Oggi, come tutti gli altri giorni della mia vita, ho preso un ascensore in un palazzo di New York. Piu’ precisamente, nel palazzo dove lavoro. L’esperienza, come sempre, non e’ stata delle piu’ memorabili, ma vorrei condividere in questo post alcuni pensieri che in quei circa dieci minuti (no, no, non e’ un errore, parlo di minuti) mi hanno portato dal decimo al primo piano.

– Innanzitutto, ormai non ci faccio piu’ caso, ma in verita’ per chi visita New York per la prima volta, puo’ essere shockante: a New York non esistono i piani terra. Si parte a contare direttamente dal primo piano – quindi, io lavoro al decimo piano di un palazzo di dodici, che in misurazione italiana sarebbe il nono piano di un palazzo di undici. I primi giorni mi perdevo tra tutti i pulsanti, e il mio cervello si bloccava per quella frazione di secondo, cercando un qualche segno divino che mi facesse magicamente uscire dal palazzo. Dopo anni, in ascensori a me non familiari, ancora mi devo sforzare a trovare l’uno – che pero’ gli americani hanno pensato bene di affiancare ad una stellina (si vede che non ero l’unica a perdermi tra i piani…) Dunque, prima regola per chi prende un ascensore a New York: CERCARE LA STELLINA.

– Ho menzionato il fatto di perdermi tra i pulsanti: “Bhe’, direte voi: se e’ un palazzo di 12 piani, ce ne saranno solo 12!” – e invece no! Oltre ai pulsanti per arrivare al piano infatti, ci sono anche i pulsanti per “aprire” i piani. Dotati di una serratura apribile solo con l’apposita chiave, questi pulsanti servono ad attivare o disattivare l’ascensore: diciamo che gli americani non si fanno mancare nulla in quanto a sicurezza. Dunque, 12+12, siamo gia’ a 24 pulsanti. A cui si aggiungono quello per tenere aperte le porte, e quello per farle chiudere.
Ora: immaginatevi che un vostro collega che vi sta particolarmente antipatico stia lasciando l’ufficio con voi e sia in procinto di arrivare all’ascensore mentre voi ci siete gia’ dentro. Ebbene, in America potete evitare di farvi dieci piani con lui semplicemente schiacciando il pulsantino di chiusura porte velocizzata. Se al contrario, si tratta dell’avvenente nuova collega con cui ci volete provare, ecco apparire come per magia il pulsantino per tenere le porte aperte piu’ a lungo. Quindi siamo gia’ a 26 pulsanti.
A questi, aggiungete un paio di bottoni che non ho ancora capito a cosa servano, una chiavetta d’emergenza per aprire tutti i piani in caso di emergenza, e un pulsantino rosso con una cornetta di telefono disegnata, che se schiacciata manda direttamente l’allarme alla caserma di pompieri piu’ vicina (non provate a schiacciarla, non e’ divertente, lo dico per esperienza). Totale: 29 pulsanti. Quindi, seconda regola: se siete a New York e avete un appuntamento importante con qualcuno, calcolate di spendere cinque minuti in piu’ per studiare con faccia ebete e un po’ preoccupata i bottoni dell’ascensore.

– Ho anche menzionato i famosi “dieci minuti” per fare dieci piani. Questa esperienza mi accade sempre piu’ frequentemente, tanto che ho calcolato che in un anno spendo in media due giorni interi in ascensore (se si tiene presente che lo prendo come minimo quattro volte al giorno). Ora, perche’ mai uno dovrebbe metterci cosi tanto? I motivi sono primariamente due:

1. Si capita in ascensore con gruppi di persone che si aspettano vicendevolmente. Mentre uno tiene fermo l’ascensore, l’altro va in bagno, chiacchera col collega, chiama la mamma, e poi finalmente entra in ascensore, mentre tutti i precedenti occupanti gli stanno lanciando occhiate malefiche. Di solito, quando cio’ accade, uno dei due e’ il capo dell’altro. Pensateci: cosa fareste se il vostro capo ancora dal suo ufficio sentisse l’ascensore arrivare (con un suono “Tin Tin” quando arriva al piano) e vi urlasse “HOLD IT!!!”. Potreste fregarvene e scendere lo stesso, inventandovi poi qualche scusa, e rischiando il licenziamento; o l’alternativa e’ quella di fermare l’ascensore, aspettare, e mostrare agli altri quanto siate zerbini. Insomma, regola numero tre: aspettate che il vostro capo esca dall’ufficio cosi non rischiate di incappare in questa spiacevole evenienza.
2. Ci sono anche i casi malaugurati in cui capitate in ascensore con le uniche due categorie che si divertono a schiacciare tutti i pulsanti: i bambini al di sotto degli otto anni, e i fattorini della FedEx. I primi sono capibili (anche se al momento vorreste urlare disperati: “Perche l’hai fattoooo?”). Ma i piu’ terribili sono i secondi: per massimizzare il loro tempo infatti, la specie “fattorino FedEx” va all’ultimo piano e schiaccia tutti i piani a cui deve fare le consegne. Arrivato al piano, lancia quasi letteralmente il pacco alla receptionist e torna in ascensore. Ottima efficienza, direte voi. Certo, ma se state uscendo per la pausa pranzo, preparatevi a morire di fame. In questo caso, purtroppo, non ci sono regole da seguire – qui entra proprio in gioco la sfiga.

Insomma, per concludere, siate pronti, perche’ gli ascensori a New York sono come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita (cit. Mamma di Forrest Gump).

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