Approfitto spesso dei weekend d’estate per staccare dalla routine, uscire dalla calura cittadina e andare a fare due passi nel verde. In particolare, lo scorso weekend, ispirata da un articolo letto su Vogue USA, ho deciso di affittare una macchina e andare a due ore da New York, precisamente a Woodstock.

Esattamente come l’articolo aveva preannunciato, ho lasciato la piccola cittadina sabato sera con una voglia incredibile di investire tutti i miei soldi in una “cabin,” ovvero uno di quei cottage di montagna, possibilmente vicino a un fiumiciattolo, con tanto di natura e senso di libertà a portata di mano.

Ovvio che non ho dilapidato tutti i miei averi per una casa di montagna (non ancora!) — ma giusto per darvi un’idea di come si sta a due ore da New York, vi racconto il mio sabato, con l’invito a considerare questa zona come una possibile meta vacanziera per chi adora la Grande Mela, ma magari viaggia con altre persone che invece preferiscono una vacanza all’insegna della natura.

Perche’ Andarci

La ragione e’ molto semplice: perché Woodstock e’ nell’immaginario collettivo il luogo chiave del culmine del movimento Hippie, che voleva essere celebrato durante tre giorni di “Peace and Rock Music” — ovvero pace e musica rock. Nonostante il festival non sia poi avvenuto a Woodstock (la cittadina non diede i permessi agli organizzatori per l’evento che, dall’originario numero stimato di 50,000 attrasse invece quasi un milione di giovani,) il pacifico paesino e’ tuttora considerato un luogo di culto per chi ama la tranquillità, la musica rock, e in generale lo stile di vita Hippie.

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Detto così, di primo acchito vi verrebbe da pensare che Woodstock sia semplicemente una trappola per turisti, con un paio di segni della pace disegnati qua e la, e due o tre reminiscenze dei giorni di gloria incapsulati in musei creati appositamente per chi viene da fuori città’. E invece no: Woodstock mi ha incredibilmente sorpreso per la sua autenticità senza troppe pretese. Come se una percentuale di quei giovani che hanno partecipato al famoso festival del 15 Agosto 1969 abbia deciso di non lasciare mai questi posti meravigliosi, e viva ancora li, con tanto di capelli lunghi, occhiali rotondi e piume in testa.

Come Arrivarci

Il miglior modo per arrivare a Woodstock e’ in macchina, possibilmente percorrendo la strada panoramica lungo l’Hudson River, per una vista sul fiume impareggiabile. Nel caso pero non abbiate accesso alle quattro ruote, vi conviene, come sempre, prendere l’autobus o il treno. Il primo ha partenze ogni due ore circa da Porth Authority, per la modica cifra di $29 (e due ore di viaggio), mentre il secondo e’ un poco più caro (dai $30 ai $50, dipendendo dall’ora) e più’ complicato: si parte con Amtrak da Penn Station e si raggiunge dopo un’ora e mezza Rhinecliff, dal quale poi si deve prendere un taxi. Insomma, se riuscite affittatevi una macchina per la giornata, così avrete anche la libertà di farvi delle piccole escursioni nelle Catskills.

Cosa Fare

La cittadina di Woostock e’ abbastanza piccola e quindi tranquillamente visitabile a piedi. Fatevi una camminata su e giu’ per la via principale e lasciatevi trasportare in un passato quasi nostalgico fatto di vestiti a fiori, pezzi d’antiquariato, vecchie stazioni ferroviarie trasformate in piccole botteghe e negozietti pieni di cianfrusaglie coloratissime.

Nel caso la vostra attenzione si sia risvegliata alla parola “cianfrusaglie” perché, come me, siete un caso disperato per quanto riguarda i mercatini d’antiquariato, beh, non potete perdervi il Saturday and Sunday Flea Market.

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Questo mercatino delle pulci, tenuto da personalità intriganti e con un passato da Figli dei Fiori che si legge negli occhi, spazia da gioielli fatti sul momento, a giradischi di musica rock (ovviamente), vecchi cavalli a dondolo, tazze e telefoni, fino alla frutta fresca — e che frutta fresca! Dai colori meravigliosi e dai profumi estivi inebrianti!

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Se poi uscite di poco dalla cittadina, vi ritroverete immersi nel verde e nella natura, con tanto di ruscelletti e cascate. Proprio “donwtown” infatti si raccolgono diverse piscine naturali, dove d’estate i bambini e le famiglie si ritrovano per un poco di refrigerio. Questi “swimming holes” ovvero buchi in cui si nuota, mi ricordano molto i “cenotes” messicani, che sono stati per me l’esperienza più’ spettacolare mai vissuta in vita mia.

