Tony Siino da New York, Prime Impressioni

giugno 14, 2010

         

Sono negli Stati Uniti da una ventina di giorni per lavoro e per piacere e, dopo una prima parte in California, dall’1 giugno ho raggiunto New York. Ho affittato uno studio nell’Upper East Side e ho incontrato alcuni italiani che vivono e lavorano qui come Luca e Cristina. Durante una cena a midtown e’ nata l’idea di scrivere qualcosa per iNewYork, che gia’ avevo consultato prima di partire.

Questo blog ha una visione decisamente ambiziosa e con cui simpatizzo a pelle: ‘italianizzare New York’! Si tratta decisamente di una bella sfida e la prima riflessione che mi viene in mente e’ che per italianizzare questa citta’ bisogna, appena arrivati, farsi “newyorkizzare”. Quindi in questo post ricapitolero’ alcune cose, anche semplici e banali, con cui da italiano si impatta appena si arriva qui. Buona lettura!

La distanza prossemica Ë diversa
Evitate di attaccarvi al vostro interlocutore, probabilmente si imbarazzerebbe (mi e’ capitato all’aeroporto…sono stato invitato a stare piu’ distante dall’immigration officer).

Quando dicono ´How are you?’ non necessariamente si aspettano una risposta
E’ un modo di entrare in contatto con il prossimo…mentre state elaborando la risposta potrebbero gia’ essere alla prossima domanda.

L’apertura delle porte e’ tirando
Prima di dare craniate o buttare giu’ qualche ingresso di negozio tenete a mente che le porte si tirano per entrare e si spingono per uscire. Non vanno quasi mai in due direzioni ne si spinge per entrare (come spesso avviene in Italia).

Il piano terra non c’e’
In ascensore non troverete la T di terra. A volte troverete l’1, oppure la L di lobby. Pigiate e sarete pronti a calpestrare street e avenue. :)

Il water ha l’”acqua alta”
Immagino per ragioni igieniche…vi disorientera’ e cambiera’ il vostro approccio…

A piedi con il rosso si piu’ passare (se non arriva nessuno)
Se presi da un’improvvisa voglia di rispettare le regole vi fermerete quando il semaforo pedonale e’ rosso noterete che vi sfrecceranno accanto diversi pedoni newyorchesi frettolosi. I pedoni guardano e passano. Gli automobilisti tengono in conto che ci sia un pedone sulle strisce anche se hanno il verde. Risparmierete tempo.

Le mance sono obbligatorie
Dove non indicate esplicitamente vanno dal 15% al 20% del totale. In alcuni casi i camerieri percepiscono esclusivamente quelle e non vengono pagati diversamente. Tenetene conto.

Il caffe’ come lo intendete voi si dice espresso
Se chiederete un caffe’ vi arrivera’ probabilmente il “beverone”, cioe’ il caffe’ regular. In compenso l’espresso hanno imparato anche a farlo abbastanza bene (complici miscele presenti anche in Italia e macchine apposite).

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5 Commenti

  1. Milvia

    06.14.2010

    La distanza prossemica come la definisci tu in maniera forbita e pregevole dovrebbe essere quella anglosassone in tutto il mondo.
    Io seguo da anni la tutela della mia sfera egocentrica ed entro in allarme tutte le volte che le persone la invadono: in fila, nei mezzi (quelle rare volte che li prendo)e, perchè no, nei saluti.
    E’ una questione di civiltà.
    Ciao Tony!

  2. roger

    06.15.2010

    Essendo in parte di quel mondo (UK) concordo PIENAMENTE con MILVIA.
    Sarebbe bello ed interessante se tu TONY spiegassi quale è il percorso migliore per affittare casa a NY.
    Magari Cristina&Luca potrebbero dare qualche dritta su dove, come, quanto costa, cosa non fare….etc. :)

    BUONA NEW YORK TONY.

  3. FEDE

    07.14.2010

    accidenti….che voglia di viaggiare … ascoltando le vostre esperienze mi fa riflettere il fatto che, in una cultura diversa dalla propria, c’è la possibilita’ di imparare qualcosa persino dal modo di salutare le persone. E’ proprio la predisposizione ad essere sensibili a queste cose che rende un “viaggiatore” diverso da un “turista”!
    byeee

  4. iNewYork.it

    07.15.2010

    Grazie mille a tutti per i commenti!
    @Roger: ci stiamo lavorando!
    @Milva e @Fede: avete ragione! Ci sono certe cose che a volte si danno proprio per scontate (come il fatto di aprire la porta da una parte o dall’altra), e solo scontrandosi con realta’ diverse si riesce a comprendere appieno la cultura degli altri e quanto non siamo soli al mondo!

  5. Salvatore

    07.22.2010

    L’apertura delle porte e’ tirando
    Prima di dare craniate o buttare giu’ qualche ingresso di negozio tenete a mente che le porte si tirano per entrare e si spingono per uscire. Non vanno quasi mai in due direzioni ne si spinge per entrare (come spesso avviene in Italia).
    Commento: Vero ma solo in parte. Le porte si tirano per entrare solo nei locali con grande affluenza di publico per motivi di sicurezza. Immaginatevi in un momento di panico (es. incendio) e alcune centinai di persone cercano di uscire allo stesso momento e ti trovi d’avanti una porta che si deve tirare per aprire e 199 persone di dietro che spingono. Nei piccoli edifici o case private si spinge per entrare e si tira per uscire.

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