok, dopo Parigi…) Dall’Empire State Building al Chrysler Building: a New York l’Art Deco si respira dopo i primi passi. Come dire: e’ un peccato non vestirsi anche a tema in una città cosi, no?



Comunque, indipendentemente dal perche, che ve lo dico a fare: se state pianificando un viaggio a New York per l’estate prossima, organizzatelo in modo da poter partecipare anche voi al Jazz Age Lawn Party.

 

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