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Woodstock e’ anche un paese pieno di artisti, gallerie d’arte e di fotografia, nonché celebrazione di qualsiasi forma di creatività. Per cui entrate nelle gallerie, parlate con gli artisti, fatevi raccontare la loro storia. Partecipate a festival e concerti nel caso ne abbiate la possibilità (ce ne sono a bizzeffe alla Woodstock Playhouse e il Levon Helm’s Home Studio.) L’elemento più affascinante di Woodstock era e rimane tuttora le persone che ci vivono. Fermatevi e fateci quattro chiacchiere.

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Dove Mangiare

Sfatiamo di nuovo (e non mi stancherò mai di farlo) il mito che in America, o fuori da New York, si mangia male. Woodstock ne e’ nuovamente testamento, con una serie di piccole gemme culinarie che non vorrete perdervi per nulla al mondo!

Iniziamo parlando di Cucina, un ristorante italiano proprio all’entrata del paese, che serve cibo favoloso, in un ambiente altrettanto da favola. Immaginatevi li, all’aria aperta sul piccolo portico dal quale si può intravedere l’interno del ristorante, che sembra quasi una casa vittoriana mantenuta impeccabilmente: se non sentite odore di vacanza qui…

Il secondo gioiello di Woodstock si chiama Garden Cafe’ on the Green. Premettiamo che ho dibattuto tanto se scrivere che si tratta di un ristorante vegano. Si, perché il cibo vegano ha tanti di quegli stereotipi che poi lo so che non vorrete nemmeno finire di leggere la recensione, tanto avete già deciso che non ci andrete. Ebbene, si tratta di un ristorante vegano con un giardino sul retro, che serve piatti che, vi assicuro, vi faranno cambiare idea sul cibo vegano. Io ho assaggiato il piatto del giorno (fagioli in salsa chili con avocado e cavolo nero saltato) e l’ottava meraviglia del mondo in termini culinari: un tortino avocado e anacardi. Semplicemente DI-VI-NO.

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Nel caso vi sentiate un poco più americani, vi suggerisco il Phoenicia Diner, a pochi minuti di macchina da Woodstock, nella cittadina di Phoenicia. Qui lo stile rustico-Brooklyniano (che va tanto di moda ultimamente) si fonde con lo stile americano degli anni ’50 proprio dei diner, per un twist organico sui più grandi classici made in USA, come colazione con uova e pancetta.

Dove Dormire

Devo essere onesta e dire che non sono mai stata a dormire a Woodstock, con mio grande rammarico. Nel caso pero decidessi di ritornare da quelle parti (molto probabile) non disdegnerei dormire in uno di questi hotel: The Graham & Co., che se date un’occhiata alla gallery praticamente stiamo parlando della vita da Pinterest fatta realtà; Woodstock Way, una serie di cabine “shabby-chic” pensate e ideate da una coppia di Brooklyn (e dove altro se no!)  vicinissime a un ruscello; l’Hotel Dylan, che già’ dalla tag line “Peace. Love. Stay” la dice lunga sul tipo di accoglienza che ci si deve aspettare.

Cosa Comprare

A parte oggetti d’antiquariato di cui menzionavo prima, e possibilmente qualche pezzo d’arte da portarvi a casa, uno dei negozi che secondo me merita di più e’ sicuramente una piccola bottega che vende solo candele. Se dico Pace e Amore, rifacendomi al motto tradizionale Hippie, infatti, molti di voi penseranno a momenti di totale relax — che nell’immaginario collettivo includono una candela accesa (magari aromatica.)

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Tra candele a forma di segno della pace, rose e fiorellini, solo entrare in questo negozio vi farà ritrovare la serenità!

Consiglio Locale

Sono una di quelle persone che ha bisogno di parlare con la gente. Ho bisogno soprattutto di capire come la gente vive in un determinato posto che sto visitando. Sono una di quelle turiste non turiste, che vuole mangiare dove vanno i locali, andare a fare shopping dove vanno i locali, parlare con i locali e sentire le loro storie. Per raccontarle, o semplicemente per farne tesoro. E quindi non ho potuto resistere una volta arrivata a Woodstock: ho dovuto chiedere a un signore che sembrava vivesse li, cosa facesse durante i weekend estivi. “Be, facile” e’ stata la risposta. “Di solito vado a Platte Clove a fare una passeggiata e a tuffarmi nelle cascate!”

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E cosi ho fatto: a 20 minuti di macchina da Woodstock mi sono ritrovata in cima a una montagna con vari sentieri che portavano in mezzo a foreste e piscine naturali (freddissime che più’ fredde non si può) con tanto di cascate sotto le quali rilassarsi, lasciandosi cullare dal suono dell’acqua sulle rocce e, soprattutto, dai rumori nella foresta quasi incredibilmente vuoti di qualsiasi rimando all’umanità.

Come dire…ma siamo sicuri che siamo solo a 2 ore da New York?

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